martedì, luglio 06, 2010

VENDITORI DI FUMO AL CAPOLINEA ?

Assistiamo ogni giorno di più ad affermazioni, dichiarazioni e comunicazioni da parte del Premier e dei suoi vari incaricati (Lupi, Cicchitto, Bonaiuti, La Russa, Cota, Brunetta, Gasparri, Capezzone, ecc) che rasentano il paradosso sino a finire nel ridicolo.
La più recente, ma non l'ultima, riguarda quanto detto sulle dimissioni dell' On Bracher; la sua nomina puzzava lontano un miglio di strumentalità ed ora la sua marcia indietro (disposta peraltro dal premier) ci viene imbellettata come azione di alta sensibiltà politica (per non prestare la sponda a contestazioni).
Del caso Cosentino tutti zitti, acqua in bocca, perchè anche quello è un caso emblematico di incoerenza politica (quando Scajola ha fatto armi e bagagli e se n'è andato), nonostante le insistenze di parte degli esponenti del Pdl che al di la delle idee vanno apprezzati per la correttrezza e la coerenza.
Affermazioni e smentite poi si susseguono su vari altri temi a cominciare dalla legge sulle intercettazioni che, ormai l'hanno capito tutti, serve ad ammanettare gli inquirenti e ad imbavagliare l'informazione, per parare la schiena ai soliti noti (ed ignoti).
Non parliamo poi della manovra finanziaria sbandierata in europa 30 giorni or sono, dove il limite invalicabile è la cifra di 24,9 miliardi di euro, ma al cui interno si sta svolgendo un capovolgimento tolemaico, perchè è stata costruita in modo verticistico, e ormai si sa, quando si vogliono fare le furbate poi tutto finisce a tarallucci e vino.
Ho già sostenuto che questa situazione economica italiana, europea e mondiale può dare veramente l'opportunità di una grande ricostruzione della struttura sociale ed economica del paese, ma che occorre coraggio e lungimiranza.
Infatti le rivoluzioni strutturali vanno pianificate almeno su un quadriennio, anche con importi ben più impegnativi, ma deve essere chiaro dove si vuole arrivare senza sostituire ai vecchi privilegi, nuovi privilegi.
L'operazione quindi non deve guardare in faccia nessuno, ma deve avere ben presente tutti perchè alla fine dell'operazioni tutta la collettività ne deve uscire più moderna e forte economicamente: non ci possono essere vincitori e vinti perchè altrimenti significa che si è imbellettata la situazione, ma sono rimasti difetti e vizietti che un pò tutti abbiamo.
Sia nel caso delle intercettazioni che in quello della manovra finanziaria assistiamo ad un teatrino che rende ridicoli gli esponenti della maggioranza, con il Premier in testa.
Da un lato infatti questo signore delega, ma poi i confronti democratici all'interno della maggioranza e con l'opposizione scoprono gli altarini per cui ricomincia la tecnica delle annunciazioni per riprendere il bandolo di una matassa che più tempo passa più riesce ingarbugliata.
Venditori di fumo insomma perchè emerge chiaramente che interessa molto di più l'apparire all'essere, al non toccare tasti che potrebbero infastidire il proprio elettorato di riferimento, estraendo come un aspersorio la maggioranza parlamentare ottenuta con le elezioni politiche.
Promesse che andrebbero mantenute, ma che non lo sono, azioni politiche insostenibili giuridicamente e costituzionalmente che dovrebbero essere accettate solo perchè proposte dalla maggioranza.
Come dire: poichè ho la maggioranza abolirò il reato di stupro o che so quello del sequestro di persona (quello del falso in bilancio è già avvenuto) oppure dovremmo accettare la proposta di un abominio giuridico come l'abolizione dell'obbligo dell'azione penale ?
Ma si rendono conto i cari elettori del Pdl che cosa vuol dire ?
Significa che se patisco una rapina e un mio vicino riconosce il rapinatore questo è perseguibile solo sua querela di parte (la mia) altrimenti gli inquirenti (forze dell'ordine o giudice istruttore) non hanno alcun obbligo ad inquisirlo in base da quanto riferito loro dal mio vicino!!
Oppure viene ritrovato il cadavere di un uomo ucciso a pistolettate e poichè non c'è querela di parte (per forza è morto), Carabinieri o Polizia non si mettono ad indagare.
Questa sarebbe la modernizzazione del paese ? Proprio come quella di modificare la Costituzione sui diritti dell'impresa, per renderla pù libera da qualsiasi vincolo, proprio quando emerge in questi giorni che dietro tante organizzazioni senza scopo di lucro si nascondono imprese in piena regola che evadono il fisco (e la concorrenza) a man bassa!
In realtrà non occorono più libertà, ma più controlli nell'interesse di tutti.
La realtà è che questi venditori di fumo che persistono in modo esponenziale nella loro opera non hanno fatto e non stanno facendo nulla nell'interesse dell'Ialia, anzi stanno distruggendo quanto di buono è stato fatto dal dopoguerra.
Questa maggioranza si sta dimostrando incapace ed inetta (quando non cerca di curare gli interessi di pochi per solo scopo di potere) e, come il Centrosinistra per le sue incoerenze e per le sue troppe anime ha avuto il coraggio di andare a casa per sua scelta, anche in questo caso chi al suo interno ha ancora il senso dello stato deve avere il coraggio di staccare la spina.
Quelle che racconta il Premier sono balle quando dice che se Lui va a casa si va alle elezioni anticipate: deve decidere che vuol far da grande se il Premier o il Presidente della Repubblica.
Sarà Napolitano - e solo Lui - a decidere se ci sono le condizioni politiche per il proseguimento della legislatura o se è preferibile andare alle elezioni anticipate (checchè ne dica l'On Ghedini che è stato eletto per scelta "divina").
Non si tratterebbe assolutamente di ribaltone perchè tutti i parlamentari - Deputati e Senatori - non hanno alcun vincolo di mandato (tant'è che assistiamo anche in questa legislatura a cambiamenti di casacca)per cui se partiti e Parlamento ritrovano nuovi equilibri per la prosecuzione della legislatura è certamente meglio, visto il momento eoconomico, che un "tutti a casa".
D'altro canto lo stesso Premier propose una sorta di grosse coalition quando perse di poco le politiche nel 2006!

