L'altra sera in tv ho assistito come molti allo spettacolo di Roberto Benigni sulla "lettura" dell'Inno di Mameli, l'inno provvisorio della nostra cara patria.
Non mi aspettavo nulla di diverso: ovvero qualche battuta, qualche accenna ilare alla nostra attualità, ma soprattutto una spiegazione del contesto in cui l'inno fu scritto e musicato, l'esegesi del testo e soprattutto i riferimenti storici sia del tempo in cui fu scritto sia per i richiami storici dell'Italia che con Roma fu definita caput mundi.
La leggerezza da un lato ed i riferimenti storici dall'altro hanno evidenziato la grande cultura di Benigni, facendomi affiorare tante cose e fatti studiati in gioventù ed anche fatti nuovi che pur noti in passato non avevo mai collegato.
Mi riferisco alla descrizione ripetuta da Benigni di Dante nella Divina Commedia, nel Paradiso, quando descrive le vesti - ed i colori - di Beatrice, sostenendo appunto che i colori furono presi per identificare il vessillo sbandierato nella Repubblica Cispadana.
Ma quel che più importa nello spettacolo di Benigni è il concetto di unità d'Italia che cominciò a concretizzarsi a meta dell' 800 ed ebbe la prima formazione proprio 150 fa, con l'identificazione del Regno d'Italia e quindi dello Stato Italiano i cui contorni geografici si completarono poi con la caduta del potere temporale del Papato e la Vittoria dell'Italia nella Grande Guerra.
Oggi invece, per le posizioni autolesionistiche della Lega ci troviamo a vivere una polemica indecente e incomprensibile, quasi a voler disconoscere il passato della nostra patria che si ricreò smontando letteralmente con moti e contestazioni drammatiche l'ingerenza di tanti stati, regni, imperi o casati che avevano affettato letteralmente la nostra penisola, quasi a volersi vendicare della potenza e del condizionamento politico che nel passato aveva avuto l'Impero Romano.
La posizione della Lega è una posizione meschina ed estremamente strumentale perché sostiene un secessionismo, antistorico e controproducente, per cercare di concretizzare i propri slogan, che pur portatori di evoluzioni politiche ed amministrative, vengono sviluppati in modo traballante ed inefficente oltre che innefficace.
Intendo dire che è buona, assai buona, l'idea di spingere sul decentramento politico ed amministrativo, ma le cose vanno fatte con razionalità e soprattutto cercando, perché si tratta di cambiamenti strutturali e quindi costituzionali, maggioranze "bulgare" che impongono quindi tempi e mediazioni necessarie ed utili per raggiungere l'obbiettivo.
Un fabbricato va prima progettato e poi costruito partendo dalle fondamenta, mentre invece la Lega sta facendo l'inverso e per questo sta perdendo inutilmente un sacco di tempo, insistendo a sostenere per i suoi fini, un Premier insostenibile eticamente e politicamente parlando.
La nostra Costituzione sin dalla nascita ha previsto il decentramento politico ed amministrativo tanto che la "terza gamba", le Regioni Ordinarie nacquero nel 1970, frutto del pensiero ottocentesco di Rosmini, Cattaneo, Gioberti e Mazzini !
La Lega, nata circa 20 anni fa, si fece paladina dell'ulteriore decentramento politico amministrativo sbagliando però spartito perché quando si parla di secessione questa parola spaventa un po' tutti, anche tutti quei italiani del Nord che epidermicamente si dichiarano entusiasi, perché secessione può significare anche iper autonomia, ma può anche lasciar intuire che vi possa essere minor circolarità di idee, capitali, uomini ed imprese proprio nel momento in cui nasce l'Europa Unita con la libera circolazione di tutto il possibile, secondo il Trattato di Scengen.
Ma tornando al decentramento o federalismo che dir si voglia (rammento che il primo passo lo fece proprio il Centrosinistra più di 10 anni fa), non si è proseguito con logica perché per attuare il Federalismo occorre mettere mano a tutta la struttura politico amministrativa dell'Italia.
La nostra è una Repubblica Parlamentare "perfetta" con due Camere, per cui per fare il Federalismo occorre modificare la struttura il Repubblica Parlamentare "monocamerale" con la costituzione del Senato Regionale, ma questo non può non produrre effetti sul perimetro operativo e politico delle assemblee regionali, domandandoci anche se avrebbe ancora senso il mantenimento delle Regioni a Statuto Speciale.
Ciò significa anche, la Lega lo sa ma non lo vuol dire, che il ruolo maggiore viene assegnato ai Comuni (vi è forse la necessità se possibile di accentare tanti piccoli comuni sotto i 5 mila abitanti) e alle Città Metropolitane, per cui il perimetro amministrativo delle Provincie viene ristretto - appunto tra Comuni e Regioni - per cui c'è da domandarsi se l'efficenza a cui si dice di voler mirare non imponga la loro soppressione ripartendo uomini, mezzi e funzioni .
Tutto questa operazione non si può fare dalla sera alla mattina e necessita, proprio perché è in sostanza una nuova fase Costituente, un consenso molto ampio che impone chiarezza di idee e la volontà di saper e voler mediare tra tutte le forse politiche parlamentari (sentite anche le associazioni, le organizzasioni, i sindacati, ecc).
Asciugarsela invece come fa la Lega inneggiando al secessionismo invece rischia di restare uno slogan che diventa sempre più logoro con il passar del tempo e non è nemmeno sostenibile il concetto che tutto quanto da me indicato sia una perdita di tempo o un modo per non fa nulla.
Le motivazioni sono logiche invece perché se non si aggiunge una adeguata efficenza nelle strutture decentrate, non si raggiungerebbero risultati di risparmio evidenti e significativi, utili per sostenere una politica fedealista; per come sta andando invece si rischia di mantenere una struttura pachidermica e assai costosa che non può che imporre una maggior tassazione, nascosta o predigerita come si vuole, ma certamente non accettata dalle collettività quando ci dovesse capitare tra capo e collo.
Il Federalismo deve servire a spendere meglio e bene mentre qui si rischia di spendere sempre di più per avere sostanzialmente quanto si aveva in precedenza.
Rammento ai cari Leghisti che il primo guadagno è il risparmio!
