Dicevo in altro articolo che il Conclave è più veloce a nominare il nuovo Papa della Politica italiana a nominare il nuovo Governo.
I prossimi giorni vedremo l'evolversi della situazione assai complicata per effetto sia dei voti espressi che della legge elettorale che può produrre maggioranze diverse nei due rami del Parlamento pur ottenendo percentuali di voto del tutto analoghe.
In molti sostengano che quelle del Parlamento sono procedure ferragginose, assai lente, mentre quelle della Chiesa sono snelle e producono velocemente risultati.
In realtà, in questa prima fase di avvio di legislatura, le conclusioni su tale confronto non sono per nulla vere.
Infatti la Chiesa prevede che il nuovo Conclave si tenga entro 20 giorni dalla vacazio del soglio di Pietro, ma questa volta ne son bastati 11 in quanto Benedetto XVI ha "abdicato" ponendo fine al suo mandato il 28 febbraio.
In due giorni di Conclave poi ha prodotto la nomina di Francesco I con un meccanismo maggioritario che avrebbe potuto protrarsi per giorni se non fosse stata rispettata velocemente la maggioranza assoluta.
Anche il nuovo Parlamento italiano in 15 giorni si è insediato (i seggi delle elezioni si son chiusi il 25 febbraio e quel mese ha 28 giorni) e sono risultate fuori luogo le accuse degli eletti in M5S quando parlavano di tempo e denaro sprecato.
Un minimo di procedura va rispettata - a maggior ragione con il 60% di neo eletti che devono ovviamente rendersi conto di dove si trovano - e questa peralto prevede tempi stretti per le due prime elezioni dei Presidenti di Camera e Senato.
Sulla scorta di quanto avvenuto in passato non occorre arrivare alle calende greche poichè le procedure prevedono che in due giorni si possa ottenere già il risultato.
Le nomine dei due Presidenti sono cosa delicata, ma le posizioni assunte la prima giornata hanno senso se sono seguite da confronti tra i gruppi parlamentari per raggiungere delle convincenti convergenze.
Il fatto che M5S in coerenza con gli atteggiamenti pubblicizzati sin dalla campagna elettorale abbiano votato propri candidati non ci deve sorprendere; come non ci deve sorprendere che gli altri gruppi, Csx per primo, abbiano preannunciato la scheda bianca quale segno di disponibilità al dialogo.
Poi però il realismo impone che le scelte non possono formarsi per pura casualità - stiamo parlando della seconda e terza carica dello Stato - poichè nemmeno in Conclave ciò avviene, anche se lo Spirito Santo conforta i Cardinali in una scelta che è comunque del tutto terrena.
La maggiore coalizione, quella di Csx aveva ed ha il compito di farsi parte diligente nelle proposte che gli altri gruppi si guadavano bene dal formulare; anzi sembrava il solito giochetto a rimpiattino (a parte il monolitismo di M5S) o il classico gioco di scacchi avendo in mente tutta la filiera elettiva: Presiente Camera, Senato, Governo e Capo dello Stato.
Le cose invece vanno affrontate una alla volta cercando la soluzione migliore e il Csx ha proposto una donna ed un uomo di altissimo livello, non appartenenti ad alcun apparato, talmente indipendenti (anche se eletti nel Csx) che erano perfettamente e tranquillamente eleggibili anche se fossero stati proposti da altra coalizione.
Va riconosciuto al Csx e ai suoi esponenti - non sono Bersani e Vendola, ma anche ai "papabili" che non hanno fatto una piega, anzi - di aver dato un segnale chiaro di piacevole novità.
Hanno costruito nello spazio di una mezza nottata (i quotidiani di ieri non ne facevano menzione) una vera e propria "genialata".
Peggio per chi non l'ha saputa apprezzare come il Prof. Monti (son curioso di sapere se Casini che ne pensa) il quale continua a voler fare l'asso piglia tutto da un lato e lo schizzinoso sui possibili alleati.
In campagna elettorale aveva da ridire sulle possibilità di governo post elettorale (mai con Sel) lanciate da Bersani ed oggi ha da obiettare sul M5S che piaccia o meno è sosteuto da 8,7 milioni di voti.
Per carità tante proposte suno un filino azzardate ed utopiche, ma su altre c'è parecchio materiale su cui lavorare e trovare magari soluzioni covergenti, utili e convincenti (sempre che il suo aventinismo non permanga esageratamente ad oltranza).
Non parliamo del Cdx imbrigliato da suo leader sempre più imbarazzante (veramente stucchevole la sua apparizione ieri in aula con gli occhiali neri neanche fosse il "cieco di Sorrento") che ripropone senza alcun confronto il precedente Presidente della Camera come uomo di bandiera sperando che il buon stellone gli desse una mano come nel 1994.
Peraltro penoso è stato l'intervento di Calderoli e Palma sulla determinazione ed interpretazione dell' art. 4 del regolamento del Senato stoppato da Zanda e stroncato da Colombo (strepitoso nonostante i suoi 93 anni): se si va al ballottaggio - previsto proprio per superare le posizioni di stallo alla elezione del nuovo Presidente - è lapalissiano che la maggioranza non può essere che relativa per cui i voti nulli o bianchi sono ininfluenti ai fini della determinazione della maggioranza!
Il M5S ha tenuto fede alla sua idea nelle prime tre votazioni, ma escluso dal ballottaggio doveva pur uscire dal suo angolo e di fronte a due proposte contrapposte non si poteva permettere che con la sua astensione non venisse eletto quelle che considerava il migliore fra i due.
Non parlerei quindi assolutamente di spaccatura, ma di senso di responsabilità e di pragmatismo perchè se rispettano - come dicono di rispettare - le istituzioni poi nei fatti queste non vanno boicottate.
Bppe Grillo non si deve quindi adombrare più di tanto anche perchè il mandato ricevuto da M5S dai sui elettori e quello di non mischiarsi con il vecchio ceto partitico, ma di votare, se convinti, quelle leggi che rispettano le loro idee.
In questo caso il patrimonio di 54 voti non andava sprecato e così è stato: rispettabilmente parte con bianche e parte con voto si ritiene a favore di Pietro Grasso.
Tutti a pensare ai passi successivi - Cdx e Centro - e non al momento di elezione che sono fatti avulsi anche se assai importanti per la vita del nostro Parlamento.
Certo soprattutto il Presidente del Senato diventa uomo - in pectore -del Capo dello Stato - attuale e futuro, ma proprio per questo non ci si può autocondizionare se il nome proposto è utile al funzionamento della Repubblica.
La settimana prossima si entra nel vivo dell'avvio della 17a legislatura con il tentativo di costruire un nuovo Governo, ma questa è tutt'altra storia che andrà sviluppata con intelligenza e nell'interesse dell'Italia oltre che espressione dei voti espressi dall'elettorato.