venerdì, giugno 11, 2010

IL CORAGGIO DEI PAVIDI

Le mistificazioni della realtà, manifestate dal Premier e degli esponenti della maggioranza che lo sostiene, continuano imperterrite presentando al paese una realtà che invece "non corrisponde al vero".
Ieri si è completata l'ennesima operazione di stravolgimento delle regole democratiche perchè per far passare una legge bavaglio (fosse l'unica) si è ricorso al voto di fiducia per ricompattare la maggioranza che manifesta da tempo forze centripete, e non perchè la minoranza, che è stata in questi due anni sempre messa in disparte, intendesse dar battaglia in Senato per modificare alcune norme che servono in realtà a coprire le malefatte dei manigoldi.
L'iter è stato cosi lungo, egregio senatore Bricolo, non perchè l'opposizione sia stata li a cazzeggiare, a tirar tardi, ma perchè prima alla Camera ed ora al Senato era la stessa maggioranza che non aveva adeguate convergenze per proporre prima in commissione e poi in aula questa modifica di legge (peraltro già proposta dal governo Prodi , con reazioni scomposte dell'allora minoranza) tanto contestata perchè costituisce addiriturra un regresso a quanto licenziato dalla Camera dei Deputati ed un "miglioramento" della difesa dei manigoldi.
Su questo testo poi non sono concordi i soliti Pd e Idv, ma anche altri che pur piccoli contano qualche cosa: Udc, Mpa, senatori a vita, ecc.
Diventa più complicato quindi indagare da parte della Magistratura perchè gli strumenti che prima utlizzava ora non lo possono più essere o se lo sono sono talmente vincolanti e vincolati a schemi spesudogarantistici da diventare meno efficaci.
Ciliegia sulla torna è il vincolo poi posto all'informazione per tutelare la privacy, ma anche questa è una foglia di fico dove nascondersi perchè la gente comune non ha nulla da nascondere; caso mai accanto a chi si indigna vivacemente c'è chi se ne frega altamente perchè tanto non tocca a lui(per il momento).
Il progetto è chiaro: creare una realtà fittizia ed ovattata dove tutto sembra vada perfettamente per il meglio, mentre in realtà le magagne grandi e piccole viaggiano sottotraccia e solo incidentalmente se ne potrà forse, evere una certa notizia in futuro, ma quando la frittata sarà già bella e fatta.
Suoi costi delle intercettazioni poi, precisando che non sono il principale strumento di indagine e che comunque scattano sempre per querela di parte (o vogliamo togliere anche questo diritto?), si sparano cifre enormi dimenticandosi che le cifre che sentiamo sbandierare se vere si riferiscono ad almento 6 anni di indagini, sottacendo poi che questo governo del fare si è ben guardato di affrontarne il costo (è comunque un grande susiness per le ditte intercettatrici e per le compagnie telefoniche) pagando a piè di lista, mentre in altri stati come Francia, Germania, Regno Unito e Usa queste sono gratuite perchè sono un atto dovuto dai concessionari allo stato !
Aggiungo infine che tutta questa maggioranza si affanna a difendere il diritto alla privacy e il diritto alla difesa dei possibili imputati, ma vigliacco ci fosse qualcuno che si interessasse anche dei diritti delle vittime poichè se i diritti individuali sono di tutti in egual misura, ma se si eccede nel garantismo per gli eventuali colpevoli è evidente che se ne toglie a chi subisce il reato!
Quanto al fatto poi che ieri il Pd, principale partito di opposizione, si sia rifiutato di partecipare al voto non è, caro Senatore Gasparri, un atto di superbia ed antidemocratico: da che pulpito Senatore, come sempre la sua faccia tosta non ha assolutamente alcul limite (sparafucile).
Questa maggioranza invece è presuntuosa perchè pur ampia non ha il coraggio (dei pavidi) di assumersi le sue responsabilità a viso aperto confrontandosi con le idee di tutta l'opposizione (stenta anche il confronto al suo interno).
In realtà il confronto lo temete perchè la vostra unità è tenuta in piedo con lo sputo, con un sistema di ricatti incrociati che vi fa apparire super forti, mentre in realtà siete dei quaquaraqua.
Sono convinto infatti che dopo questa vittoria di Pirro, vuoi per la manovra finanziaria che incombe (il dl va approvato in 60 giorni), vuoi perchè rischiate ancora una volta al vostro interno un confronto-scontro vi metterebbe in difficoltà, questo ddl verrà parcheggiato come il processo breve o come la futura riforma della Giustizia sine die alla Camera!
Quanto all'uso del termine democrazia egregio Senatore Gasparri faccio notare che come sempre ha sempre più veloce la bocca del cervello; infatti se l'uscita del Pd dal Senato ieri potrebbe essere paragonata ad un "aventino" , le faccio notare che all' Aventino, quello vero, parteciparono tutti i democratici estromessi da coloro che instaurarono la dittatura !
Quindi pensare bene a quel che si vorrebbe dire, prima di parlare !
Sulla decisione del gruppo parlamentare del Pd posso avere qualche perplessità ma quando penso alla arroganza con la quale tutta questa maggioranza gestisce le cose (non ultima la gaffe del Premier ieri con il Premier spagnolo) va da se che occorre una azione eclatante che svegli le coscienze anche dei narcotizzati!
Prepariamoci comunque perchè la solfa continerà a breve con la discussione sul dl Tremonti sulla cisi finanziaria, e già si mettono le mani avanti: si può far tutto, ma i saldi devono restar quelli!
Bene già questo è un segno di debolezza, perchè questo governo che rappresenta la maggioranza relativa elettorale se è convinto del suo pensiero deve avere il coraggio di sostenerlo a viso aperto e recepire i contributi degli altri parlamentari.
Per di più cominciano già le mistificazioni sostenendo che il Pd non vuole questa manovra: è falso perchè questa opposizione l a vuol fatta in un modo un pò diverso per rispettare per lo meno il principio di equità aggredendo una buona volta (quando ci provò fu sbranata per pura convenienza di parte ed elettorale) tutte le rendite di posizione e tutti gli sprechi veri!

mercoledì, giugno 09, 2010

QUANTO E' DIFFICILE ASSUMERSI LE PROPRIE RESPONSABILITA'