Ma tornando alla Lega - che peraltro ieri in Cdm ha fatto un clamoroso autogol votando contro il Decreto che indicava come festa il prossimo 17 Marzo perché sancisce la sua volontà secessionista - questi tasti non li vuol toccare perché infilarsi in questi processi di cambiamento logici, significa non avere risultati immediati, significa andare a toccare nervi scoperti come l'abolizione delle Province, significa mettere mano alla struttura e funzione delle Camere, significa anche toccare per forza di logica la legge elettorale (tanto cara al Premier) e si trovano costretti per ottenere "una vittoria di Pirro" un federalismo fiscale rabberciato e costoso, sostenendo un Premier che francamente è sempre più insostenibile.
Significa anche non voler ammettere che i cambiamenti, qualsiasi cambiamento non vuol dire che tutto quanto fatto i precedenza sia sbagliato e da buttare: ogni cosa va bene per il suo tempo ed è la capacità politica (come quella personale che utilizziamo tutti per tenere curare le nostre cose
o i nostri affetti) che torna utile per migliorare ed adattare ai tempi.
Non fu un errore per esempio costituire l'Iri perché in quel momento servita un istituto statale utile a ricostruire l'Italia del dopoguerra; caso mai, per scopi clientelari, passarono troppi anni per la sua liquidazione.
La nazionalizzazione dell'energia elettrica smontò monopoli borbonici e fu assai utile al rilancio industriale dell'Italia; fu utile altrettanto privatizzarla (si fa per dire) perché l'Italia non era più in calzoni corti.
L'immunità parlamentare fu introdotta per tutelare la libertà dei parlamentari da possibili condizionamenti prodotti da 20 di dittatura, 5 di guerra mondiale, 3 di guerra civile ed il passaggio da Regno a Repubblica; fu poi tolta perchè era divenuta una impunità parlamentare che stava mandando in rovina il paese.
Oggi la Lega, anche mistificando e tirando come un chewingum la nostra storia, non può uscirsenene con considerazioni antistoriche sostenendo che i moti dell'800 hanno avuto lati oscuri, oltre a luci anche le ombre: ma chi non ne ha ?
E evidente che in tutti i sommovimenti - anche in quelli che a catena riscontriamo avvenire negli stati arabi e mediterranei - non ci sono solo belle pagine, ma anche pagine grondanti di sangue tanto che posso affermare con tutta sicurezza che non esistono rivoluzioni al mondo che trovino tutti felici e contenti.
Certo è che utilizzare i cosiddetti "lati deboli" o "punti oscuri" della storia per confutarla e contestare i suoi riultati, mi sempra la madre di tutte le strumentalità.
Tornando a Begnini rammenterei ai tanti cari leghisti - compresi i ministri che gridano oggi alla follia incostituzionale per la decisione sulla Festa d'Italia - le pochissime parole, ma chiare e mirate, da lui formulate per spiegare la differenza tra patriottismo, nazionalismo e razzimo !
Non saluto quindi come Borghezio "buona Padania", ma da buon repubblicano un "Viva Verdi"!!
sabato, febbraio 19, 2011
150° DELL'UNITA' D'ITALIA: LA INDECENTE POLEMICA CONTINUA
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10:33 AM
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domenica, febbraio 13, 2011
BERLUSCONI: GIOCO AL MASSACRO
Appare sempre più chiara la strategia avventuristica che il Premier vuole perseguire, nel momento in cui, come avviene oggi, si strappa le vesti per le dichiarazioni e precisazioni formulate dal Colle sull'incontro di venerdì scorso.
La premessa è che il Premier per la seconda volta gode di una solida maggioranza parlamentare, m non è in grado assolutamente di mettere in campo iniziative a sostegno della sua tanto decantata rivoluzione liberare che scandisce al popolo italiano da oltre 16 anni.
E' evidente che il fatto che non sia in grado di mantenere le promesse elettorali fatte dipendende solo e soltanto da lui e dal fatto che, in fondo, pur con tutta questa forza parlamentare, non riesce per esclusivi motivi interni ad utilizzarla compiuta mente, se non con dei contentini e prebende che distribuisce tra il suo entourage e la società civile (scudi fiscali ).
Poiché sa perfettamente che questa mancanza di promesse attuate dipende da lui ha da anni imbastito un teorema folle per cui La Magistratura, certa Magistratura, l'ha preso di mira per estrometterlo dalla scena politica secondo un disegno che non si capisce bene come e da chi sia messo in atto,
Sostenere la tesi che ci sia una macchina condotta da non chi sa chi ci pare assai cervellotica perché non ci ha mai detto di che cosa si sta parlando.
Secondo il Premier esisterebbe qualche giudice, o qualche gruppetto di giudici (staremmo parlando forse di un manipolo al massimo di una dozzina di persone)che si è orgnizzato per fargli la forca, ma non ci dice chi ne sia o ne possa essere il regista; un solo giudice ? Un partito politico ? O una coalizione di partiti ?
Bah ! Mi sembra una cosa parecchio campata in aria ipotizzare che vi sia un giudice o dei giudici che hanno deciso di fargliela pagare non si sa bene per quale motivo.
Per convinzione politica ? Per collegamenti a partiti ? A quale partito ? Al Pd ? All' Idv ? alla Sinistra ?
Stiamo parlando di partiti che, anche a suo dire, navigano in cattive acque o perché continuano a cambiare il loro segretario e perdono consensi, o perché più i tanto non riescono a crescere oppure perché sono addirittura spariti dalle rappresentanze parlamentari.
E secondo il Premier, pur con queste problematiche che sono innegabili, questi partiti avrebbero il buon tempo e la capacità di scavargli la fossa per altre vie, mentre sono in grado soltanto di riuscire a galleggiare e faticosamente cercare di risalire la china ?
Ma tant'è: la strategia di recitare da attore consumato la parte del perseguitato gli riesce bene (grazie ai tanti supporter non ultimi Giuliano Ferrara e Lanfranco Pace) visto che convince ancora il 30% degli elettori, ma per tener calda la piazza occorre rincarare la dose ogni giorno di più, per tener viva l'attenzione e la tensione.
Sparare sempre più alto come da tempo fa contro qualsiasi struttura di Giustizia come giudici, pubblici ministeri, Procuratori della repubblica, Consulta, Presidente della Repubblica e Csm che manifestino posizioni a lui non gradite si sta rivelando un gioco assai pericoloso del quale ne è comunque convinto.
Intendo dire che sa perfettamente - non fa mai una mossa non sapendo quale sarà la successiva - che sta cercando lo scontro istituzionale e non gliene frega assolutamente nulla dei segnali che provengono dal Colle.