Per in tanto un grosso in bocca al lupo di buon lavoro a Laura Boldrini e a Piero Grasso.
domenica, marzo 17, 2013
AVVIO DELLA 17a LEGISLATURA
alle
10:08 AM
0
commenti
mercoledì, marzo 13, 2013
IL RISORGIMENTO DI BERLUSCONI
Di Napolitano ho sempre avuto grande stima e rispetto, a prescindere quindi dall'alto incarico che ora ricopre, per l'impegno e l'onestà intellettuale prestata in tanti anni alla Repubblica.
Ciò nonostante non sempre sono stato d'accordo con le posizioni da lui assunte (per quel che può valere il mio pensiero) nel passato (da quelle degli anni '50 e quelle miglioriste sviluppate dagli anni '70) e questa volta su quelle ben chiare a tutti relative al reciproco rispetto fra le istituzioni, ovvero fra poteri dello stato e suoi componenti, espresse ieri.
Le premesse che hanno portato ai comportamenti indecenti culminati in questi giorni sono ben chiare: Berlusconi ha sempre attaccato i moportamenti di "certa magistratura", cancro della democrazia, che lo inquisiva nonostante fosse stato prescelto dal popolo, non accorgendosi di usare un paradosso visto che il complotto non può sorgere contemporaneamente o quasi nei vari suoi processi che si radicano in tribunali di città diverse e tramite la Giustizia amministrata da uomini/donne diversi.
Questa "certa magistratura" sarebbe a suo dire presente a prescindere dal Tribunale in cui viene amministrata; Da Milano a Roma, da Napoli a Palermo.
Come se, insomma, in ogni Tribunale della Repubblica ci fosse un manipolo a noi sconosciuto di giudici prontiad attaccarlo nel caso in cui gliene presentasse l'opportuità.
Peraltro, se fosse vero, vi sarebbe per forza di cose il placet di tutta la Magistatura e del suo organo di autogoverno, il Csm, presieduto dal Capo dello Stato !
Avrebbe la sfortuna di avere sempre un Pubblico Ministero a lui avverso, seguito da Gip e Collegi Giudicanti dello stesso orientamento.
E più lecito pensare invece che è il suo modus agendi sia troppo spregiudicato a tal punto di infilarsi in situazioni - civili o penali - sulle quali la Magistratura non si può esimere dall'intervenire; per la natura dei fatti accusatori e per denunce di terzi.
La realtà dei fatti è che Berlusconi vuole a tutti i costi fuggire dai processi ed usa tutte le armi possibili per attuare questo obiettivo.
Lo ha fatto con leggi ad personam sia dirette che indirette (alcune cassate dalla Consulta perchè anche quella gli sarebbe politicamente avversa) ed ora lo fa - spregiudicatamente - utilizzando il medico e la piazza.
Ma ancor prima lo ha fatto attuando una lucida strategia alla quale nessuno - nemmeno il Capo dello Stato - può porre alcun argine.
E' un suo diritto di difendersi sia dai processi che nei processi e così - per schivare quelli nei quali potrebbe essere verosimilmente condannato - ha cominciato facendo cadere improvvisamente e prematuramente il Governo Monti, unendo l'utile al dilettevole.
Il dilettevole era la sua ridiscesa in campo, dopo 12 mesi di apparente oblio, per giocarsi la carta elettorale per la sesta volta.
L'utile riguarda il preciso momento scelto per la caduta del Governo Monti poichè, visti i tempi canonici per arrivare alla data delle elezioni e alle conseguenti date di avvio della nuova legislatura, guarda caso, queste date si sovrppongono alla perfezione con le udienze calendarizzate tra i Giudici e gli astuti Parlamentari difensori.
Detta chiara: se la legislatura fosse andata a fine corsa naturalmente (metà aprile) sarebbero arrivate prima le sentenze (programmate per questi giorni) della campagna elettorale, mentre ora, ben pilotata, si è creata una congestione tra i doveri dei Giudici e i doveri del Senatore; basta una manciata di giorni per arrivare "sani" a venerdì 15 marzo e poi se ne riparlerà, forse dopo il 15 aprile.
Tutte cose formalmente lecite per carità, ma qui scatta l'auto difesa ricorrendo al lecito (malattia oftalmica con aggravanti cardio circolatorie) e l'illecito (manifestazioni di parlamentari neo eletti - quindi delle istituzioni - contro il potere giudiziario - anch'esso parte delle istituzioni).
Napolitano ha stigmatizzato questo secondo comportamento (chissa in specie quante volte l'avrà fatto, ma inascoltato), ma invitando altresì alla cautela la Magistratura per consentire il diritto politico all'ex premier, ammette implicitamente anche lui che non crede assolutamente alla manfrina inscenata con l'aiuto del San Raffaele.
Il risultato del tutto prevedibile è che l'ex premier glissa sull'illecito (anzi lo giustifica) e incassa sul lecito.
E su questo rilancia pretendendo un posto al Quirinale per la sua parte politica (se non per sè) ringraziando Napolitano, reo di essere un uomo di sinistra come i suoi predecessori.
Qui mi adombro oltremodo sulla falsità più volta detta: rimando a mente gli 11 Capi della nostra Repubblica, ma di provenienti dalla sinistra ne riconosco solo due: Pertini e Napolitano !
Ma già conosciamo questo signore e conosciamo i suoi comportamenti: durante i tre ultimi settennati ha avuto ben poco da ridire, ma alla fine di ogni mandato ha finto di togliersi sassolini dalle scarpe attaccando il Presidentedi turno per cercarsi spazi - magari per sè - per il mandato successivo.
Gioca quindi spudoratamente sulla doverosa equidistanza e terzietà espressa dal Capo dello Stato ( le strategie spregiudicate non possono giustificare eventuali risentimenti della Magistratura sbeffeggiata e presa in giro) per riproporsi ancora una volta come deus ex della democrazia liberale e salvatore - non già dei suoi interessi - ma della patria.
La vigilanza e la determinazione sono in questi momenti un obbligo da parte di tutti: un uomo così, con tutti i danni da lui commessi oggi, sarebbe una disgrazia per la nostra Repubblica !
alle
2:22 PM
0
commenti
martedì, marzo 12, 2013
AVREMO PRIMA IL PAPA CHE UN GOVERNO !
Battuta scontata ed eventi non confrontabili, ma è certo che probabilmente la Cristianità avrà in pochi giorni il sostituto di di Benedetto XVI e di San Pietro, mentre la nostra Repubblica dovrà con ansia attendere un nuovo Governo scaturito dalle recenti elezioni politiche.
Nel caso della Chiesa è avvenuto un fatto importante - la rinuncia di Papa Ratzinger - molto raro che è occorso l'ultima volta volta sei secoli or sono, mentre in questa tornata elettorale sono emerse novità forti che peraltro sono avvenute nel recente passato più volte, ma non hanno prodotto che danni .
Il Conclave saprà certamente trovare tra i suoi componenti l'uomo di chiesa più opportuno che sappia coniugare al meglio sia l'aspetto ecclesiastico che quello umano.