A prescindere dalle capacità mediatiche del Premier che da quasi vent'anni hanno saputo attrarre ampi consensi elettorali c'è un fatto evidente che balza agli occhi (e alle orecchie): di fronte alle difficoltà economiche e sociali l'elettorato da un lato sa perfettamente che questa maggioranza non ha la capacità - e soprattutto il coraggio - di attuare politiche di rigore e dall'altra proprio lo strumento mediatico viene utilizzato anche in questi giorni per mettere altra carne al fuoco proprio per nascondere queste incapacità.
Abbiamo sentito dire che la crisi finanziaria e economica era esterna al nostro paese, che comunque era gia in fase di superamento, eppoi che eravamo in fase di chiara ripresa, smentendo subito dopo queste affermazioni con proposte di manovre finanziarie che ci verrebbero imposte dall'esterno.
Per far pubblicità si usano da parte del Premier tutte le sedi possibili e immaginabili per alzare polveroni ed impedire quindi che l'opinione pubblica possa veramente capire che cosa sta accadendo.
Il Premier parla di lobbies e di centri di potere che condizionano il suo mandato, ma poi per cercare di mantenere consensi partecipa - tutto solo - a tutte le riunioni di categoria, per andare a mostrare le sue idee e a far passare un messaggio chiaro: che sia Confindustria, Federalberghi o Confcommercio afferma di esserre uno di loro (va quindi a cercare contatti con lobbies o organizzazioni di categoria con le quali il potere esecutivo non dovrebbe avere alcuna contiguità se effettivamente intende governare tutto il paese) inserendo nei suoi discorsi affermazioni estremamente gravi quando sostiene di essere un perseguitato della Magistratura, delle intrcettazioni, della Costituzione o che la Protezione Civile sotto processo, non debba più essere presente a L'Aquila, ovvero che quale ministro ad interim sarebbe tentato a non firmare il contratto Rai, se alcuni programmi di quest'ultima persistono nel segnalare le sue debolezze politiche.
La gravità di queste affermazioni (magari smentite subito dopo) non sono comprese in tutta la loro portata dall'opinione pubblica anche se portano pure risvolti paradossali.
Oppure queste grandi scuse sono utilizzate da parte dell'opinione pubblica per stare a guardare sperando che il vento cambi direzione (ul colpevole s'è comunque già trovato).
Riguardo a quanto detto sulla Protezione Civile, l'apertura di un fascicolo processuale per eventuale omicidio colposo promosso da alcuni parenti delle vittime del terremoto è del tutto lecito (e dovuto) e vedremo in futuro gli eventuali risvolti; peraltro è già accaduto in passato che sia andato sotto processo il generale dell'esercito che comandava il contingente i Nassirya (anch'io mi stupii non poco), ma poi la magistratura prosciolse l'incriminato senza che nel frattempo sia sorta alcuna reazione.
Il punto debole del Premier - oltre alla sua grande considerazione di se - è costituito dalla sua enorme permalosità che non ammetterebbe - dentro il suo partito e fuori - alcuna contestazione o considerazione diversa da quella/e pensata da lui o dal suo entourage, con la conseguenza che si imbufalisce ogni giorno - quasi fosse la trama di un film - mettendo alla attenzione dell'opinione pubblica sempre nuove affermazioni o nuove idee, senza però che le precedenti siano analizzate e trasformate in atti concreti.
Questa abitudine di "sparare" contro le istituzioni poi fa passare un messaggio nella società pericoloso per cui ci si abitua ad accusare sempre e comunque il prossimo e - quel che è peggio - di sminuire il ruolo della nostra organizzazione sociale e politica nonchè delle regole che ci siamo dati.
Affermare, come è avvenuo anche di recente, che la attuale Costituzione è di derivazione catto-comunista è innanzitutto un falso storico (liberali, socialisti, repubblicani e azionisti dove li mettiamo ?), ma per di più il Premier si dichiara infastidito dalle regole che lui considera lacci e lacciuoli senza nemmeno pensare ad una proposta credibile ed alternativa.
Ma che cos'ha in mente? Vuol crearsi ogni giorno sempe un nemico o un ostacolo da abbattere oppure - visto che ha di recente accannato ad inesistenti diari di Mussolini - sta pensando a qualche deriva non più populista ma totalitaria ?
Ma tornando all'azione del governo l'elettorato sa perfettamente che le grandi riforme in molti paesi, Italia inclusa, sono sempre avvenuti con l'apporto o il sostegno delle sinistre o del centrosinistra perchè è l'unica componente che può convincere gli elettorati a sacrifici mirati; prova ne è che quando il pericolo è passato ecco che si liquidano le coalizioni che ci hanno tirato fuori dalla mota puntando su coalizioni che poi in realtà dimostrano la loro inconcludenza: è successo nella legislazione 2001 - 2006 e sta puntualmente accadendo in questa partita nel 2008.
Quanto alle grandi riforme promesse da questa maggioranza sono solo parole come quella della Giustizia, che non viene mai proposta perchè superata dal contingente come il legittimo impedimento, il lodo Alfano costituzionale, il processo breve, le intercettazioni, ecc.
Ma tornando alla imminente manovra finanziaria per combattere la crisi finanziaria e economica nonchè speculativa che sta colpendo l'Europa ecco che la grande pensata di questa coalizione mostra la corda soprattutto se la rapportiamo a quelle di altri stati ben più solidi di noi come Francia e Germania.
Intanto la manovra ha durata di soli due anni contro i quattro dei pricipali partner europei il che significa che mentre gli altri programmano di modificare i "fondamentali" delle loro economie per maggiori importi e per più tempo e con risultati si stima ben più profondi, la nostra si potrebbe rivelare parziale - come un vaso di coccio tra vasi di ferro - con il pericolo che questa azione divenga inconcludente e dispendiosa e ne occorra poi una successiva che gli italiani continuerebbero a capire, ma a non - ob torto collo - a condividere e subire.
Sembra poi che questa manovra sia un grazioso regalo fatto alla Ue, mentre in realtà non ce ne sarebbe alcun bisogno (confidando nello stellone); in realtà la situazione non rispetta i parametri concordati per effetto del crescente deficit, della crescita del debito sostanzialmente dovuto all'incremento della spesa pubblica, alla diinuzione del Pil, al minor gettito fiscale ed alla crescente evasione fiscale e corruzione.
Quanto ai contenuti - lasciando da parte per il momento il principio della equità - faccio notare che i temi toccati ed usati per sanare la situazione sono a dir poco paradossali.
Si usano cioè degli interventi strordinari per combattere una situazione straordinaria, interventi ch in realtà non sono straordinari: si parla di lotta all'evasione fiscale, di riduzione della spesa corrente, innalzamento delle età pensionabili ecc. come se fossero temi da non toccare assolutamente se non fossimo in questa situazione critica !