Infatti i termini e i temi dell'incontro con il Presidente Napolitano di venerdì sono come d'incanto apparsi sulla stampa e sui media in modo assai esaustivo ed è evidente che la loro divulgazione apocrifa è stata decisa dal suo entourage poiché La Presidenza della Repubblica ha dovuto rettificare alcuni termini dell'incontro perché non veri !
Soprattutto quando si parla di minacce formulate dal Premier al Presidente: invitato a difendersi nel processo e non dal processo ha pensato, ma non detto, se mi ritiro accadrà una sollevazione popolare (forse si, ma per la gioia, come è avvenuto sempre venerdì a Il Cairo!).
In sostanza le informazioni date ai media riguardavano sia cose dette sia soprattutto cose pensate nelle segrete stanze (o nei cervelli) della delegazione governativa.
Tutto questo non è comunque frutto di una svista o di un errore, ma rientra invece in una precisa strategia di attacco e di scontro.
La riprova sta nel fatto che il Capo dello Stato ha precisamente affermato che devono cadere le liti e con questi il Presidente si riferisce esclusivamente a Berlusconi che le monta, non già ai Giudici che fanno il loro dovere.
Il rischio è evidente: nel caso in cui lo scontro istituzionale aumenti sempre di più il Capo dello Stato, maggioranza o non maggioranza, dovrà prendere qualche iniziativa forte (peraltro prevista dalla costituzione repubblicana) perché non potrà permettere la paralisi delle istituzioni (soprattutto Governo e Parlamento) a causa dei progetti folli del Premier.
Quest'ultimo comunque - conscio del pericolo - già mette le mani avanti per propinare all'opinione pubblica di essere un perseguitato da tutti e su queste tesi costruirci la prossima campagna elettorale !
La gente, l'opinione pubblica e i suoi incomprensibili sostenitori non si rendono conto che sta approntando un vero e proprio gioco al massacro, un gioco irresponsabile finalizzato solo al mantenimento fino all'ultimo del suo potere inconcludente!
alle
10:19 AM
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sabato, febbraio 12, 2011
MACCHE' PURITANESIMO
Non c'è che dire: il Premier da buon calcatore di scene ci sta preparando un bel canovaccio di uno spettacolo, di uno spartito che verrà recitato e cantano dai suoi più stretti collaboratori per nascondere le sue vergogne.
Le sue vergogne non sono certo rappresentate dai fatti che lo avvolgono in questi giorni (a parte, eventualmente, se avrà - bontà sua - il piacere e l'onore di farsi processare per eventuali reati commessi), bensì dal fatto che questa legislatura si sta sviluppando - ne più ne meno - come quella del 2001-2006 quando governò, ma non produsse un ben nulla, accampando le solite scuse.
Infatti se non è colpa degli altri che non lascian fare (ricordate ? Dobbiamo per essere autonomi raggiungere il 51%?), è colpa della crisi internazionale, della bolla speculativa, della new economy,della crisi finanziaria, della Costituzione che è vecchia, di certa Magistratura, della sua persecuzione giudiziaria e via discorrendo.
Questa è la sua una grande vergogna: non aver combinato proprio un bel fico secco !!
E' il suo comportamento puerile che cerca di attribuire a tutti gli altri le sue mancanze, anzichè pensare di aggiustarlo, senza necessariamente fare pubblicamente il mea culpa.
Invece no: nonostante i suggerimenti pressanti e riservati del Capo dello Stato non guarda in faccia a nessuno, non ha ritegno di abbatte e tutto e tutti come fosse un novello Attila che brucia tutto al suo passaggio, ma presentandosi al cospetto dell'opinione pubblica come un novello Re Sole!
Come controcanto si avvale degli onorevoli e ministri a doppio incarico che cercano di confezionargli leggi su misura per coprire atti che ha continuato a mettere in atto anche molto dopo la sua discesa in campo (si parla da anni di riforma della Giustizia, ma da anni stiamo a giocherellare con il processo breve, le intercettazioni,il legittomo impedimento, lodi vari, ma non come combattere la coruzione).
Si avvale delle sue testate giornalistiche e televisive per fare contro informazione, non nel senso di far sentire la sua posizione rispetto ai fatti, ma per divulgare bugie tutte utili a nascondere le sue malefatte (un po come la precostituzione delle testimonianze delle persone implicate nei suoi eventuali e recenti reati, utili a scolorire o a smacchiare le sue responsabilità).
Per contro cerca di mettere il bavaglio ai media di stato e privati per cercare di rendere più credibili le sue esternazioni, affinché la verità sia la sua verità e non altre.
Ed ora si avvale di "collaboratori" come la Santanchè e Giuliano Ferrara per inscenare contestazioni contro le istituzioni visto che non sarebbe plausibile che le conducesse in prima persona, se non con il rischio di creare un vero e proprio incidente istituzionale.
La Santanchè che ha recentemente fatto il salto della quaglia, anticipando quello dell'On. Storace, da buona avanguardista si nasconde sotto il mantello libertario per difendere il suo capo.
Con sussiego e piena di proposoponea attacca tutto quel che si muove se ravvede il pericolo che possano sorgere difficoltà per il Premier poiché l'obbiettivo non è quello di scoprire eventuali soprusi o partigianerie, quanto quello di farlo intendere, quasi a voler educare le masse, il fatto che l'eletto dal popolo è divenuto un perseguitato politico.
Intanto, ribadisco è stato eletto dal Parlamento e la sua maggioranza è una maggioranza relativa che è divenuta assoluta (quasi)in forza della legge elettorale; è bene questo sia chiaro perchè esprimere questi fatti in modo sintetico - come avviene ogni giorno - passa il concetto che questo signore sia stato eletto per acclamazione.
Gli unici politici infatti eletti direttamente dagli elettori (il popolo è una entità importante, ma assai complessa, perché è rappresenta una sfera indistinta e ben più ampia degli elettori) sono i Sindaci e Governatori delle Regioni, tant' è che quando si ritirano per qualsiasi motivo prima della scadenza del mandato si ritorna alle urne (Veltroni e Cuffaro).
Peraltro insistere sulle elezioni "coram populo" da parte del Premier con questi chiari di luna, non vorrei gli portassero un filino di sfortuna; infatti due Signori, sostanzialmente moderati hanno governato per 30 anni circa i loro paesi, in virtù di elezioni plebiscitarie e reiterate, ma nel giro di pochi giorni per i malanni commessi se ne sono dovuti scappare a gambe levate.