E qui finisce il paragone, forse decisamente azzardato, perchè l'evento della Chiesa è, al di la delle cause, una operazione di scelta e nomina di "routine" che si perpetua da due mila anni, mentre quello politico è altra cosa.
Infatti se non si parte dai risultati e dalla analisi delle cause che li hanno prodotti è evidente che qualsiasi passo successivo può essere precluso o riservare sviluppi anche inaspettati.
Al di la della legge elettorale vigente, il fatto inequivocabile è che Cdx e Csx hanno ottenuto sostanzialmente gli stessi voti in termini percentuali (con un leggero vantaggio per il Csx), mentre è comparso prepotentemente sulla scena politica nazionale il M5S che ha raccolto la maggioranza relativa dei voti come singolo partito superando se pur di poco il PD, capolista del Csx.
Proprio la legge elettorale attuale azzoppa il Csx (per la seconda volta)per il differente computo dei premi di maggioranza tra Camera e Senato, tanto che non è in grado nemmeno di formare una maggioranza solida per poter avviarsi a governare.
Peraltro se non vi fosse il porcellum, ma una semplice legge proporzionale la situazione sarebbe di puro stallo vista l'impossibilità di convergenze tra Csx e Cdx che non possono avere punti di convergenza su temi che intendono affrontare il modo diametralmente opposto.
Peraltro accordi tra Csx e Centro non sono possibili sia per le diversità di vedute, ma soprattutto per il peso modesto del Centro.
Il M5S ha sviluppato una sua stategia e una sua proposta e su questo si sono coagulati gli scontenti di Csx, di Centro e Cdx.
Il Centro ha fatto certamente autocritica per i suoi risultati - soprattutto esponenti di vaglia come Casini e Fini.
Mentre il Cdx non può ammettere i suoi errori e e li perpetua limitandosi ad aspettare gli eventi e a lanciare una campagna indecente a difesa del suo Leader (mai visto un ex Ministro di Gazia e Giustizia protestare davanti ad un Tribunale insieme a parlamentari)che le sta tentanto tutte per non andare sotto processo, per allungare i tempi ed attendere gli eventi politici prossimi futuri, puntanto chiaramente a raggiungere la prescrizione e l'immunità; si crede un novello "silviopellico", mentre non ha il coraggio di affrontare da uomo i giudizi della Magistratura.
Vedo invece che il Csx non affronta con la dovuta determinazione nè l'analisi nè le soluzioni al problema che si è materializzato prepotentemente con il risultato sorprendente, ma del tutto spiegabile, del' M5S.
Intendiamoci non penso assolatamente che sia stata sbagliata l'alleanza con Sel, nè la scelta di Bersani come leader; se fosse stato scelto Renzi, per le idee un pò centriste e per la rottamazione che non era la soluzione del problema (son stati eletti l'80% dei parlamentari nuovi di trinca) i risultati sarebbero stati del tutto analoghi.
Il risultato rispetto alle elezioni del 2008 con Veltroni leader è stato inferiore sia per percentuali (circa 10 punti) che per voti (meno 3 milioni e più) e questo è spiegato dal fatto che abbiamo attratto voti dal Centro ma ne abbiamo ceduti ben di più al M5S per scarsa credibilità.
Il M5S, con Grillo come deus ex, ha semplicemente puntato su due capitoli ben chiari a tutti: il rinnovamento radicale della politica dei partiti (avemmo dovuto cambiare tutti i nostri candidati e forse non sarebbe bastato) e un programma, da anteporre agli uomini /donne eletti, costituito da provvedimenti chiari e per certi versi anche un pò folli ed utopici.
Evidentemente è stato da noi tutti sottovalutata questa forza nascente e conseguentemente la nostra strategia è stata troppo tranquilla evidentemente, forse per il fatto di non voler cadere in contraddizione con il sostegno dato al Governo o forse perchè non vi era sufficiente convergenza e coesione sui temi da trattare, sulle proposte da effettuare tali da dimostrare una sufficiente affidabilità riespetto a quelle dei contendenti.
Questa strategia - quella del M5S - è nata e cresciuta sotto i nostri occhi; non è stata costruita nello spazio di un mattino come le iniziative del Prof. Monti o del Giudice Ingroia (si è visto il risultato), ma pazientemente e con continuità progressiva durata anni.
Abbiamo visto per le elezioni della Regione Sicilia: Grillo ha attraersato a nuoto lo stretto, mentre c'è ancora in giro qualche folle - non importa di che colore - che pensa al ponte; come dire: Berlusconi tu vuoi il Ponte ? Ma che ponte e ponte: basta una nuotata per attraversare lo Stretto !
Questo non significa dover scimmiottare gli altri leader, ma trovare soluzioni dirompenti e convincenti che lascino sperare e convincere per un radicale cambiamento.
Infatti in Sicilia hanno vinto politici "fuori rotta" come Crocetta e Orlando !
Non abbiamo messo al primo punto il nostro programma con titoli chiari ed anche dirompenti da contrapporre ai competitors, forse temendo di essere scimmiottati, per cui il rinnovamento del Csx è risultato evidentemente meno credibile, quasi a significare la non intenzione a riparare agli errori da noi commessi, dando quindi filo da tessere al M5S.
Forse ancora andavano ammessi con più chiarezza gli errori commessi, indicandone le soluzioni credibili, ma evidentemente si temeva di prestare il fianco a contrattacchi del Centro e Cdx.
Anche ora la decisione sui temi del progamma non sono ancora sufficientemente nitidi e convincenti in particolare con i nostri possibili alleati; se non si convincono loro che hanno fatto della rivoluzione della struttura partitica un cavallo di battaglia, evidentemente grande futuro per questa legilslatura non ne vedo affatto.
Intendo dire che dobbiamo risultare iper convicenti sul cambiamento di rotta per sperare di poter avere una fiducia parlamentare consistente.
Gli otto punti scelti sono certamente importanti, ma ancora una volta su certi temi il salto del fosso non vien fatto e su questo il M5S ci sfida e vince.
Mi riferisco alle sovvenzioni di campagna elettorale da eliminare o alla riduzione degli stipendi ai parlamentari: so perfettamente che ovunque queste esistono, ma la realtà è che in Italia il Parlamento ne ha abusato in modo indecente ( tutti d'accordo naturalmente) per cui è il caso - oggi - di pagare dazio, visto che il M5S ha pure buon gioco a sostenere questa proposta visto che non li può (i contributi) nemmeno ritirare in quanto non ha uno statuto.
Questo modus operandi va applicato anche su altri temi che coincido in parte con quelli di M5S evidenziando le parti che non possono funzionare, le parti follemente utopiche e va soprattutto abbandonata la strategia di sindacare sui fatti personali di Grillo, Casaleggio e parlamentari eletti.