Combattere l'evasione fiscale è un obbligo istituzionale di una amministrazione che si rispetti a prescindere che l'erario abbia "necessità" di quel gettito; cosi' pure combattere gli sperperi, la corruzione, ridurre progressivamente la spesa pubblica, applicando opportuni criteri di economicità, abbattere il debito dello stato sono ovvietà politiche ed amministrative che non possono essere tirate fuori come il coniglio dal cilindro per giustificare le manovre di sacrifici che non si ha il coraggio - per ovvi motivi elettoralistici - di dire chiaro e tondo all'opinione pubblica.
Il modello di comportamento è ormai lo stesso utilizzato in tutti i campi e ad ogni piè sospinto: ogni cosa sgradevole possa accadere dipende sempre dagli altri !
Anche nel settore della P.A. l'unificazione dei tempi di pensionamento (65 anni per donne e uomini) ci viene sollesitata da almeno 20 anni; ebbene le responsabilità ricadono anche sui governi di centrosinistra, ma in tutti questi ultimi 10 anni il centrodestra ha preferito continuare a fare lo struzzo perchè ha preferito metter mano, e male, alla Riforma Dini del 1994 glissando su questa "bomba" ad orologeria.
Per la verità il nodo viene al pettine proprio in questi giorni ed è parecchio difficile cercare gradualità che non ci sono più permesse; cosi' la Ue con la sua determinazione toglie un pò di castagne dal fuoco al Pdl/Lega.
Sul tema pensionistico non è poi finita perchè con il lodo Tremonti-Sacconi si introduce il principio dell'adeguamento automatico delle pensioni di anzianità e di vecchiaia ai tempi di vita presunta di maschi e femmine per cui già da oggi i giovani sanno che ad una retribuzione mediamente non entusiasmante corrisponderà una vita di lavoro per una pensione parecchio modesta.
C'est la vie dice questo governo, ma se non è giusto lavorare solo in funzione della pensione, è ancora meno giusto lavorare sapendo che potrebbe non esserci fine al lavoro !
E tutto questo accade non perchè la vita media si allunga (nel 2050 quanto avrò oltre 100 anni mio figlio, settantenne andrà in pensione), ma perchè le retribuzioni sono sempre più misere e con il sistema contributivo di accantonamenti adeguati per il futuro se ne fanno ben pochi.
Sull'equità della manovra poi non ci siamo proprio perchè in fasi di sacrifici vanno toccati tutti i "tasti" senza tralasciare nessuno e per di più gli obbiettivi debono essere credibili ed ambiziosi.
Sull' evasione fiscale ad esempio si sbandiera tanto il recupero di evasione del 2009 (circa 11 mld di euro) ; ben sapendo che l'evasione è almeno 120 mld l'anno, ci si deve porre l'obbiettivo di recuperare almeno il 20% per anno (fanno 24 mld) da utilizzare sia per l'abbattimento del debito che per la redistribuzione del carico fiscale.
Blocco e diminuzione di retribuzioni nella P.A. vanno fatti in modo selettivo perchè partiamo dal bidello della scuola sino ad arrivare ad alti magistrati, Generali, grand commis, ecc.
Non parliamo poi degli emolumenti di politici nazionali, regionali, privinciali e comunali dove, anche se il risparmio non sarà mastodontico se non altro si darà un segnale di condivisione della situazione critica.
Non c'è poi nulla di scandaloso (Berlusconi lo fece già nl 1994) introdurre una addizionale una tantum per uno o due anni sui redditi più elevati (oltre 80 mila euro ?), come cogliere l'occasione per aumentare le ritenute fiscali su titoli, capital gain, ecc. o elevare la percentuale di iva sui natanti oltre i 20 metri (oggi calcolata solo sul 30% del valore dell'imbarcazione!).
Queste si sono manovre che - cogliendo l'occasione della situazione economica critica - innescherebbero circoli virtuosi per aiutare alla lunga veramente la "povera gente" tanto cara al Ministro Tremonti.
Checchè se ne dica manca il coraggio (non manca però per la legge sul processo breve, legittimo impedimento, intercettazioni, ecc) di toccare i nodi strutturali e le ingiustizie che ha cercato di toccare la vecchia maggioranza di centrosinistra (e per questo messa al rogo un pò da tutti e punita alla prima favorevole occasione) perchè nella migliore delle ipotesi si teme di innescare politiche depressive (niente vero perchè il riequilibrio fiscale sposta le capacità di consumo) mentre nella peggiore si rischia di punire il proprio elettorali di riferimento o negare le promesse fatte.
Anche sulla tracciabilità dei pagamenti emerge la malafede: innanzitutto occorre avere il coraggio di ammettere che la sua eliminazione nel 2008 è stata un madornale errore perchè rispondere - a giustificazione - che il livello dei pagamenti in contanti era troppo basso tanto da mettere in difficoltà la "povera gente", se poi il IV Governo Berlusconi ha assegnato la tremonti-card da 40 euro il mese agli anziani !
Quatti quatti, va dato atto, è stata reintrodotta la lista obbligatoria per le imprese dell'elenco di clienti e fornitori e in questa finanziaria non si ha il coraggio di tornare veramente sui propri passi mettendo un limite al pagamento in contanti (5 mila euro fanno quasi 10 milioni delle vecchie lire) troppo alto, livello che fa a pungni con l'introduzione della fattura elettronica a partire dai 3 mila euro !
Sono sviste rimediabili ? Mah, non ne sono sicuro, penso invece ai 5 milioni di partite iva.
Ancora - altro coniglio dal cilindro - spuntano i 2 miloni di abitazioni non accastate: se non c'era la crisi che si faceva ? Si lasciava tutto li per una prossima eventuale occaasione ?
Solo oggi, guarda caso - se ne esce l' Agenzia delle Entrate che riscontra grandi differenze tra le foto areree dei territori e le mappe catastali: ma in tutti questi anni del governo del fare, non si è mai pensato che un unico ente - il Comune - si faccia carico di trasmettere copia al Catasto quanto autorizzato con relativo decreto di abitabilità ?
Siamo poi sicuri che il Catasto sia effettivamente aggiornato, per cui gli abusi che vengono dichiarati enormi, poi in realtà, pur gravi - sono per entità inferiori?
Non dimentichiamo poi che le foto aeree rilevano per fabbricati anche le tettoie per cui un controllo preciso sul territorio va poi effettuato !
Da ultimo le recenti dichiarazioni del Premier di intento di modifica dell' art. 41 della Costituzione per per liberare dalla burocrazia le imprese: ma prima di percorrere una strada lunga e complicata, non si è mai verificata l'efficenza degli "sportelli unici delle attività produttive" ?
Una regolatina tra gli enti che autorizzano la nascita di una qualsiasi impresa, a quella non ci ha mai pensato nessuno
Certo sparare alto per nascondere i propri difetti è un sistema che ha dimostrato più volte la sua efficacia in termini di consensi, ma siamo proprio sicuri che gli interessi del paese vengano realmente rispettati?
La regola aurea è che se si liberalizza si deve spostare il controllo da preventivo a successivo antrimenti si favorisce una "babele".
Insomma, il coraggio dimostrato da questo governo, come vedete, è quello dei pavidi: dove la maggioranza consente qualsiasi nefandezza non c'è ritegno, ma dove invece una azione politica coraggiosa può far storcere il naso a molti ecco che comincia l'arrampicata del gatto sullo specchio !