Inoltre appare di cattivo gusto ribadire proprio in questi giorni la bugia sulla nipote del Presidente - deposto - dell'Egitto invocando l'intenzione di voler evitare l'incidente diplomatico; preceduto da dichiarazioni di apprezzamento formulate dal Premier sempre sul deposto Presidente nella recente riunione EU 27, nell'imbarazzo generale dei presenti.
Per finire oggi Giuliano Ferrara - ex segretario Fgci di Torino - inscena uno spettacolino - siamo liberi di stare in mutande - accusando di pruderie l'opposizione, come se fosse un esercito di suffragette.
Macchè puritanesimo: un po tutti accettiamo e sosteniamo la libertà di costumi tanto che, a differenza della maggioranza, sosteniamo il diritto alle cosiddette "coppie di fatto" anche omosessuali di vederlo sancito da apposita legge.
Come sempre però le libertà individuali non devono mai intralciare la convivenza civile e i ruoli ricoperti - siano essi privati che pubblici -per cui quando scoppiano i casi scottanti - ancorchè non rilevanti penalmente - non si può assolutamente accusare gli altri di puritanesimo, bensì accusare se stessi di dabbenaggine e di imprudenza.
Ferrara questo lo sa perfettamente, ma poiché ha portato il cervello all'ammasso (nemmeno nel Pci di un tempo lo faceva) tiene bordone al suo gran capo, dimenticando che altri politici scoperti e ricattati per situazioni scabrose, hanno levato le tende e i loro partiti sono stati puniti duramente!
Forse è di questo che si preoccupa il "leader maximo" visto che le opposizioni sostanzialmente chiedono un suo avvicendamento per poter cominciare ad occuparsi delle cose che sono utili ed urgenti per l'Italia (non le ennesime annunciazioni risentite anche di recente che restano già lettera morta visto che si vuol occupare il tempo del Parlamento per la dormiente "legge sul processo breve").
Accusare poi la Magistratura di persecuzione è come espresso mille volte una contraddizione in termini: la causa sono i comportamenti del Premier (Mills, Mediaset,Mediatrade, ecc) e la Magistratura che indaga - tutti lo devono sapere - per suo obbligo istituzionale e costituzionale, sono l'effetto; non viceversa.
Intendo che nei casini ci si è messo il Premier e non può venire a piangere il morto se poi viene messo sotto processo; risulta poi assai puerile sostenere di essere sotto scacco perché la dimostrazione che non lo è sta nel fatto che è in sella ormai da molti anni per cui il lupo in realtà non è mai esistito.
Di tutta questa farsa berlusconiana inscenata ormai da tanti anni e ne sono accorti già in molti e molto correttamente hanno progressivamente preso le distanze riconoscendo anche pubblicamente i propri errori di valutazione (Casini e Fini); sono stati illusi dal Premier che sarebbe nata una nuova stagione liberale per l'Italia che avrebbe portato ricchezza e felicità, mentre invece non avvenuto nulla di tutto questo.
Occorre ora una nuova fase costituente in cui tutte le forze con un vero senso dello stato debbono contribuire a rifondare il paese, che è uno ed uno solo.
Occorrono nuove regole, nuove politiche di largo respiro che travalichino le maggioranze pro tempore vigenti, anche con azioni impopolari, poichè occorre rifondare la Repubblica e l'Unità d'Italia che proprio in questi giorni è sottoposta ad una diatriba indecente.
Corre il 150° dell' Unità d'Italia ed emergono posizioni revansciste tra Lega ed esponenti della Svp che non lasciano presagire nulla di buono se non bloccate sul nascere !
alle
2:06 PM
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150 ANNI DELL'UNITA' D'ITALIA: POLEMICA INDECENTE
Il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, già l'anno scorso sembrava ipotizzare e temere la situazione in cui ci saremmo trovati oggi riguardo alla Festa dei 150° anniversario dell'Unità d'Italia.
Rammentò infatti al ceto politico che il 17 marzo 2011 si avvicinava a grandi passi e che non ci si doveva trovare impreparati per il festeggiamento di questo grande evento.
Tutto questo tempo è passato sotto silenzio ed ora, a circa un mese dalla Festa sta scoppiando una polemica indecente del tutto strumentale ed utile a mantenere viva in parte del'opinione pubblica le proprie convinzioni politiche e calpestando quanto di bello rappresenta appunto l'Unità d'Italia.
Calderoli, a nome della Lega, cavalca l'antagonismo contro lo Stato Italiano in maniera sconveniente, aggravata dal fatto che è un ministro della Repubblica Italiana (contraddizione in termini).
Federalismo non significa secessione, bensì decentramento ed maggior autonomia politica, amministrativa e fiscale, per cui non esiste assolutamente alcuna contraddizione tra federalismo e stato unitario.
L' Unità d'Italia, piaccia o no, ha tirato fuori la penisola da un lungo periodo di oscurantismo politico, economico e sociale in cui l'aveva ficcata la divisione in sette stati autonomi, completamente slegati fra di loro, in continua lotta, grazie anche all'intervento stumentale ed interessato degli stati confinanti.
Pezzo dopo pezzo l'aggregazione si è conpletata con la rinuncia nel 1871 del potere temporale da parte del Papato.
Da allora l'Italia unita ne ha fatta di strada, passando due Grandi Guerre, un regime totalitario come il fascismo, ma continuando nella sua evoluzione sociale, politica ed economica tanto da assurgere - pur piccolina com'è - alla assise delle poche, ma grandi potenze della terra.
E la storia continua perché l'evoluzione sociale, politica ed economica si evolve e, pur con i momenti critici che anche ora stiamo vivendo, non avrà mai fine.
Peraltro proprio nei momenti di crisi occorre la massima coesione e coerenza, perché è proprio l'unione che fa la forza.
Peraltro molti stati che sono già struttuati in forma federale (come Spagna, Germania e Svizzera e unionista (Usa) non disconoscono assolutamente il valore dello stato di appartenenza tanto che alla data prevista si fanno tutti la loro bella e grande festa; fare oggi la fronda per una grande festa, che peraltro scade per convenzione ogni 50 anni, da parte della Lega risulta una operazione indecente tutta tesa ad ammannire il proprio elettorato e sopratutto per insinuare nell'unità dello Stato italiano, come un cancro, la convinzione che ognuno deve far da se e fregarsene altamente del prossimo, dimenticando però che senza il prossimo nessuno di noi ha ragione e spazio di esistere.
E' una operazione assai pericolosa perchè insegnerebbe a rinchiudere ognuno di noi sempre di più nel proprio ristretto particulare, promuovendo così il più eccessivo individualismo e buttando a mare qualsiasi principio di aggregazione sociale ed umana.