Risultano clamorosi autogol (come quella su politici miliardari quasi a dire che Grillo e Berlusconi pari sono)le recriminazioni sulla inesperienza degli eletti di M5S: italiani conl'anello al naso non è ho mai visti, ma se anche fosse le capacità intellettive del genere umano sono immense; per cui il fatto che riusciranno ad immedesimarsi nella parte con profitto (come del resti tutti i nostri nuovi eletti) è inequivocabile.
Ci si deve confrontare sui fatti e sui fatti dimostrare dove c'è convergenza e in caso contrario qual'è la ricetta migliore.
E' quindi una grande opportunità per l'Italia questo risultato agrodolce delle elezioni politiche poichè potrebbero sortire idee e soluzioni veramente vantaggiose per tutti gli italiani; risultati cioè inaspettati e convincenti ancor più se fossero avanzati dal "solito" e solitario Csx.
alle
6:29 PM
0
commenti
martedì, febbraio 26, 2013
GRAZIE ITALIA: ORA SIAMO A CAVALLO !
Ed ecco che a urne chiuse ci ritroviamo un bel pacchetto infiocchettato con il voto strabiliante conseguito dal Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo.
Certamente è stato sottovalutato, ma alla rabbia, magari interessata che stava montando, non c'era più evidentemente modo di porre alcun argine e rimedio.
Le cose fatte, non fatte o fatte male, restano nella storia recente e non potevano essere fatte perdonare con ulteriori promesse che per i protestarari sono giunte fuori tempo massimo.
Parlavo di incantatore di Sepenti rivolgentomi al Cav. Berlusconi ed ecco che Grillo è risultato invece il pifferaio magico che porta tutti i topini ad annegare.
Il Voto va certamente rispettato ed interpretato per capire che cosa è sato sbagliato dalle altre coalizioni, ma vanno viste anche le prospettive politiche imminenti per il governo dell'Italia.
Una cosa è certa: questo voto di protesta, che pone l' M5S come primo partito di maggioranza relativa, pesca sia nell' elettorato che nel 2008 voto per il Csx che in quello che votò il Cdx.
Gli ex elettori dei due principali schieramenti che li accusano di aver fatto o non fatto determinati atti politici che posso pure non coincidere hanno espresso la loro protesta votando M5S; basti pensare che il Cdx ha perso circa 7 e 6 milioni di voti rispettivamente a Camera e Senato, mentre il Csx ne ha persi 3,7 alla Camera e 2,8 al Senato.
Il fenomeno è speculare in ogni regione per cui le accuse agli ex schieramenti votati nel 2008 risultano speculari sia nelle regioni dove ha vinto il Csx che in quelli dove ha vinto il Cdx.
La "lucida follia" dei votanti il M5S ha certamente tenuto conto di protestare così contro i propri schieramenti di appartenenza originaria, ma il risultato - un voto su quattro - non ha tenuto minimamento conto delle prospettive e delle conseguenze sulla governabilità dell' Italia, vigendo una simile legge elettorale.
Infatti le prospettive, per effetto dei risulati in termini di parlamentari eletti, ci presenta una situazione ancor più complicata di quella avvenuta nel 2008: il Csx ha maggioranza qualificata alla Camera dei Deputati, ma non ha - pur con percentuali analoghe seppur risicate di voti conseguiti - maggioranza assoluta.
La formazione di un nuovo Governo quindi è operazione assai problematica poichè è sui temi convergenti sui quali questa si può costruire e dalle dichiarazioni del M5S gli elementi che hanno prodotto il voto di protesta hanno uno spettro ampio e assai composito.
Andiamo infatti dal rifiuto della legge sulle pensioni, alla legge che introduce l'Imu; dalla legge elettorale alla abolizione dei rimborsi elettorali, dei finanziamenti regionali ai gruppi consigliari, al dimezzamento dei parlamentari e delle loro retribuzioni, alla abolizione delle pensioni ai parlamentari, alla abolizione delle provincie.
Per non dimenticare una nuova e seria legge sulla corruzione, sul conflitto di interessi, sul falso in bilancio, sul salario minimo garantito, sulla legge svuota carceri e su una efficace rilancio delle politiche industriali .
Tutto questo è però condito dallo slogan del "tutti a casa" per cui l'operazione in teoria possibile si complica se non vi sarà disponibilità di confronto sui temi che possono costituire un minimo comun denominatore.
Se a questo aggiungiamo che il nuovo Parlamento deve per prima cosa affrontare ne nomine dei presidenti dei due rami del Parlamento e della nomina del nuovo Capo dello Sato, ecco che le posizioni attendiste di M5S possono costituire un vero grosso problema per la definizione dei primi assetti istituzionali.
Mi sembra del tutto evidente che il Csx dovrebbe essere quello che, per evvetto dei risultati conseguiti, si dovrà far carico di sondare se esistano o meno le possibilità di minimi accordi ed scluderei in modo tassativo che il Csx tenti approcci con il Centro di Monti che non ha la forza per contribuire a raggiungere la maggioranza al Senato.
Men che meno va ricercata la possibilità di una "grosse coalition" con Centro e Cdx perchè abbiamo visto che la sua efficacia, dal novembre 2011 al dicembre 2012, non ha prodotto quello che avrebbe dovuto produre per effetto dei veti incrociati; peraltro i rispettivi bacini elettorali (residui) non lo accetterebbero assolutamente e sarebbe ulteriore causa di protesta successiva alla prima favorevole occasione.
La situazione non è quindi per nulla facile e le prime avvisaglie le vediamo già oggi in Borsa italiana che scende del 4,45% e non sappiamo ancora quale potrà essere l'orientamento del Mercato rispetto alla economia italiana oltre che alla stabilità dell'euro del quale, ci piaccia o meno, facciamo tuttoa parte.
Il Partiti, tutti, si devono prendere le loro responsabilità una buona volta ed anche gli elettori si devono prendere le loro visto che con il voto di è espresso un diritto-dovere, ma il risultato che vediamo davanti agli occhi da indicazioni per il futuro assai complicate non facili da attuare.
alle
9:42 AM
0
commenti
sabato, febbraio 09, 2013
ATTENTI ALL'INCANTATORE DI SERPENTI !
E' finita l'epoca dei sondaggi elettorali: mancano due settimane alle elezioni politiche nazionali per il rinnovo del Parlamento, ma questi danno segnali veramente preoccupanti che dovrebbero far riflettere l'elettorato, anche quello, uno su cinque elettori secondo i sondaggi, che rivoterebbero il Pdl, presieduto appunto dall'incantatore di serpenti On. Berlusconi.
Ancora una volta assistiamo sbigottiti ad una serie di promesse, dopo averne sentite molte altre, per nulla condivisibili, mai attuate.
L'opinione pubblica si deve render conto che farsi abbagliare dagli interventi e soprattutto dar fiducia con il voto significa essere corresponsabili nell'affossare ancor più l'Italia in una situazione economica, politica e sociale ancor più grave di quella in cui si sta trovando.
Cavalcare proposte assurde ed indecenti significa cioè ritrovarsi poi con gli effetti devastanti dove dopo, naturalmente, non è mai colpa di chi le ha fatte.