martedì, maggio 18, 2010

CONSENSO E AZIONE (MANCATA)

Come nella legislatura 2001 - 2006, ancor di più in quella in corso il Premier non è capace e non vuole utilizzare adeguatamente la maggioranza ampia che lo sostiene e di dare risposte alle promesse fatte alla maggioranza relativa dell'elettorato che l'ha votato.
Le cause dichiarate sono sempre quelle: gli strumenti di governo non gli permettono di fare quel che vorrebbe, le forse che compongono la maggioranza esprimono tendenze e tensioni che lo paralizzano, la Magistratura, una parte, è politicizzata e lo persegue, "certa" stampa gli fa ogni giorno le pulci, la televisione con la sua satira lo mette alla berlina; insomma tante cause che non dipendono da lui, ma che lo condizionano fortemente nel non far nulla.
E' un atteggiamento puerile perchè se queste fossero le cause del suo immobilismo, poichè esistono da tempo, sono anche le cause che hanno influito sulla scarsa efficenza ed efficacia dei governi di centrosinistra succedutisi nel tempo (non potremo allora parlare di Magistratura politicizzata che, guarda caso, blocca le indagini sullo scandalo Anemone proprio due anni fa sotto elezioni ?) , mentre in realtà sentiamo spesso dire dal suo entourage che "la sinistra" ha fallito perchè non ha saputo governare !
Inoltre chi si sente, ed è, così forte sul piano del consenso elettorale non dovrebbe aver paura di nulla e di nessuno pr dimostrare la sua forza sul piano politico; invece no: ha addirittura ha bisogno di continui voti di fiducia che giustifica con il fatto che le procedure sono ferragginose.
Troppo comodo: chi si sente nel giusto fa le cose per bene ed in modo sensato per cui opposizioni interne ed esterne ve ne sarebbero ben poche.
Invece anche qui si era prospettata l'ipotesi - per velocizzare - di far votare i capigruppo (quando invece alla Camera dei Deputati si lavora 16 ora alla settimana e al Senato circa 9)!
Insomma la colpa è sempre e comunque degli altri e su questa tesi continua a costruirci il suo consenso che però non approda a nulla, ma ciò non di meno il suo "popolo" persiste nello sperare in soluzioni miracolistiche che mai non arrivano (o è proprio questo che sperano ?).
Anche sulla situazione economica il premier ed i suoi accoliti si sono pavoneggiati nel sostenere che la crisi era stata prevista con largo anticipo (Tremonti), che la crisi veniva dal mercato finanziario internazionale, che la crisi era meno forte che altrove, che la crisi era già passata ed oggi non può che prender atto che la crisi c'è ancora, ci sta presentando il conto e solo ora si parla di manovre e politiche di rigore (25 miliardi in due anni sono 1,5 punti di Pil!), le cui anticipazioni che trapelano in questi giorni, non sembrano andare in questa direzione.
In questi due anni il premier si è invece occupato di tutelare il suo consenso perseguendo da un lato una produzione legislativa nel suo esclusivo interesse e dall'altro, per dimostrare efficenza, una deregolamentazione delle procedure che hanno permesso l'insinuazione e l'esplosione del malaffare e della corruzione.
Oggi il premier è in un cul de sac perchè la Lega insiste nel proseguire lo sviluppo del tanto gognato federalismo fiscale (del cui costi tutti sanno ma nessun parla), la parte della componente ex An (che ha alla fine aderito - a mio modo di vedere - al Pdl proprio per poter entrare nel Ppe europeo dal quale come An appunto era stata esclusa) che insiste per un forte aggiustamento di rotta e la crisi internazionale che gli imporrebbe scelte coraggiose che incrinerebbero il suo consenso, ma soprattutto sarebbero in forte contraddizione con quanto fatto sino ad ora.
Un politico di vaglia, uno statista sa perfettamente quando è il momento di mettere da parte gli orgogli personali (quando soprattutto non si tratta di ideali, ma di meri interessi), ma ciò non di meno il premier insiste nel voler far da solo cercando di governare le forze centrifughe e centripete, senza ascoltar nessuno, tanto meno l'opposizione perchè a suo vedere è figlia del diavolo.
Chi semina vento raccoglie tempesta si dice; ebbene sulla deregulation che gli ha permesso di dimostrare efficenza deve mettere una bella toppa per tagliare le mani ai corrotti che di denaro pubblico ne hanno fatto spendere a montagne e questo lo può fare con una legge efficace - da subito - sulla corruzione e sui controlli.
Non se la può asciugare dicendo che hanno mangiato alle sue spalle, che hanno approfittato di lui o che gli eventi che stanno emergendo sono quisquiglie circoscritte perchè di casi di spreco di denaro ce ne sono troppi.
Invece se ne sta li in silenzio da giorni (considerando prioritaria la legge sulle intercettazioni) perchè stringere le fila significherebbe buttar fuori a calci in culo tanti suoi - a questo punto - lacchè; spera forse che passi la bufera (tecnica usata anche per i suoi scandali), mettendo la polvere sotto i tappeti, nascondendosi il fatto che dai tappeti usciranno più avanti i topi.
Sulle politiche compassionevoli (Tremonti card) e sul solo sostegno al lavoro (welfare)sancire un mea culpa è voler troppo, ma di una inversione di tenedenza nemmeno l'ombra; la disoccupazione e la cassa integrazione aumenta, come aumenta l'incertezza per le nuove generazioni per entrare nel mercato del lavoro su basi stabili e soddisfacenti, ma l'unica risposta che riguarda il tema non è la preparazione di un programma di sviluppo da sviluppare a medio termine, ma è quello di cercare interlocurori più morbidi, dividendo il Sindacato e quindi i suoi rappresentati ed introducendo ulteriori norme di flessibilità come l'arbitrato o il "licenziamento a voce".
Insomma l'occupazione comincia ad essere un problema sempre più grande e grave e questa maggioranza non trova di meglio che creare le precondizioni per cui il rapporto di lavoro divenga ancor più labile ed incidentale giustifcando l'introduzione di queste novità giuridiche per alleggerire la pressione sulla magistratura con cause di lavoro!
Così pure la riforma della scuola porta a ridurre il perimetro di attività della scuola pubblica con presunte razionalizzazioni, ma poi se le esigenze formative e quelle delle famiglie non trovano risposta ecco che spunta l'alternativa della scuola privata; come dire: lo stato questo di dà, se non ti basta t'arrangi o te lo paghi con la scuola privata (tempo pieno).
Sulla riforma degli enti lirici stesso meccanismo come se vi dovesse essere una stretta correlazione tra costo dell'ente e diretta copertura economica degli eventi; certo la ricerca di efficenza è cosa buona e giusta, ma azioni meramente economiche in un settore estremamente delicato che quello dei teatri stabili ed enti lirici appare a tutti una follia perchè tocca la immaterialità di eventi che hanno comunque risvolti sia economici che culturali.
E' un pò come dire se risponde a strette logiche economiche la Mostra del Caravaggio presso le Scuderie del Quirinale a Roma.
Sta di fatto che l'intervento è squisitamente quello che mira a tagliare, a colpire un settore importante, ma circoscritto, quasi fosse un metodo educativo (colpirne uno per educarne 100) mentre si continuano a tollerare sprechi di denaro pubblico con le consulenze esterne dei vari enti e ministeri che ci costano circa 60 miliardi di euro l'anno.
E' una politica insomma delle contraddizioni dove da un lato si pensa alle grandi e faraoniche infrastrutture delle quali ci si riempie la bocca da anni (il ponte sullo stretto, l'autodromo nella campagna veronese, la riconversione della Maddalena, tuttora vuota, ma che mai - talune - nemmeno partono, mentre tante sono le situazioni molto più circostritte e vicine ai cittadini per le quali occorrerebbe un intervento ben meno costoso ma molto più proficuo per i cittadini e per l'economia diffusa.
Su L'Aquila la prima fase sembra conclusa con grande e roboante battage pubblicitario, ma della fase due, cioè la ricostruzione vera, nessuno parla; si è fatto presto e bene (?) per mettere al coperto gli abruzzesi, ma ora viene la parte più difficile che è per forze di cose è sempre la più lunga.
Il rischio è proprio quello che non si vuol far credere: in tutti i terremoti l'emergenza è stata affrontata con decisione sempre (da Messina in qua), ma poi è stata la politica che ha creato situazioni ignobili come nel Belice e situazioni d'eccellenza come in Friuli o in Umbria.
Ma ritornando alle strategie della maggioranza e del Premier il grande timore è che il prossimo futuro ci riservi un grave immobilismo visto che non sono in grado di ridisegnare e sviluppare una strategia che risollevi le sorti dell' Italia.
Non si vuol tener conto in nessun caso dei contributi delle opposizioni perchè accettarli significherebbe manifestare la propria debolezza, qualsiasi sia il tema, non si vuol fare chiarezza all'interno della maggioranza stessa per cui assistiamo a fenomeni di canniblismo politico che porano all'immobilismo; le convergenze che si riscontrano solo su temi non prioritari per il paese, ma utili al mantenimento di quella casta che questa maggioranza afferma di voler ta anni liquidare a parole.
Berlusconi, Tremonti ed accoliti diceva, quando vigeva l'ultimo Governo Prodi, che in materia economica le "lenzuolate" di Bersani erano marginali ai problemi più gravi (come la ricchezza di banche ed grandi imprese), ma oggi, soffocate le lenzuolate, le lobbies sono ancora li tutte intatte, anzi se ne sono aggiunte di altre grazie alla corruzione; non si ha il coraggio di metter mano in modo serio a tutte le storture e ingiustizie che esistono, non volendosi acorgere che la crisi economica esistente sarebbe una bella giustificazione per mettere un bel po di cose a posto e generare maggior equità economica e sociale.
Si tentano infine accordi che portino all'allargamento del consenso da parte del Governo cercando sponde con Udc (partito d'opposizione), mal interpretando le sue disponibilità a convergenze politiche che esprimano soluzioni una buona volta serie; Casini l'ha detto a chiare lettere che su precisi interventi chiari e condivisibili può dare il suo appoggio, ma se si comprende la buona volontà dell'Udc (che non esclude ovviamente quella delle altre forze di opposizione su temi con soluzioni condivise), non si capisce perchè questa maggioranza se è cosi solida oltre che ampia, non sappia far a sola assumendosi - visto che rifugge dalle contaminazioni -oneri ed onori.
Sembra la solita politica di un tempo in realtà, poichè al Pdl serve una stampella per contro bilanciare il peso della Lega che spinge di più su politiche di maggior rigore (relativo), rigore che il Pdl non si può permettere, per il consenso che rappresenta e per la struttura che si è costruita.
Peccato che l'Udc (come il Pd e Idv peraltro) sono per le iniziative saggie ed efficaci non per il gioco delle tre carte !
Vedremo che cosa ci riserva il futuro nei prossimi giorni: speriamo nel ritorno alla saggezza, al senso dello Stato e all'interesse dellintero paese !