Inoltre se ognuno festeggia il suo, come se la caveranno coloro che - pur italiani - provengono da regioni o privincie diverse, ma sono per lavoro insediati altrove ?
Peraltro fa da contro canto pure la Presidente di Confindustria Emma Marcegaglia e il Ministro Gelmini invocando termini veramente insipienti: non ci possiamo permettere la festa perché dobbiamo lavorare e studiare.
Se è una festa,mi domando, ma si lavora e si studia chi accidenti parteciperà a questa festa appunto ? Pensionati, neonati, casalinghe e disoccupati, nulla facenti, ereditieri ?
Bah: intanto proprio quest'anno due grandi feste civili cadono di festa (il 25 Aprile ed il I Maggio) per cui anche tenuto conto di un eventuale "ponte" si farebbe un pari; inoltre se proprio vogliamo seguire questa logica perchè lorsignori non propongono di portare al sabato o alla domenica le varie feste civili e religiose?
Visto che ci siamo mettiamo sotto giogo un pò di gente visto che i momenti di aggregazione costituiti dalle feste sono dei fatti irrilevanti !
Come dire ci s'ha da lavorare e studiare, mi s'ha tempo di perder tempo !!
La prova della pericolosità di quanto dico riguardo alle posizioni della Lega è espressa dalle posizioni folli del Presidente della Provincia di Bolzano il quale sostiene che l'autonomia dell' Altoadige-Sudtirolo non implica assolutamente che si tratti di suolo italiano.
E' veramente curioso: la struttura amministrativa è quella italiana, le leggi sono quelle italiane la lingua tiene conto, come in altre regioni, della minoranza linguistica, ma sostenere che non è Italia è un paradosso assurdo.
I confini dell'Italia sono quelli naturali e le particolarità e peculiarità dei territori di confine e delle isole sono sanciti da una "specialita" maggiormente utile per poterli governare.
Non c'è stata assolutamente nessuna operazione di scambio - statuto speciale contro non italianità - quando furono nel dopoguerra istituite le Regioni o Provincia a statuto speciale perchè occorreva seguire amministrativamente le minoranze linguistiche e le zone economicamente svantaggiate.
La Lega proprio con le sue posizioni oltranziste rinfocola vecchi revanscismi che pensavo sopiti dopo le fasi cruente manifestatesi negli anni 60 !
Emergono addirittura posizioni assurde come quella di dire che le popolazioni di lingua tedesca non hanno votato quanto, finita la Grande Guerra, il trattato relativo sancì la definizione dei confini, visto che l'Impero Austroungarico si era liquefatto.
Per questo fatto si sostiene (ma non è proprio così generalizzato) che pur nati e residenti in Italia non ci si sente italiani (proprio come la Lega con la sua Padania), nemmeno fossero popolazioni extra comunitarie insediatesi in Italia perché scappate dai loro posti d'origine.
In questo contesto come si sentono i residenti di Piana degli Albanesi ?
Certamente, come tutti, si sentiranno particolarmente legati al proprio territorio e alle proprie tradizioni, ma non penso proprio che non si debbano sentire italiani.
Lo stesso vale per il Sud Tirolo (faccio notare che i Tirolesi considerano gli abitanti del Sud Tirolo un pò come terroni, pure un pò tontarelli) dove le popolazioni - compresa quella italiana e ladina) sono legate al loro territorio, alle loro tradizioni, alle loro manifestazioni (che anche noi tanto apprezziamo) e alle loro lingue, ma nessuno è autorizzato a considerarla come un enclave appartenente ad un altro stato (Austria o Germania ?).
In realtà penso proprio che il Presidente Dornwalder con la sua posizione voglia in realtà precostituirsi vantaggi o alibi politici relativi alla sua azione; è troppo chiacchierato per le contiguità con imprenditori della zona come Senfer che in forza della libertà d'impresa sta progettando un vero scempio naturalistico e paessaggistico nelle Alpi di Sesto o con Riffeser patron del super hotel a 7 stelle da costruire sul Champinoi in Val Gardena.
Si nasconde insomma dieto le origini austroungariche sollevando il classico polverone (ma da chi avrà imparato?)per cercare consensi a buon mercato e spadroneggiare come un novello vicerè di Carlo I d' Austria.
Naturalmente tutto questa indecenza raccontata avviene sotto il silenzio assordante del nostro Presidente del Consiglio, che ha tempo di occuparsi di tutti i suoi affari, tempo libero compreso, piuttosto di questa inverecondia che rimarrà impressa nella nostra storia.
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giovedì, gennaio 20, 2011
L' ITALIA ALLA DERIVA SI AVVICINA ALLA TUNISIA
Il problema che si ripresenta con estrema gravità è costituito dal fatto che purtroppo si è generata nel nostro paese una assuefazione inaccettabile - come fossimo tutti o quasi vaccinati - ai comportamenti indecenti della politica maggioritaria, per cui di fronte alla corruzione, come di fronte ai comportamenti indecenti del premier - perseguibili penalmente o meno - non scatta la repulsione logica e conseguente.
I politici di maggioranza infatti tengono il sacco al premier che accusa tutto e tutti, ma soprattutto l'opinione pubblica, i sostenitori stessi della attuale maggioranza preferiscono ancora una volta, molto spesso giustificare, che condannare.
Vediamo infatti uomini politici della maggioranza, su vari mass media, sostenere con assoluta sfacciataggine le tesi del premier ed anche la gente intervistata qua e la molto spesso la butta in burla o minimizza, sostenendo che è tutta una montatura e che comunque ognuno in casa propria fa quel che vuole.
E per di più molto spesso si tratta o di politici di estrazione cattolica e rigorista (penso ad uomini come Formigoni o come Lupi) oppure di persone di media età ed anziane.
La deriva è pericolosa perché le tante iniziative delle opposizioni per far dibattito ed aggregazione non ci attirano più, anzi ci sentiamo molto spesso ci sentiamo inermi e poco coinvolti per cui stenta a crescere una alternativa che ci sbarazzi di simili porcherie !
Gli italiani dimenticano che negli anni ottanta, quando Berlinguer parlò di "questione morale" fecero spallucce pur sapendo della corruzione che dilagava anche per effetto della impossibilità alla alternanza; la divisione in blocchi non poteva permettere che partiti ed elettori figli di in dio minore assumessero responsabilità di governo a livello nazionale.