L'Ici prima casa fu abolita nel 2008 con il bel risultato che quel mancato introito ha messo in sofferenza stato e comuni i quali, nonostante il pseudo federalismo fiscale, non sono riusciti a contenere la spesa corrente, se non quella dei servizi ai cittadini.
Il bel risultato è stato che sottoforma di Imu si è ripagata con il sopraconto.
Ora assistere ad una proposta che ripete pari pari quella del 2008 deve essere sdegnosamente rifiutata.
Invocare la sacralità della prima casa è una assurdità che serve solo a sollecitare concenso a basso prezzo, peraltro ingiustificato.
Basti pensare che sul gettito Imu prima casa, circa 4 mld, la metà è stata versata dall'80% dei proprietari, mentre 2 mld solo dal restante 20%.
Molto meglio quindi una Imu progressiva con una detrazione più alta che solleva dal pagamento i proprietari di abitazioni normali rispettando il principio costituzionale del chi più ha, più da !
Sulla tracciabilità la proposta del nostro bell'addormentato è quella di togliere lacci e lacciuoli per non strozzare il commercio soprattutto dei beni di lusso.
Anche questa è una bufala terrificante poichè dà in sostanza dei magliari ai ceti medio-alti ed alti i quali secondo lui acquisterebbero gioielli, pellicce e Ferrari presentandosi con una valigetta piena di euro o dollari.
Insomma si comporterebbero come un trafficante di droga quanto ritira una partita di coca !
Non parliamo del redditometro che diventerebbe l'occhio indisceto dello Stato nella vita dei cittadini: altra boiata visto che chi non ha nulla da nascondere può, se richiesto, dare le informazioni aggiuntive che l'erario non ha recepito dal Sistema Serpico!
Ne consegue che chi è a posto fa spallucce, ma chi non lo è.... sa come votare !
Aggiungo che Equitalia, costruita dal ministro Tremonti (ricordate ? lo fece per curare diettamente il recupero delle evasioni togliendolo alle banche incaricate) sembra diventata una seconda ghestapo, dimenticando che le procedure di recupero sono troppo stringenti a causa delle disposizioni di legge del Governo Berlusconi, costruite a bella posta perchè è più facile far pagare 100 euro a 50 milioni di cittadini che 50 milioni a 100 cittadini !
Sulla stessa strada stanno le proposte di condoni edilizi e condoni tombali.
Non contento dei danni fatti con iniziative analoghe in passato l'On Berlusconi insiste e persiste nel voler diseducare i cittadini al semplice concetto che le tasse sono un diritto-dovere nei confronti della collettività in cui si vive, per cui chi svicola non può essere premiato con un super sconto che sani le sue malefatte del passato e si predisponga a perpetrarle in funzione di una prossima sanatoria fiscale (nel 2001 Tremonti disse al riguardo che sarebbe stata l'ultima volta, ma poi sìè visto come è andata a finire).
Condoni edilizi perchè? Oltre ai danni di cementificazione condonati in passato, nel 2008 il Governo Berlusconi aveva varato il piano casa per l'ampliamento di un terzo delle potenzialità edificasbili dei fabbricati esistenti. Ed ora ancora condoni nonostante l'enorme edificato vuoto che esiste, graziosamente esentato, nelle intenzioni dell' ex premier, dal pagamento Imu ?
Quanto ai condoni tombali li abbiamo già visti in passato insieme agli scudi fiscali, con il bel risultato che che tutti i proventi del malaffare sono riemersi legalmente pagando una pinzillacchera, talmente piccola che nei primi scudi fiscali veniva trattata come una commissione dalle banche incaricate.
Vediamo peraltro anche con gli scandali di questi giorni, (daMps a Eni/Saipem dove le distrazioni di fondi sarebbero state scudate) come queste iniziative fatte per tirar su tasse abbiano favorito in realtà danni ben più grandi.
Sulla corruzione infatti il Governo Monti ha fatto una leggicchia (meglio poco che niente) proprio perchè il malaffare è in Italia talmente alto e generalizzato che le pressioni per produrre leggi edulcorate pongono vincoli inconfessabili.
Il conflitto di interessi infatti con una nuova ed efficace legge deve servire proprio a questo.
Quando si parla del tema tutti pensano che si voglia mettere la museruola all'On. Berlusconi, ma non è proprio cosi: molti lo sanno a che cosa ci si riferisce, mentre a chi non lo sa va spiegato per bene in modo chiaro.
Per paradosso il conflitto d'interesse che potrebbe coinvolgere l'ex premier è marginale rispetto al fenomeno poichè il conflitto si annida in tutti i gangli della vita economica e sociale del nostro paese.
A partitre dai professionisti che una volta eletti in Parlamento o in altre istituzioni continuano bellamente la loro attività, alle doppie o triple cariche politiche, alle cariche incrociate in soggetti economici, ai passaggi da cariche politiche a cariche amministrative e viceversa(da Fondazioni a Banche per esempio), all'intreccio fra politica e società che fanno capo a comuni, provincie, regioni e Stato.
E giu giu fino ad intrecci malsani anche con le associazioni territoriali dove i rivoli dei sussidi e prebende costituiscono in realtà un fiume inarrestabile di risorse pubbliche.
Per non parlare nella depenalizzazione del Falso in bilancio che costituisce una delle fondi del malaffare e delle fatturazioni in nero ( vanno a beccetto con condoni e scudi fiscali); legge che l'on. Berlusconi ha fatto approvare e oggi non ha il coraggio di ammettere l'errore e ne proporne il ripristino.
Della eleggibilità dei politici a tutti i livelli ovviamente non se ne parla; recentemente è' stata messa una mezza pezza, ma non basta; come non basta il giudizio dei probiviri del partito, Pdl in testa.
Chi è soggetto a indagini e processi non può candidarsi ad un bel niente, non per spirito giustizialista, ma per il semplice fatto che se poi venisse condannato deteriorebbe la funzione e l'instituzione alla quale è stato eletto; abbiamo visto quanti imbarazzi in Parlamento ecentemente e anche che votazioni che smentivano l'evidente realtà.
Domando ? Affidereste le chiavi della vostra cassaforte ad un soggetto denunciato per furto ? Penso proprio di no.
Aggiugo ancora che l'ex premier si è dichiarato recentemente, interrogato sul problema del sovraffollamento delle carceri, favorevole ad una amnistia.
Ebbene il fenomeno è grave e umanamente indecente, ma non ha patrocinato nè sostenuto, una iniziativa parlamentare per trasformare le pene detentive di pochi anni in pene alternative.
In Parlamento ce n'era il tempo, ma gli interessi erano ben altri: ci si doveva preoccupare di fa cadere anzitempo il governo Monti per mire elettorali e personali, mentre ora si propone l'amnistia.