martedì, maggio 11, 2010

POLITICHE DI RIGORE

La recente decisione della Bce di costituire un fondo a sostegno dell'economia e della finanza europea è stata decisamente cosa saggia anche perchè accompagna la decisione della Ue di sostenere, nel prossimo triennio, con il Fmi la finanza disastrata della Grecia con prestiti dedicati al suo risanamento.
Va dato atto che il governo italiano si è prodigato nel sostenere queste iniziative anche se forse era il caso di iniziare prima per evitare i bagni di sangue patiti dall'economia, dalla finanza e dalla moneta europea.
Non va dimenticato infatti che sin dall'autunno scorso il nuovo premier Papandreu aveva detto chiaramente che i conti della Grecia erano in disordine, ma evidentemente i partner Ue pensavano che il nuovo governo greco trovasse la soluzione per rimetter i conti a posto.
Una grossa mano l'ha data pure il Presidente Obama insistendo con la Germania troppo attenta al momento elettorale interno e troppo rigida nel sostenere posizioni draconiane con la Grecia, dimenticando che la situazione di crisi - peraltro responsabilità del governo di cdx degli ultimi 10 anni - si sostanzia sul piano monetario nel Pil e debito greco che è pari a circa 1/6 di quelli italiani.
E ciò nonostante se questa situazione non fosse stata affrontata con decisione si sarebbe innescato un effetto domino incontrollabile anche per la stessa Germania e Francia.
La riprova ? Sta nel fatto che per una situazione debitoria dello stato Greco di poco meno di 300 miliardi di euro è stato necessario approntare un piano di intervento di circa 110 miliardi in tre anni.
Oppure la Merkel, cercando di sbatter fuori la Grecia dall'euro, pensava di fare un gran regalo al turismo tedesco offrendo per le prossime estati una splendida regione a prezzi stracciati ?
Queste iniziative, lo dimostra la caduta già oggi di euforia dei mercati finanziari europei e la rivalutazione del dollaro sull'euro, non bastano; si è tappata la falla ma occorrono da subito politiche di rigore innanzitutto da parte della Grecia, ma anche da parte della Ue perchè la speculazione che si insinua nei punti deboli non si batte in pochi giorni.
Gli amici greci (una faccia una razza si sente ancora dire nelle isole) si sono impegnati il loro futuro con meccanismi di welfare che l'Italia ha eliminato almeno 3o/40 anni fa come le pensioni alle figlie nubili o le pensioni da 14 anni 6 mesi e un giorno (da che pulpito si dirà, ma di sacrifici se ne son fatti per eliminnarle da tempo, anche se si poteva fare di più e meglio).
C'è poi un esercito pletorico spiegato dalla vicinanza della Turchia, dimenicando che questa nazione fa parte della Nato dal 1952 !
Infine la corruzione dilagante grazie ai bizantinismi che non mancano neanche il Italia.
Tralasciando le politiche di rigore che competono a tutti gli stati, Spagna e Portogallo compresi, faccio notare che storicamente il lavoro sporco per attuare le politiche rigore se le sono spesso accollate le coalizioni di governo di centrosinistra.
Tocca ogi alla Grecia, alla Spagna ed al Portogallo, come è toccato in Italia nel 1992 con Amato, nel 1993 con Ciampi, nel 1996-2001 con Prodi, D'Alema, Amato e nel 2006/07 con riProdi, mentre il centrodestra ha sempre fatto il fighetto promettendo mari e monti, concedendo scudi di vario tipo e non gestendo adeguatamente il change over lira euro nel 2002.
In una situazione economica e sociale dove nemmeno il centrosinistra è riuscito a liquidare rendite e monopoli grandi e piccoli (questa è la sua pecca) il centrodestra ha la responsabilità politica e storia, non avendo voluto - per il libero arbitro - gestire il change over, di aver acconsentito la più rande redistribuzione di ricchezza dal dopoguerra, che perdipiù non ha rimpiguato in modo continuativo il gettito fiscale.
Al di là di tutto occorrono oggi le politiche di rigore e bisogna avere il coraggio di farle presto e con decisione senza guardare in faccia nessuno.
Il rilancio dell'economia (Pil)in modo marcato (non quell'1% programmato che non sa di nulla) passa solo attraverso una riforma fiscale importante che ci possiamo permettere sono con politiche di rigore nella spesa pubblica,destinando una parte alla diminuzione dello stock del debito ed una parte alla diminuzione della pressione fiscale sulle fasce medio basse, dando così maggior corpo alla disponibilità delle famiglie e quindi a consumi ed investimenti.
Vogliamo cominciare ?
Bene; si può cominciare con la riduzione ad 1/3 delle auto blu (comprese quelle nascoste con i contratti di NCC): sono 600 mila (anche se il Ministro Brunetta afferma che non lo sa nessuno)e ci costano, pare, 15 miliardi l'anno per cui risparmio per 10 miliardi.
Eliminazione delle rovincie (non solo quelle inutili comne dice la Lega) che fanno altri 17 miliardi l'anno.
Riduzione del 50% del numero dei parlamentari - Senato e Camera dei Deputati; qui il calcolo è molto più complesso perchè conosciamo le retribuzioni dei parlamentari, ma non conosciamo i costi che sono altra cosa.
Comunque anche fosse un solo miliardo l'anno si innesterebbe un circolo virtuoso con effetto di riasparmio a cascata.
Faccio notare che , bene o male, l'Italia riesce ancora a galleggiare perchè se da un lato lo stock del debito è circa 1800 miliardi di euro ed il Pil circa 1550 miliardi, il debiti personali degli italiani sono circa il 50% del Pil, ma soprattutto perchè lo stock del risparmio delle famiglie è circa 7,5 volte il debito dello stato.
Non si può comunque continuare a confidare su questa nostra grande virtù perchè la capacità di risparmio ulteriore sta diminuendo e di questo passo la nostra fragilità aumenterebbe e bruceremmo sempre di più il futuro dei nostri figli.
Un capitolo a parte riguarda la lotta alla corruzione visto che si stenta a sfornare una legge seria ed incisiva che punisca severamente i corrotti; anzi ci si preoccupa molto di più della legge sulle intercettazioni che ha la parvenza di un sudario che copra preventivamente le malefatte degli apparati pubblici ed anche privati (corrotto e corruttore pari sono).
Come la lotta alle mafie questa ha risvolti sulla spesa pubblica enormi perchè significa spender di meno liberandosi degli immensi "sopraconto" che ci appesantiscono, ovvero ci consentirebbero di fare molte più cose a parità di spesa.
E' chiaro che toccare questi nervi scoperti non è cosa semplice, ma è necessaria; non bisogna poi aver alcun timore di economizzare pensando che alla lunga non si riesca a dare un lavoro - lecito o illecito - a molti (un pò come nella amministrazione pubblica dove si creano posti di lavoro fittizi sfamare la gente ed avere voti).
Si potrebbe dire infatti che ridurre la spesa e gli sprechi, battere corruzione e mafie riduca la ricchezza prodotta dal paese (si riduca insomma il Pil), ma sappiamo bene che questo non è vero assolutamente poichè le disponibilità dello stato e dei cittadini si orienterebbero su maggiori investimenti e consumi a costi unitari più bassi, favorendo inoltre la nascita e la crescita di altre e/o nuove attività professionali o lavorative.
Poi tocca - contemporaneamente s'intende - alla concorrenza che nel nostro paese sta diventando una barzelletta con tutte le rendite d i monopoli grandi e piccoli che vivono incontrastate.
Basti un solo esempio: i prezzi dei carburanti sono chiaramente trattati a livello territoriale con modeste escursioni tra una marca e l'altra; la riprova ? Se - per esempio - fate gasolio nell'alta Toscana (Aulla?) lo pagate 1,277 euro, scendendo in Valditaro 1,235 e nel Mantovano 1,219 !!
E sui prezzi al consumo se ne potrebbero scrivere dei libri come sul pane che in Veneto costa il doppio che in Toscana o sulla frutta e verdura locale alla quale fa concorrenza quella che viene dalla Spagna a prezzi bassissimi.
Si dirà: è la concorrenza! Ma perpiacere... sui mercati si vedono cose lunari come l'aglio dall'Argentina !
Libero mercato e libera concorrenza significa anche controlli perchè non è assoltamente vero che il Mercato si auto regolamenti (vedasi gli scandali Erron, Subprime, ecc) e trovi il su equilibrio riconoscendo libertà a chi produce a chi consuma.
Non parliamo poi delle Municipalizzate: privatizzarle (come l'acqua magari) sarebbe l'ennesima truffa dove il capitale privato farebbe le sue porcherie perchè non è il suo mestiere.
Le amministrazioni locali - questa deve essere la loro politica - invece cerchino soluzioni di economicità di scala, aggregazioni, e badget imperniati sulla aura regola "con meno si fa di più " (le tariffe e tasse devono scendere migliorando sempre più il servizio), perchè non ci possiamo più permettere il concetto di soddisfazione del proprio operato quando la crescita dei costi sta sotto il livello di inflazione.
Una buona azione amministrativa invece significa che alle comunità si forniscono sempre maggiori servizi a costi sempre più ridotti perchè il compito dell'amministratore non è gestire lo status quo come troppo spesso ancorra avviene.
Sempre sulla concorrenza poi vanno eliminate progressivamentema con decisione, tutte quelle attività, servizi, prodotti, professioni che vivono in stato di monopolio o di rendita di posizione che erodono, fin quasi a strangolala, tutti quelli che ne sono fuori e che non possono assolutamente diferndersi.
Liberalizzare, creare concorrenza in questi termini quindi significa ampliare l'offerta, operazione che è la più alta espressione di democrazia.
Le politiche di rigore quindi sono necessarie edurgenti, ma sempre con una accortezza: che si evitino le furbizie che ogni innovazione può comportare.
Un solo esempio che riguarda l'occupazione e i suoi livelli retributivi: si parla tanto del fatto che andrebbero alzati i livelli pensionistici, ma si riscontra che l'impresa fa poca formazione per cui i lavoratori di 50 anni pur avendo davanti ancora 12/15 di lavoro sono considerati come palle al piede; per contro alle nuove generazioni abbiamo fornito dei modelli contrattuali flessibili che hanno prodotto, proprio perchè non c'è sufficente e continua formazione, instabilità e livelli retributivi molto spesso modesti.
Ne consegue che se prima i rapporti potevano essere forse troppo rigidi, ma retribuiti tutto sommato in modo adeguato, ora i rapporti di lavoro sono discontinui e sul piano retributivo esistono situazioni in prospettiva assai preoccupanti.
A ben guardare questa è una grande contraddizione perchè se da un lato la strada è la crescita,è la specializzazione, l'efficenza e l'efficacia, dall'altro chi lavora deve essere messo in grado di consumare, altrimenti non si capisce dove la maggior ricchezza prodotta possa trovare collocamento.
Il timore in sostanza è quello che si crei ricchezza "inutile" o superflua non perseguendo politiche economiche virtuose; troppo spesso vediamo anche nella nostra Italia la creazione di investimenti che non si capisce bene a chi possano servire, come l'Autodromo di Trevenzuolo, il Polo di Mestre-Padova, il Campo di pale eoliche in Sicilia scollegate da Terna,ecc.
L'attuale governo ha più volte sbandierato che è l'ora delle grandi riforme da porre in essere nei prossimi tre anni; ebbene, a parte che dall'abbrivio non emergerebbero grandi novità, sarà meglio lasciare perdere le chiacchiere e passare ai fatti concreti, senza tante furbizie ben inteso, perchè la crescita deve essere alloccata democraticamente fra tutte le componenti economiche e sociali: qui si farà la vostra nobiltade !!