Allora la Magistratura era inerme e bloccata a perseguire quella corruzione per effetto delle protezioni che tutelavano i politici di allora.
L'eliminazione dell'immunità parlamentare scoprì il vaso di Pandora e la Magistratura cominciò
a perseguire e giudicare. con soddisfazione apparente dell'opinione pubblica.
Mentre prima la Magistratura di fronte a fatti penalmente rilevanti si doveva fermare, accadde che con la caduta delle protezioni poté attuare la sua funzione istituzionale.
Oggi invece si ha la sfacciataggine di sostenere che fu una persecuzione che si potrebbe riaccendere come sostiene il Premier e i suoi sostenitori politici.
Si vorrebbe infatti rimettere le briglie alla Magistratura utilizzando il lecito e l'illecito per poter perpetrare il mal governo di un tempo quasi a dire che allora fu tutto un errore che oggi non va ricommesso.
Il Premier è figlio di quei tempi visti gli inequivocabili rapporti con quella politica per cui in tutti questi anni sono emerse sue gravi responsabilità che vorrebbe trasformare in persecuzione.
La degenerazione è evidente per quanto dicevo in premessa perchè larga parte dell'opinione pubblica è stata vaccinata e quindi è assuefatta giustificando modi di vita e comportamenti come se fossero frutto della evoluzione della società.
Nacque il neo liberismo che ci veniva presentato come un grande processo democratico, mentre invece ci fa arretrare di secoli.
L'altra parte dell'opinione pubblica si trova invece inerme ed incapace a reagire.
Siamo nella situazione paradossale che un potere costituzionale come quello del Governo e del Presidente del Consiglio pretende di controllare e governare nuovamente il potere o ordinamento Giudiziario, con affermazioni gravissime che rasentano l'attentato alle istituzioni, visto che la nostra struttura repubblicana prevede vari poteri istituzionali che sono del tutto autonomi e posti sullo stesso piano.
Ogni potere - per mantene una democrazia di fatto - deve svolgere il libertà il suo ruolo rispettando, proprio perché eguali, quello degli altri, evitando quindi qualsiasi conflitto strumentale.
Il Premier si lamenta di essere perseguitato, ma l'azione giudiziaria nei suoi confronti non è una causa, ma un effetto, e non può assolutamente utilizzare la sua maggioranza parlamentare per modellare la legge a suo uso e consumo (facendola passare magari come un contributo alla modernizzazione del paese).
Rifletta piuttosto (ma questo lo sa benissimo) sui suoi comportamenti ed abbia il coraggio di difendersi nelle sedi previste, non certo con questi discorsi alla nazione che mi ricondano tanto, le adunate oceaniche del ventennio.
In una democrazia normale, fatti di questo genere vanno affrontati e non elusi, mentre i comportamenti personali, che per chi si presume statista, sono sempre assolutamente pubblici per cui se hanno come hanno effetti negativi ne deve trarre le conclusioni, senza arrampicarsi sugli specchi perché nella sua azione politica conta il ruolo della sua coalizione e le conseguenti azioni politiche.
Altri uomini nel passato anche recente di fronte a loro comportamenti riprovevoli hanno lasciato l'osso per non inquinare la loro coalizione e la conseguente azione politica (anche se poi governi, partiti e coalizioni sono stati duramente puniti); nel suo caso, se è un uomo e non un quaquaraqua, abbia il coraggio di farsi giudicare, abbia il coraggio di farsi da parte per lasciar il suo posto a qualche altro rappresentante della maggioranza attuale.
Invocare poi il consenso elettorale è una assurdità assoluta perché l'alternanza non significa un sistema ingessato, ma uno stato di assetto politico che esiste fin che esistono le convergenze.
Il premier non deve dimenticare che è a capo di un partito del 37%, entità rispettabile, ma non sufficiente a mantenere lo status quo per cinque anni; anzi pure se fosse di più, di fronte a corruzione, azioni giudiziarie e comportamenti indecenti, non c'è maggioranza che tenga.
Peraltro non è assolutamente vero che l'elettorato ha votato la scelta di un premier per cinque anni; lo riprova il fatto che se l'attuale Premier venisse eletto a Capo dello Stato, non si tornerebbe, sempre se c'è una maggioranza parlamentare a sostegno, alle elezioni anticipate.
Peraltro con questa situazione bloccata che si sta venendo a creare da tempo, visto che queste coalizioni di centrodestra hanno promesso tanto, ma poco mantenuto, sta ingessando il paese e sta favorendo il suo dissesto.
Il Premier non comprende (o forse lo capisce ma non gli importa nulla) che si stanno ammassando e stratificando una serie di difficoltà degli italiani che vedono sempre meno un futuro ed una prospettiva migliore ed una serie sempre più grande di malaffare e corruzione per cui se non ci si mette mano ben presto ci potremo trovare in situazioni di rottura con risvolti incontrollabili.
Guardi la Tunisia: è una repubblica di regime tollerata ed anche accettata per decenni (come la precedente di Bourghiba), ma l'ingessatuta del paese (anche lì percentuali indecenti di giovani scolarizzati senza lavoro)da un lato e la corruzione dilagante dall'altro (manovrata dal presidente fuggiasco e dal suo entourage) ha fatto giungere il paese al punto di rottura: quando si insiste con le malefatte poi la misura è colma e non si sa mai quali potranno essere le reazioni.
Mediti Presidente: l'Italia è la 7 potenza mondiale da tanti decenni, ma ci vuole poco a scendere la china inesorabilmente per cui se è un vero italiano, si faccia da parte !!
alle
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lunedì, gennaio 17, 2011
CHERCHEZ LA FAMME !
Non c'è nulla da fare: quasi tutti gli uomini politici si possono alambiccare il cervello per opporre o proporre ricette di politica economica, industriale, sociale che possano far crescere il paese, ma ogni giorno, puntuale come un mestruo, il Premier guadagna la scena, non certo per sue nuove idee e proposte di governo che ci possano stupire, bensì con discorsi urbi et orbi che riguardano la sua scena privata che presenta sempre di più aspetti sconsideranti ed indecenti.
Ben inteso non voglio colpevolizzare la Magistratura che indaga e incappa sempre più spesso nei suoi comportamenti, ma sembra quasi che faccia di tutto perché il suo privato emerga di modo che lui ne può parlare e tutti noi ci vediamo costretti ad interessancene.