Soluzione innanzitutto diseducativa perchè il condannato deve finire la sua pena, per rispetto della società e delle vittime che hanno patito il reato, per cui è troppo comodo, per poblemi di spazio svuotare indiscriminatamente le carceri (peraltro il piano carceri del Ministro Alfano che fine ha fatto ?).
Eppoi non si propone l'amnistia che cancella reato e pena, ma al massimo si deve proporre l'indulto che calcella solo la pena (residuale).
Ecco: la filosofia è sempre quella (sempre che non ci siano come sopraconto interessi personali del proponente) del lassismo che accontenta i disonesti, mentre per la gente normale ed onesta il tutto si conclude in una grande presa in giro.
Per quanto riguardia poi la Giustizia il tema è buono solo per denunciare la persecuzione da parte dell'ex premier da "certa" giustizia; del fatto che sia stato assolto (anche per decadenza dei termini) che altro è se non Giustizia ?
Insistere a volersi porrre al di sopra della Giustizia umana (per quella divina la vedo un pò dura) affrontandola a male parole mi sembra al quanto diseducativo: basta e conta come ci si sente - non colpevoli naturalmente - per cui questo è elemento sufficiente per sottrarsi in tutti i modi all'istituzione, come in questo periodo dove l'ex premier di è preparato una bella griglia di impegni politici per non presentarsi in tribunale.
Vien da pensar - male al riguardo: non è che ha anticipato la fine della legislatura per svicolare ancora una volta ?
E' come sul tema del lavoro: il nostro incantatore di serpenti per cercare appeal tra la gente imprenditrice propone di esentare dal pagamento dei contributi - assistenziali e pensionistici - gli imprenditori che assumano a tempo indeterminato nuove maestranze (con un rapido calcolo potrebbero essere 4 milioni di nuovi posti di lavoro contro 2,9 milioni di disoccupati).
Intanto domando: questi contributi chi li paga ? Lo Stato e se si con mezzi ? Oppure sottende che questi contributi passino in cavalleria (li ripaga comunque lo Stato in termini di assistenza e pensioni quando sarà il momento)?
Il sostegno alle imprese va fatto in altro modo visto che a lasciarle fare ci ha portato all'immobilismo e alla stagnazione; infatti non hanno saputo apprifittare assolutamente dell'entrata nell'euro che ha prodotto tassi d'interesse assai bassi per cui questa volta gli aiuti devono essere selettivi e soprattutto ex post, accompagnandole anche nelle riconversioni utilizzando i sostegni specifici messi a disposizione dall'Europa.
Peraltro di piani indistriali non se ne sente parlare, di piani di investimenti strutturali nemmeno, ma si cerca di acchiappar voti promettendo i soliti sgravi, le solite promesse di meno tasse per tutti.
Come dire ti prometto un vsntaggio o un aiutino, poi per il resto sai tu ome fare !
L'ex premier è buono solo per gli slogan (più grandi sono più fanno effetto),ma andarli ad analizzare poi si rivelano senza costrutto, oppure una bufala se non di peggio.
In quesi giorni un quotidiano nazionale si è preso la briga di quantificare il costo delle promesse da marinaio del "nostro" relative ad Irpef, Irap, Imu, Iva, ecc; ebbene si tratta di oltre 70 miliardi (contro i ben più modesti 30 circa del Csx e del Centro Montiano), ma non ci dice assolutamente in che modo.
Mentre gli antagonisti di centro e centrosinistra si dannano l'anima per trovare una formula credibile che sia equilibrata e spiegare quanto della manovra potrà essere pagata dallo spostamento di tasse ed imposte e quanto da recupero di efficenza e di risparmio, l'ex premier resta sul vago per cui tutto è possibile anche che ritrovi tutte le fonti semplicemente dalle tasse/imposte ed è a questo punto lecito pensare che c'è il rischio che a pagare siano sempre i soliti noti.
Attenzione è già successo: le manovre finanziarie dal 2001 sono state una montagna di soldi, ma la pressione fiscale è aumentata continuamente (insieme allo stock di debito).
La nostra Italia è in equilibrio instabile per cui i miglioramenti vanno meditati con estrema cautela - senza farsi prendere dall'inguaribile ottimismo dell' ex premier - per cui le mnovre devono essere mirate senza esagerazioni quindi e soprattutto con continuità e conseguenza.
Il nostro paese è diventato il paese delle riforme e controriforme e in questo ambito non ne è mai uscito uno stato con caratteristiche fondamentali migliori; anzi è in progressimo avvitamento laddove una riforma non ha creato vantaggi per tutti, ma ha ci spaccato in due parti non certo equivalenti, dove i vantaggi si sono addensati ancor di più dove già c'erano e sottraendoli all'altra parte.
Riforme "rivoluzionarie" non saranno mai possibili se non si rinuncia a privilegi e a rendite di posizione e non si comprendono le ragioni del nostro prossimo; tant'è che oggi nelle proposte politiche,a fianco dei vecchi populismi, ne emergono di nuovi, mentre non si rafforzano adeguatamente le alternative pur credibili presenti in campo.
C'è chi vuol buttare tutto all'aria per rifondare la nostra Italia (un tutti a casa neanche fossimo all'8 settembre), c'è chi propunga un vero secessionismo forte del fatto che al nord si produce il 70% della ricchezza nazionale (con sprechi, labbiamo visto di recente, conseguenti).
Nel primo caso sembra tanto una scelta di protesta tanto per lavarsi l'anima e nell'altro si pensa in modo stolido al proprio tornaconto non rendendosi conto che senza il centro, il sud e isole che anch'esso consumano, la ricchezza prodotta rimarrebbe in buona parte in mano di chi la crea.
Attenti quindi alle sirene che incantano: quando si vota - e chi si astiene fa scegliere a chi vota - si deve usare cervello, impegno e coerenza !
alle
2:42 PM
0
commenti
sabato, febbraio 02, 2013
SCANDALO MPS E CAMPAGNA ELETTORALE
Sono stato in dubbio per giorni se scrivere sul tema principale, in quanto, pur non essendo parte in causa, ho trascorso una vita in Mps e per lo scandalo che sta progressivamente emegendo dalle indagini divulgate dai media non c'è che da uscirne tramortiti.
Quello che sta emegendo sono operazioni sia di acquisizione che puramente finanziarie che lasciano allibiti, proprio per la cautela e l'accortezza che ha sempre caratterizzato la Banca, vista dal suo interno.
Anche quando le oppoortunità di affari potevano apparire succulente la cautela era d'obbligo (cio nonostante qualche ciufeca - digeribile - si imbarcava lo stesso) e quindi, andavono poste in essere con parsimonia, senza esagerare e magari cercando partners bancari che condividessero il rischio.
Se poi "l'affare" si ripresenta per la seconda volta anche nel caso dell'acquisto Antonveneta, l'operazione va vista con una speciale lente di ingrandimento, proprio per il fatto che se c'è chi la scarta, ci possono essere motivi di rischio latenti o sapraggiunti che giustificherebbero il disimpegno e quindi il rifiuto da parte di Mps.