mercoledì, aprile 28, 2010

ABBRACCIO SOPORIFERO O ASFISSIANTE

Quello che mi fa infuriare sempre più è il fatto che qualsiasi cosa accada in Italia o nel mondo, i temi di discussione o di attenzione del pubblico attaverso i media siano del tutto distonici a ciò che di preoccupante o importante appunto sta avvenendo.
Il canovaccio dello spettacolo, guarda caso, è dettato dalla maggioranza parlamentare e di governo attraverso il suo premier insieme ai suoi vari comprimari per cui l'attenzione è calamitata su ciò che questi signori decidono di mettere in onda a prescindere dal fatto che siano le cose più importanti e utili al paese.
Basta vedere gli ultimi mesi (ma anche prima era la stessa solfa) dove in campagna elettorale - per esempio - il tema non erano i programmi e le proposte da offrire all'elettorato, ma per ben due settimane la storia infinita sui problemi o incidenti occorsi al Pdl nella presentazione di alcune sue liste.
Ma non è finita; in questi giorni, successivi alle elezioni regionali, dopo un breve accenno alla grande stagione di riforme che si vorrebbero fare sino al 2013 (mi domando che hanno fatto nei due anni precedenti: nulla o quasi ?), la scena è tenuta invece dalle liti interne al Pdl, liti che innervosiscono non poco la Lega che vede trascorrere il tempo, senza nulla concludere, senza nessun avanzamento degli obiettivi di programma.
Ancora: la situazione finanziaria ed economica della Gracia comincia ha presentare segnali sempre più preoccupanti, segnali che cominciano a riverberarsi su un pò tutti i mercati finanziari, ma l'unica cosa che sentiamo dire sono le battutine del ministro Tremonti, per spiegare l'opportunità che porterebbero al sostegno di questo nostro partner, mentre la Germania punta per bene i piedi perchè il tema dell'intervento significa sborsare un bel pò di denaro in un momento "inopportuno" visto che questo paese è sotto elezioni.
Il nostro Premier si guarda bene da usare la sua tanto sbandierata influenza internazionale e non trova di meglio, per far vedere che non sta con le mani in mano, di siglare accordi futuristici sulle centrali nucleari, quando nel tempo da lui indicato, si e no, si riusce a decidere l'installazione di un rigassificatore.
Anzi, la crisi si fa più aspra, e il Pdl con la sua maggioranza non ha di meglio che pensare alla rielezione dei capigruppo alla Camera dei Deputati, oppure a riproporre,ancora una volta il Lodo Alfano costituzionale, ben sapendo che non è una urgenza se non per uno solo Signore e che comunque i tempi per queste procedure ci porteranno alla fine della legislatura.
Questa maggioranza non sa nemmeno dove stiano di casa le priorità interne ed esterne: la priorità esterna - oggi - è tirare fuori dal guano la Grecia perchè non si sa che effetti a catena si potranno innescare; o meglio già si vedono visto che sta andando sotto scacco il Portogallo e si vede all'orizzonte non tanto lontano l'Irlanda.
Eppoi, chi viene dopo ? La Spagna? O l'Italia con i suoi conti in ordine sbandierati dal Ministro Tremont ? Se così fosse, mi domando che cosa sperano Germania e Francia: di pavoneggiarsi con un mercato finanziario, economico e sociale disastrato, pensando di tener fuori la testa dalla mota?
Con le dovute garanzie qui ci vuole qualcuno con i controfiocchi che si prenda la briga, senza tanti minuetti, di chiamare alla ragione i reticenti perchè la nascita della moneta unica è avvenuta con il sacrificio di milioni di europei e non penso proprio che questi possano accettare passi indietro.
La Merkel prende tempo, Sarkosy traccheggia e a chi tocca se non al "nostro" Berlusconi ?
Oppure molto subdolamente non è problema di questa maggioranza visto che l'entrata nell'euro l'ha gestita il centrosinistra ?
Quanto alle priorità interne anche qui l'abbraccio soporifero della maggioranza porta a ragionare su temi secondari , non valutando nemmeno gli effetti delle priorità esterne, effetti che si potrebbero assummare a quelli già severi imposti dalla nostra stentata ripresa economica.
Si parla di federalismo fiscale come priorità ma non c'è nessuno degli alleati di maggioranza che cominci a mettere in campo uno straccio di proposta per ben vedere quali possano essere le prosettive finali, essendo una operazione assai complessa e lunga.
Si parla come priorità della legge sulla intercettazioni, della riforma della giustizia, ovvero il trasferimento del controllo di parte della Magistratura al potere politico , ma di serie politiche industriali nemmeno l'ombra; la Fiat annuncia investimenti per 20 miliardi di euro nei prossimi 5 anni pretendendo giustamente un accordo politico con le rappresentanze dei lavoratori ed il governo stà li sull'albero a cantare, come se fosse solo problema fra le parti, come se lo Stato, con le sue articolazioni territoriali, non dovesse sentirsi coinvolto in termini di infrastutture, di servizi, di ambiente e di sostegno sociale.
La scena è ancor più tenuta dai problemi interni del partito di maggioranza relativa e si parla anche troppo di ipotetiche elezioni anticipate.
Il fronte dell'opposizione, ed il Pd in particolare, non deve cadere in questa trappola mortale innanzitutto perchè il ritmo dettato dalla maggioranza potrebbe portare per qualsiasi strada, anche alle elezioni anticipate, ma questa sarebbe una operazione tutta interna al centrodestra per riequilibrare i rapporti di alleanza e per epurare le voci critiche (l'opposizione rischierebbe di venir snobbata proprio perchè si sente ben poco).
L'alternativa va creata da subito su pochi ma chiari obiettivi ai quali dare la più ampia e dettagliata informazione con tutti i mezzi, partecipando in modo veramente organizzato a tutte le trasmissioni possibili ed immaginabili , su tutti i quotidiani, su tutti i sistemi di informazione.
Va innanzitutto smontato il principio che l'iniziativa spetti alla maggioranza per il semplice fatto che sarebbe un semplice gioco fra le parti che la gente non capirebbe, soprattutto perchè questa maggioranza per ben due legislature, pur con il consenso ottenuto, non ha fatto nulla di importante.
Continuare per questa strada significa da un lato essere corresponsabili morali della inefficenza della maggioranza per non averla sbugiardata adeguatamente e dall'altro per non aver proposto valide alternative ricercando adeguati sostegni politici e consensi.
Le alleanze si fanno sui programmi e non viceversa per cui chi parte per primo ha il vantaggio di aggregare consensi politici; se il Pd ha un suo progetto per affrontare il problema fiscale, il welfare, la giustizia, il federalismo lo presenti e lo illustri per bene senza perder tempo e su questo costringa al confronto chi ci vuol stare.
Rincorrere tra le nuvole le proposte sempre in gestazione di questa maggioranza che, ormai s'è capito, è bravissima a promettere a e alttrettanto a non mantenere, significa farsi strangolare da un abbraccio asfissiante, creando comunque le condizioni affichè il capro espiatorio sia già bello che pronto al sacrificio alla prossima tornata elettorale.
Si faccia tesoro - dove ci son state - delle cause di vittoria del centrosinistra (facendo tesoro pure delle cause di dove s'è perso) perchè i modelli vincenti forse non si possono esportare, ma le modalità di approccio, i temi trattati, le proposte formulate, gli orpelli politicanti liquidati, quelli si possono essere di grande aiuto per riproporsi a livello nazionale.
Si guardi non solo alle vittorie della Liguria, della Toscana, della Emilia-Romagna,dell' Umbria-Marche, ma anche alla Puglia dove per ben due volte la proposta vincente di Vendola è stata sottovalutata a torto; oppure a Firenze dove la sostituzione del "vecchio sindaco" con un autsider come Renzi sembrava un azzardo, mentre invece questa scelta sta facendo scintille come il suo predecessore Dominici.
Sul federalismo fiscale il centrodestra non ha presentato ancora un bel niente, mentre risulta che il Pd l'abbia già fatto; ebbene lo spieghi a chiare lettere, lo sbandieri senza timori, disponibili alle contribuzioni degli altri perchè solo così si può dimostrare la propria capacità di proposta e l'insipienza degli avversari.
Nella semplificazione dell'apparato di governo - nazionale e territoriale - si facciano sin da subito le proposte che si rimuginato da tempo: l'abolizione delle provincie (non solo quelle inutili), la riduzione della metà dei parlamentari, anche del Senato federale, la diminuzione delle prebende parlamentari, regionali e territoriali, l'eliminazione di spese superflue come le consulenze estere (sono 60 miliardi all'anno), una seria e credibile riforma fiscale, la riforma del lavoro mettendo la Confindustria e le altre associazioni imprenditoriali difronte alle proprie responsabilità (anzichè applaudire in modo considerato agli show del Premier), e chi più ne ha più ne metta.
Si vedrà quindi che l'opinione pubblica comincerà a drizzare le orecchie, a farsi qualche conto e si vedrà una buona volta chi è effettivamente il partito (o la coalizione) "del fare".
Anche la Lega si sente il fiato al collo perchè la tanto sbandierata efficenza amministrativa è in realtà molto spesso un grande bluff che si attacca sulle paure o i timori della gente, ma quando questi cominciano a sparire autonomamente, ecco che, per evitare d'essere sbugiardati, ha la necessità di mettere in campo altri temi ed altri obbiettivi per tener desta l'attenzione sul futuro e non sul quotidiano che continua a mordere.
Quanto agli uomini si faccia con ciò che si ha, senza attuare tanto la fronda o andando a cercare elucubrazioni incomprensibili: di uomini preparati ce ne sono ed altri stanno crescendo velocemente per cui il "meglio fico del bigoncio" se c'è uscirà senza tanti sforzi.
L'opposizione sostiene di agire nell'interesse del paese e non per interessi individuali o personali: lo dimostri una buona volta e lasci la maggioranza a crogiolarsi nel suo brodo!