Nei discorsi formulati in tv passano concetti che stravolgono il pensiero ed i principi comuni e la realtà effettiva:la Magistratura, certa Magistratura, lo perseguiterebbe, ma in realtà i magistrati che lo inquisiscono non sono quasi mai gli stessi, caso mai sono del tutto analoghi i suoi comportamenti - economici e non - per cui si arriva o prima o poi all'indagine ed al tentativo di giudizio.
Questo signore è stato sempre, nella sua vita, assai disinvolto, si è mosso - anche come politico - sopra le righe e questo può essere oggetto di giudizio sia da parte di chi ne ravvede comportamenti giuridicamente perseguibili, sia chi ne ravvede contraddizioni morali ed etiche.
I processi a cui è interessato sono quindi frutto del suo comportamento e non può oggi venirci a raccontare che è perseguitato e che comunque tutto questo con conta perchè eletto più volte dalla maggioranza relativa dell'elettorato votante.
Peraltro usando la sua efficare politica del rinvio questi processi durano una enormità di tempo a costituiscono carte da giocare sapientemente in un arco di tempo assai lungo e alla prima favorevole occaione.
Ci fa quindi sopra il "pianto greco"per giustificare che gli verrebbe impedito di governare, mentre in realtà con le sue capacità di grande comunicatore è in grado di ottenere consensi, ma non è capace di governare.
Tutti gli italiani devono sapere e ricordare che il magistrato, qualsiasi magistrato, nell'interesse di tutti noi, quando viene a conoscenza in qualsiasi modo di un possibile reato è obbligato ad indagare; non può certo sapere dove il cosiddetto"filo spezzato" vada a cadere e quindi non si può certo fermare di fronte al fatto che venga coinvolta una persona di fama (qualsiasi fama).
Anche se è un uomo economicamente potente o anche uno statista nominato dal popolo (lo stesso Ben Ali, eletto per 26 anni in Tunisia, di fronte al macello che ha permesso nelle piazze di quel paese, se n'è scappato a gambe levate).
Questo perchè è suo preciso compito istituzionale ed anche perché, le persone più potenti anno ancor maggior responsabilità nei confronti di una grand comunità come il nostro paese.
Ognuno di noi si sentirebbe tranquillo nell'aver repporti di qualsiasi genere con personaggi chiacchierati ?
Se il nostro amministratore di condiminio, fosse inquisito per malversazione, evasione od altro, si sentirebbe tranquillo nel fargli amministrare le nostre spese ?
Andremmo a pranzo con tranquillità presso un ristoratore al quale i Nas hanno sequestrato alimenti avariati ?
Nella fattispecie il Premier si strappa le vesti perchè inquisito ancora una volta(lo sapeva dal 21 dicembre scorso) nei suoi fatti personali, ma questo è un vero falso.
La Magistratura ha indagato su possibili reati commessi contro Ruby Rubacuori e da li, come un rosario, il filo ha svelato tutti o quasi i collegamenti che hanno interessato il Premier e i suoi accoliti.
Di questo quindi è lui e solo lui il responsabile dei suoi comportamenti e degli eventuali giudizi conseguenti per cui non può ora invocare la privacy, poiché questa non può in alcun modo coprire eventuali reati commessi.
E' certo che i comportamenti personali rientrano nella nostra privacy ed infatti non ci meravigliamo più di tanto se qualche politico ha messo su più di una famiglia con la dovuta risevatezza, ma quando ci troviamo di fronte a comportamenti disdicevoli il nostro giudizio è severo come lo è stato per esempio per il caso Sircana, per il caso Marrazzo o per il caso Delbono.
Non so se, sul aso Ruby, le accuse al Premier potranno essere confermate, ma è certo che feste e festini fatti senza un minimo di riservatezza, consfarzosità da resole, da un uomo di alto lignaggio come il Premier, lasciano perlomeno perplessi visto che con tutti problemi che affliggono l'Italia sarebbe più opportuno che si occupasse di questi, visto che i fatti dimostrano giusto il contrario.
Domando poi ai suoi tanti sostenitori e sostenitrici: ch cosa ne pensereste se vostre figlie o sorelle minorenni o in giovane età partecipassero a feste e festini di uomini ricchi ed attempati ?
In cuor vostro credo proprio che non apprezzereste assolutamente; in caso contrario è evidente che preferite che il fine persegua i mezzi, imostrando che si crede in una formula della vita in celluloide.
Il films sono certamente una bella espressione culturale, ma vivere la vita come un film mi sembra una prospettiva al di fuori della realtà.
Berlusconi ci vorrebbe insegnare che nella vita è preferibile apparire che essere !
Ultimo argomento, veramente infantile, è quello di far uscire la notizia, come un coniglio dal cilindro, che avrebbe una relazione stabile da tempo e che questo teorema cozzerebbe contro il modus vivendi che gli viene attribuito.
Insomma siccome ha la "morosa" non sono veri i festini, non sono vere le squadre di fanciulle alla sua corte, non sono vere le minorenni al suo seguito, non sono veri gli appartamenti a loro destinati come residence, non sono vere le carriere politiche di tante giovani donne, apparse come d'incanto nel consiglio regionali, comunali, provinciale e Parlamento.
In realtà, con la mossa del suo tesoriere ed amministratore delle società di famiglia , di eleggere - all'ultimo tuffo - gli uffici oggetto di perquisizione a residenza del Premier, si è scoperto il vaso di Pandora: infatti tutto il fascicolo della Magistratura è passato alla Camera ed in pochissime ore tutto il mondo saprà di cosa è accusato e c'è il timore, visto la procedura adottata, che non ci sia molto di cui rallegrarsi.
Spero quindi che venga una buona volta inchiodato alle sue reponsabilità, visto che per quelle politiche non c'è verso di presentargli il conto.
E' un vero peccato perchè avrei preferito che l'elettorato si rendesse conto della sua insipienza politica ben prima, ma spero venga dimostrato, come in passato per tanti altri politici, che nessuno nel nostro paese si può considerare un monarca assoluto il cui potere discende direttamente dal padreterno !!
alle
11:15 AM
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sabato, gennaio 15, 2011
DISTORSIONI DELLE SCENA POLITICA ITALIANA
Ancora una volta il Premier guadagna la scena su fatti certamente gravi, se dimostrati, per nasconderci i reali e più importanti temi che interessano in realtà gli italiani.
Questo non significa che i fatti non abbiano il loro peso e per questo l'opinione pubblica non si debba indignare e preoccupare, ma è preoccupante che ci si debba distrarre da questi e che soprattutto non se ne traggano le dovute conclusioni.