Nel caso di Mps sembra proprio che questo non sia avvenuto e che l'operazione si sia conclusa senza le necessarie cautele e procedure, peraltro nemmeno previste dalle normative vigenti.
Intendo dire che qualsiasi società quotata che intende acquistarne un'altra quotata deve essere preceduta da valutazioni di soggetti incaricati, data ampia pubblicità, anche in relazione alle fonti da utilizzare per lo scopo, proprio perchè il Mercato le notizie deve averle prima e non dopo e superare infine i placet di Consob e Bankitalia (nel caso siano banche) nonchè di Borsa Italiana.
Nel caso di Antonveneta, società non quotata, questo non è avvenuto perchè non previsto.
Sulle operazioni in derivati poi la meraviglia rimane perchè sono strumenti collaterali all'attività primaria - il credito a privati e imprese - per cui la Banca si protegge, qualora conceda credito a tassi fissi o in divise extra euro, da aumenti futuri che intacchiono cioè i margini d'interesse o di cambio.
Oppure il cliente chiede di proteggersi tramite banca in caso di tassi variabili o cambi da rialzi eccessivi con assicurazioni sul tasso o con coperture a termine sui cambi.
Usare questi strumenti per mero scopo finanziario e speculativo significa uscire veramente dalla propria funzione istituzionale ed infilarsi in rischiosità che non hanno alcuna logica.
E' avidente anche a a chi scrive, che queste procedure sono state poste in essere a livelli accentrati di management (in effetti l'acquisizione di una banca non è cosa di tutti i giorni) e a quei livelli non è poi così chiaro quale sia la competenza e quali siano le possibili frammistioni che verrebbero a nascere senza alcun controllo.
Vedremo le indagini che novità ci porteranno nei possimi giorni perchè mi pare evidente che qualcuno agli alti livelli della Banca stia vuotando il sacco e forse potremo vedere nei prossimi giorni anche azioni decisamente spiacevoli ed eclatanti.
Ma il punto ancor più grave per chi scrive è l'uso veramente scriteriato che l'opinione pubblica fa di questo scandalo, anche in funzione di propaganda elettorale per le imminenti elezioni politiche.
Non si tratta di metter la sordina a nessuno, ma certamente non ci si rende conto (e se ci si rende conto è ancor peggio) che le parole sono pietre e rischiano di insinuare dubbi inesistenti e certezze inconsistenti.
Bene ha fatto quindi il Capo dello Stato Napolitano a suggerire cautela.
Mi riferisco all'assioma tutto elettorale per cui il sostegno a Mps costerebbe quanto è l'Imu versata per la prima casa: innanzitutto è un prestito retribuito a sostegno delle clientela e implicitamente dei dipendenti (stiamo parlando di oltre 6 milioni di clienti in larghissima parte privati e olte 30 mila dipendenti) non della banca in se.
Infatti il prestito, trasformabile in capitale sociale, innalza i i valori patrimoniali di Mps per rispettare i parametri di Balisea II e III e questo serve per consentire l'operatività ordinaria di ogni giorno.
Infatti non è più come un tempo quando si poteva prestare a famiglie e imprese sotto varia forma buona parte della raccolta primaria (depositi, certiicati di deposito, obbligazioni ,ecc), ma occorre avere anche un patrimonio proprio coerente a sostegno (con Basilea III è il 9%) per poterlo fare.
Da Bilancio al settembre 2012 stiamo parlando di oltre 400 miliardi di euro di giro d'affari di cui 135 da raccolta diretta e 145 da prestiti alla clientela (circa metà a medio termine) per cui i discorsi sciagurati potrebbero inceppare - a torto - il meccanismo creditizio che travalica lo scandalo scoppiato in Mps.
Peraltro operazioni di questo tipo sono sorte anche in altri paesi come la Spagna dove il sostegno ben più grande di 10 volte è giunto da parte di Fsfs poichè lo stato spagnolo non ne aveva i mezzi.
Quanto al fatto che lo scandalo sia riconducibile esclusivamente alla parte politica presente da sempre a Siena cioè il PD (un tempo PCI e DC) mi semba proprio una operazione strumentale e semplicistica che conviene smaccatamente a chi la sostiene perchè in realtà, se malaffare c'è stato, questo ha favorito tanti e di ogni colore a dimostrazione che i meccanismi di privatizzazione impostati dalla Legge Amato e dalla Legge Ciampi non hanno prodotto gli effetti sperati visto che la senesità è rimasta ancora forte a Siena, come lo sono rimaste quelle di altre città come Verona, Milano, Torino, ecc.
Peraltro sono sorpreso che per Mps oggi si gridi giustamente allo scandalo, ma quando si compì la grande operazione di privatizzare, mantenendola italiana formalmente, Alitalia, l'opinione pubblica non ha reclamato per il costo dell'operazione (forse perchè l'Ici prima casa era stata tolta) che ammonta a ben oltre i quattro miliardi di Mps; tale costo non ha avuto nessun recupero e da quel che appare la questione non è finita.
Caso mai tornando a Mps è l'insipenza, se non peggio, che ha fatto emergere le falle, ma sotto sotto non è che altrove tutto giri come dovrebbe in quanto gli appetiti delle ammnistrazioni locali sono robusti ovunque.
Il punto debole stà proprio nelle formule di privatizzazione (si legga quella in progetto per la Banca Popolare di Milano) dove la reticenza delle Fondazioni è spiegata, ma non giustificata, dall'entrata di soci privati, accompagnati dal loro bel conflitto d'interesse sul quale pochissimi hanno avuto a che ridire.
La finalità delle leggi era quella di creare delle vere e proprie public company e trasformare le Fondazioni in soggetti che sostenessero la ricerca, la cultura, la formazione, mentre invece in generale sono diventate mira di appetiti da parte della Politica (non solo locale con le prebende che esistono purtroppo ovunque), ma nazionale e di Governo; ci ricordiamo il tentativo del Ministro Tremonti di "saccheggiarle" per rimpinguare le casse dello Stato ?
Questo scandalo è propellente utile a certa campagna elettorale, insieme alla serie di annunciazioni che ci sentiamo propinare ancora una volta dai nuovi e dai vecchi politici (a parte il Csx costretto a rispondere per le rime), utili a sollevare il solito polverone per nascondere la verità agli italiani.
Delegittimare quindi gli avversari di Csx e promettere ancora una volta il libro dei sogni (anche Grillo che sa nuotare e tenere il palco, ma lo voglio vedere con i suoi eletti in Parlamento a scardinare il sistema come dice di voler fare): meno tasse, meno Imu, combattere politicamente la Germania e addirittura minacciare l'uscita dall'auro.
Detta chiara e tonda la proposta significherebbe far passare l'idea che chi ha pensione di 500 o mille euro si arricchisca ritornando ad avere uno o due milioni di lire!