lunedì, aprile 26, 2010

26 APRILE 2010: LO SHOW CONTINUA

Mi preme evidenziare come a distanza di 65 anni, progressivamente, la commemorazione del 25 Aprile 1945 presenta sempre più caratteristiche di litigiosità legate in particolar modo ad una interpretazione unitilitaristica di quell'evento che tende a stravolgere i fatti che sono inconfutabili e immodificabili.
La realtà storica è che quella data segna la fine della Seconda Guerra Mondiale per effetto congiunto dell'esercito badogliano, delle truppe alleate e della resistenza che decollò dopo l' 8 settembre 1943 e alimentata da formazioni di tutti i tipi: comunisti, socialisti, repubblicali, liberali cattolici, azionisti, ecc.
Le componenti maggiori furono quella socialcomunista e quella cattolica (Mattei) per cui dire oggi che fu solo la componente dei militari alleati a risolvere la questione è una parziale verità, come è una fandonia colossale quella di dire che la componente resistenziale socialcomunista mirava ad instaurare un regime sovietico in Italia.
Infatti la divisione in blocchi era già stata decisa nel febbraio 1944 a Yalta ed i fatti successivi dimostrano che l'intervento socialcomunista fu determinante - insieme alle altre componenti - per la rinascita del paese, per il referendum contro la monarchia e per la fase costituente repubblicana che ancora oggi regola la nostra convivenza.
Certo, come dopo ogni conflitto, vi sono stati parecchi fatti oscuri per i quali molte formazioni non devono certo andare fiere, ma la storia dimostra che pur con situazioni di duro scontro politico, il paese si è evoluto comunque in formula democratica.
Il 25 aprile è quindi la festa della liberazione ed è chiaro chi ha vinto e chi ha perso, per cui appare veramente singolare che più il tempo passa e più si cerca di interpretare la storia, nemmeno per la ricerca di verità storiche, ma più semplicemente per interessi politici attuali del tutto evidenti.
Effetto non secondario è quello che rimettendo o cercando di rimettere tutto in discussione anzichè favorire il ricordo e la pacificazione si rischia di produrre reazioni scomposte da condannare senza condizioni; è già successo negli anni scorsi ed è successo anche ieri.
Forse tutti dovremmo farci un esame di coscienza domandandoci come mai altri popoli come quello tedesco, pur con le gravi responsabilità storiche che incombono su di lui, ormai da molti anni ha trovato la sua pacificazione, senza cercare di reinterpretare i fatti storici e rimettere in discussione il suo passato.
In questo contesto lo schieramento di maggioranza attuale attraverso alcuni suoi esponenti cerca di cavalcare questa festa sparando assurdità interpretative come quelle dette dal neo governatore Zaia.
Oppure con il discorso televisivo del Premier trasmesso ieri su tutte le reti.
Occorre premettere che il Premier ha affermato più volte che non sarebbe sua funzione presenziare a commemorazioni di questo tipo - 25 Aprile, Primo Maggio, 2 Giugno, ecc - perchè sono eventi per il Capo dello Stato, ma questo atteggiamento è mutato repentinamente già l'anno scorso, ad Onna, dove invece presenziò, con tanto di fazzoletto al collo.
E' vero che commemorare un evento come il 25 Aprile significa anche recuperare valori ed ideali per la prosecuzione dell'azione politica, ma in questo caso è smaccatamente evidente che la commemorazione non è funzionale a questi concetti bensì all'interesse specifico di parte che l'utilizzo di questa data può portare.
L'anno scorso ad Onna vi era l'interesse, udilizzando una allocation in uno dei paesi colpiti dal terremoto, di magnificare, di amplificare l'operato del Governo e soprattutto del Premier per la semplice ricerca di sostegno e consenso politico tanto che nelle recenti elezioni la Presidente della Provincia Pezzopane - che tanto si è prodigata in aiuti per quanto possibili a quelli popolazioni - è stata liquidata senza tante discussioni dagli abruzzesi residenti fuori dal cratere.
Questa volta invece l'intervento televisivo di commemorazione del Premier - preceduto dalla partecipazione insieme al Capo dello Stato alla Scala di Milano - cade proprio a fagiolo,
dopo il grave momento di crisi patito dal Pdl giovedì scorso per mano del Presidente Fini.
La commemorazione è una ghiotta occasione per cercare di recuperare la credibilità e soprattutto l'immagine incrinata l'altro giorno presentandosi con un atteggiamento da "capo dello stato" per ricordare i valori che quella data rappresentano e preannunciando - fosse la prima volta - fantasmagoriche riforme istitutuzionali e costituzionali e sollecitando ed auspicandosi la più ampia convergenza parlamentare e politica per la loro attuazione.
Per carità, tutti possono cambiare atteggiamento, pensieri, parole ed opere, ma questo intervento appare del tutto strumentale per rassicurare in primo luogo la sua immagine presso l'elettorato di riferimento; in secondo luogo per tranquillizzare i propri alleati scalpitanti e i suoi contestatori interni ed in terzo luogo per cercare un embrassons nous con i partiti di opposizione.
Per l'immagine è evidente che i recenti fatti l'hanno un po sfregiata riferendomi anche ai risultati elettorali dove vi è stato un ridimensionamento dei voti ed un aumento degli astenuti; l'immagine che tanto gli ha dato ragione è il fulcro della sua politica che ha prodotto una solida alleanza, ma non una altrettanto solida politica.
Nei temi politici esposti da sviluppare in prospettiva ha cercato di rassicurare la Lega inserendo tra le priorità il federalismo fiscale e recuperando anche in parte le contestazioni puntuali fattegli da Fini.
La riforma della Giustizia passerebbe invece per un tema ordinario del quale la maggioranza se ne assumerebbe la responsabilità, dimenticando che il progetto che l'attuale maggioranza ha in mente non sono bazzeccole, visto che con la separazione delle carriere e la riforma del Csm vi è l'obbiettivo di trasferire il controllo da formule di autogoverno a quello dell'esecutivo che in soldoni significa, controllo da parte della maggioranza vigente!
Quanto infine alla dichirazione che è necessaria la più ampia convergenza includendo le opposizioni questa appare strumentale dopo che ha affermato nel recentissimo passato che le proposte di riforme costituzionali sono onere della maggioranza nel presentarle, ma se su queste non vi fossero convergenze ampie, sarebbe tutta colpa della minoranza e queste andrebbero fatte comunque!
Il Premier insomma si è presentato tutto a puntino con il vestino nuovo per rilanciare - con toni pacificatori e pieni di disponibilità - la sua politica per la quale non è ancora del tutto chiaro se serva veramente agli italiani o sia del tutto funzionale alle sue ambizioni personali.
Certo l'ambizione è la leva per agire, per proporre, per coinvolgere, ma il risultato - deve essere chiaro - deve essere utile al paese e non utile al raggiungimento di un obiettivo personale.
Il Premier parla di federalismo fiscale, tema assai sdrucciolevole se non sono ben chiari alla collettività i metodi ed i costi; parla di riforma fiscale, tema altrettanto sdrucciolevole, quando dai primi rumors che emergono dalla ricerca di Tremonti non si prevedono vantaggi fiscali consistent i ed evidenti (il progetto di raggruppare sotto una unica imposta "patrimoniale" tutte le imposte,tasse e tariffe inerenti il patrimonio immobiliare dei contribuenti potrebbe essere il modo per razionalizzare un introito, ma antidemocratico, non rispettando le diversità di possesso e di utilizzo, come antidemocratico sarebbe diminuire la pressione delle imposte dirette a favore delle indirette).
Il Premier non nasconde più la sua ambizione di e avere maggior potere o incidendo sulle prerogative del Premiera o di sostituire a scadenza il Presidente Napolitano e in questo contesto mira a costruire una proposta di riforma costituzionale che rafforzi i poteri del Capo dello Stato (con queste funzione e prerogative si sentirebbe sminuito).
Ed ecco quindi che da "premier scapigliato" si trasforma in premier (ma per quanto tempo ?) moderato poichè con le credenziali di attaccabrighe che ha manifestato in questi anni sarebbe un pochino difficile pensare alla sua nomina alla più alta carica dello Stato.
Insomma ancora una volta ha trovato il modo per tenere la scena, ma non è detto che riesca ad attuare le promesse per troppi anni fatti al suo elettorato, alla sua parte di popolo, infisciandose
delle esigenze e delle aspettative di libertà ed equità della parte di popolo che non l'ha votato.
Ribadisco che le opposizioni hanno l'obbligo di andare a vedere anche con contro poroposte adeguate, ma allo stesso tempo debbono stare attente ad un abbraccio soffocante, progettando sia da subito una alternativa politica da diffondere nell'elettorato, alternativa che non può certo basasi sulla ricerca di un leader simile, ma opposto, perchè gli italiani non lo capirebbero assolutamente.
Lo show continua; vedremo cosa ci riserverà di concreto il prossimo fututo. fatti o chiacchiere ?