E' indubbia la sua capacità di utilizzare i suoi punti di debolezza per rilanciarsi sullo scenario politico sfoderando le sue solite argomentazioni - persecuzione politica, magistratura schierata, Consulta addomesticata, comunisti trinariciuti, consenso elettorale che giustifica qualsiasi sua nefandezza - e sostenendo pensieri molto spesso falsi.
Sugli ultimi fatti sapeva sin dal 21 dicembre scorso che era inquisito, ma ha preferito tacere per giocare di rimessa poiché era evidente che se sarebbe uscita la sentenza sfavorevole della Consulta, era obbligo del magistrato avviare il procedimento !
Fra l'altro questa nuova "tegola" dimostra proprio che i fatti a cui si riferisce (preceduti negli anni da molti altri più o meno simili) non possono certo essere i motivi di impegno istituzionale per cui si richiede il legittimo impedimento !
Sta di fatto che comunque quel di cui si parla oggi sono i suoi presunti reati e le sue terrene debolezze, mentre altri fatti come i risultati del Referendum in Fiat vengono letti e visti solo in seconda battuta.
Due quindi gli obbiettivi raggiunti: da un lato farsi passare per una "santamariagoretti" perseguitato dal 1992 (vi assicuro che non ho mai visto le indagini giudiziarie precedere eventuali reati commessi) per nascondere che in realtà è sempre stato un imprenditore discusso e assai disinvolto (come lo è oggi come uomo politico); e dall'altro per non prenere iniziativa (se non con le affermazioni partigiane dei giorni scorsi) su un dramma economico, politico e sociale che si sta consumando in Fiat.
Parlavo di falsità perché nell'ultimo fatto non ci troviamo certo di fronte ad intercettazioni telefoniche "improprie", ma dallo sviluppo delle indagini che riscontrano la presenza della dolce fanciulla - tramite il suo telefonino - a Villa San Martino; le indagini riguardavano quindi Ruby Rubacuori, minorenne al tempo, a seguito di precisa denuncia alla quale la Magistratura non può far spallucce.
Il tema principale invece è il risultato del Referendum in Fiat vinto dal Si per poco (54%) che lascerà tirare un sospiro di sollievo a Sergio Marchionne, ma che non risolverà certo la problematica sottostante, visto che al risultato hanno contribuito i voti degli impiegati non toccati dai turni, straordinari, diritti e pause, ma soltanto (anche se no è poco) dalla possibile perdita di lavoro.
Dicevo nei giorni scorsi su altro articoli che qualsiasi fosse stato il risultato la Fiat aveva già vinto, ma la sua vittoria non convince assolutamente perché non può essere che sia urgente questo accordo per risolvere i problemi di produttività.
Il fattore lavoro è certo importante, ma rappresenta soltanto il 7% dei costi di produzione anche se è una delle leve più importanti per movere il restante 93%!
Fra l'altro questo accordo serve per mettersi in miglior competizione con gli altri produttori europei e nord americani e non si comprende per quale motivo Volkswagen, Renault e Psa abbiamo quegli standard di produttività pur tenendo in debito conto il contributo del principale partner del capitale che è il lavoro.
Evidentemente non è solo il processo che è efficiente, ma lo è ancor di più il prodotto e nel caso di delocalizzazione questa non è una alternativa, ma una scelta industriale precisa per produrre direttamente nei nuovi mercati di riferimento.
Anche per gli operai tedeschi o francesi conta la globalizzazione, ma non sono in situazioni di estremo sacrificio; caso mai, quelli tedeschi in particolare, sono più responsabili perchè maggiormente coinvolti.
Del resto la crisi che ha coinvolto le grandi majors automobilistiche nordamericane è stata causata più da minor produttività causata da carenze di prodotto che di processo; troppi veicoli grandi, costosi e anti economici, certo robusti e con vita assai lunga, ma non in grado di competere con la concorrenza di Toyota, ma anche di VW, BMW, PSA, Renault ed oggi si spera Fiat-Alfa-Lancia.
Temo però che la vittoria di Fiat risulterà un vittoria con poca prospettiva e poco duratura perchè dopo le innovazioni di processo (dovrà anche tener conto del No del 46% dei dipendenti), quelle di prodotto appaiono assai fragili e poco convincenti (motori fabbricati sia per Fiat che per Chrysler da destinare alle fabbriche italiane e nordamericane) perchè non è chiaro quali saranno gli abbiettivi sulla gamma dei modelli offerti al mercato.
Il risultato, temo, è che fra un paio d'anni (come è accaduto tante volte in passato) Fiat dovrà ritornare sugli accordi per modificarli ulteriormente invocando le regole della globalizzazione del Mercato, dimenticando che il Mercato siamo tutti noi, non i marziani, per cui il cerchio involutivo rischia di non arrestarsi mai, secondo l'assioma, meno diritti -meno lavoro - meno ricchezza - meno consumi !!
In questo contesto la posizione del Governo italiano, del suo Premier, del Ministro del Lavoro (l'astuto Sacconi) brilla per l'indifferenza sui cambiamenti delle politiche industriali delle imprese italiane (la Fiat, statene certi farà scuola), limitandosi - questo si che è gravissimo - a parteggiare spudoratamente per una soluzione (varrebbe anche se prendesse le sole difese dei lavoratori) anziché svolgere il suo ruolo istituzionale che è quello di orientare le politiche e l'economia nell'interesse di tutto il paese, quindi di lavoratori ed imprese.
Non mi si venga però a dire che è tutta colpa del fatto che non si fa lavorare Governo e Premier perché è un perseguitato: queste sono favole da raccontare ai bimbetti e a quelli ai quali fa parecchio comodo questa situazione di lassismo economico e sociale.
Si è detto, anche Tremonti lo dice, che il neo liberismo senza regole non è liberismo: ebbene il Premier pensi realmente a governare e dedichi effettivamente il suo tempo ad occuparsi delle cose e dei problemi che interessano al paese che è ormai allo sbando se non allo sfascio, poiché non glielo ha ordinato il medico di scendere in politica (o forse glielo hanno ordinato i suoi interessi), ma visto che da anni c'è (combinando ben poco) lasci perdere i suoi vizietti e faccia veramente il mestiere per cui è stato eletto.
Faccia tesoro anche dei drammi a cui assistiamo in questi giorni: Bel Ali, Presidente della Tunisia, dopo 26 anni di carica, se n'è dovuto scappare a gambe levate per aver permesso le stragi di dimostranti che contestano da tempo la crisi di quel paese!!
alle
9:37 AM
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