Queste sono idee e proposte veramente folli e destabilizzanti: ancora una volta l'euro dopo aver per anni criticato il concambio a lit. 1936,27 ora minaccia o auspica il lader di Pdl il ritorno alla lira sapendo ma non dicendo che cosa questo implichi.
Significa una enorme svalutazione, significa bruciare risorse e risparmio in modo mastodontico che a confronto il periodo dell' inflazione galoppante degli anni 73/92 sembrerebbe acqua fresca di fonte.
Certo la comunicazione in Politica è importante, ma poi alle enunciazioni devono seguire i fatti veramente concreti menre questa dell'euro- lo sa anche lui - sarebbe un suicidio per tutti.
Chi invece procede cautamente nelle proposte avanzando quelle realisticamente attuabili, dicendo le verità anche scomode passa per politico di poco polso, poco credibile: a quando la maggiore età ?
alle
4:17 PM
0
commenti
sabato, gennaio 05, 2013
SOVRA ESPOSIZIONE MONTIANA
Ecco che dopo le prove di volo del Centro, in pochi giorni la formula sta prendento corpo e fra pochi giorni conosceremo gli schieramenti degli uomini che si presenteranno alle urne per ottenere consenso sulla loro proposta politica.
La vecchia idea che Casini persegue dal 2006 (ci ha messo ben 12 anni per capire che la precedente allenaza era tarlocca) prende alla fine corpo con un capofila, il Premier dimissionario Monti, che dovrebbe costituire un collante eccellente per costruire una alternativa al Centrodestra che si è dimostrato un coacervo inconcludente e dannoso per l'Italia.
Per certi versi questa è una vera fortuna perchè gli orienamenti di parte dell'elettorato che non sono disposti a traghettare il loro voto sino al Centrosinistra rischierebbero di risolversi nel voto populista di Grillo o peggio ancora nell'astensione di massa, già vista recentemente alla regionali in Sicilia.
Non si può dire comunque che il bipolarismo sia una formula morta e sepolta poichè sono gli orientamenti al voto che determinano di volta in volta, su una pluralità di proposte, la creazione di due o più poli e questa volta è probabile che ne vedremo, tra grandi e piccoli, parecchi (oltre che da una diversa legge elettorale non voluta da Udc che insiste sulle preferenze e il Pdl che insiste nel voler nominare i propri candidati).
Saranno le alleanze, se necessarie, a creare schieramenti più compatti perchè saranno le convergenze di programma che le sosterranno.
Quel che non mi aspettavo però è la salita in campo del Pof. Monti con tale determinazione e irruenza che ci fa scoprire un leader deciso e meno garbato di quello che abbiamo conosciuto e a ben pensare, il suo a plomb, non noascondeva cretamente incertezze visto l'operato di qusti ultimi 13 mesi (nonostante le manipolazioni imposte dalla strana maggioranza).
Monti afferma in sostanza che si è deciso a salire in campo riproponendo la parte incompiuta del suo programma e, riscontrando un certo consenso e convergenza da parte di alcune forze politiche, ha completato l'opera ieri con la presentazione dei simboli poichè avrebbe il timore che le cose fatte sino ad ora vengano stavolte da altri schieramenti rendendo vani i sacrifici richiesti agli italiani.
Il premier dimissionario - senatore a vita della Repubblica - con velocità siderale si è trasformato in leader di coalizione usando formule sulle quali certamente l'elettorato rifletterà.
La costruzione è comunque calata dall'alto con la selezione di rappresentanti della società civile e di politici già sperimentati ai quali vengono posti una serie di "tralicci" che porteranno senz'altro a novità non indifferenti; ma questo fatto sarà ancor più importante del progamma stesso perchè sarà la capacità di attrazione dei singoli candidati a contare.
Diversa cosa accade nel Centrosinistra dove la formazione delle candidature nasce sostanzialmente dal basso con l'innesto di alcune deroghe e la selezione di esponenti della società civile che convergano comunque sul programma già scritto.
L'attenzione del ceto politico e dei media è stata mirata sulla formula delle Primarie di Coalizione e quelle di Selezione, più che altro per vedere se questo fatto "rivoluzionario" attuato nonostante il "porcellum" fosse un fallimento o meno.
Con gli ottimi risultati ottenuti chiaramente leggibili dall'opinione pubblica, invece si glissa preferendo sentire le sparate del vecchio premier Berlusconi ed oggi alla novità del premier Monti.
Quel che fa ancor più specie sono gli attacchi che Monti fa al Centrosinistra evidenziando - a suo dire - dei difetti politici che sino a ieri non sono mai stati rinfacciati durante il sostegno parlamentare al Governo uscente.
Che Monti sostenga di essere un moderato non mi stupisce; del resto sia Bersani che Vendola lo sono.
Quanto alle politiche che intenderebbe attuare Monti sostiene di essere radicale soprattuto nell'affrontare le riforme necessarie a modernizzare e rilanciare l'Italia, mentre parte della Sinistra - che altri accusano d'essere radicale - per lui è invece conservatrice.
Siccome non credo al gioco di parole forse è il caso di approfondire come si vorrebbero attuare le riforme in quanto la Sinistra e il Centrosinistra ha dato dimostrazione con i fatti di sapersi adattare ai cambiamenti pretesi dalle altre forze politiche, ma poi nella realtà i fallimenti evidentemente non dipendono da chi ha accettato le riforme, ma da chi le ha fatte male acconsentendo recuperi di alcune componenti economiche che le hanno vanificate o hanno prodotto risultati deludenti.
Sul sistema previdenziale la prima grande riforma risale al Governo Dini - 1994 - accettata e sostenuta guarda caso dal Centrosinistra; a questa ha fatto seguito la riforma Maroni e poi da quella Prodi sino a giungere a quella Fornero, ma nel frattempo gli effetti sono stati vanificati dal saccheggio perpetrato dalle imprese con tutte quelle formule di "accompagnamento" alla pensione il cui iceberg è rappresentato dal problema mastodontico degli esodati.
La necessità di lavorare per più anni e con una nuova formula di determinazione delle pensioni future si è scontrata con l'esigenza opposta del mondo delle imprese che considera vecchi i lavoratori cinquantenni, ma questa pretesa non è stata bloccata costringendo le imprese a investire nella riconversione e riqualificazione delle manodopere.
Sul piano contrattuale i rapporti si sono sempre più "evoluti" partendo dalla marcia dei 40 mila di Torino nel 1980, seguita dall' Accordo Amato/Ciampi del 1992/1994, proseguita con l'intoduzione dei contratti flessibili del Governo D'Alema nel 1998 e per proseguire in quelli del Governo Berlusconi del 2004 e 2010;
ma anche qui i perimetri di rappresentanza e di riforma non hanno sortito gli effetti sperati e duraturi, perchè le novità riformiste introdotte non sono state viste come una oppourtunità di crescita decisa del Pil, ma come uno strumento di riequilibrio dei rapporti di forza e soprattutto come formidabile leva per redistribuire la ricchezza prodotta nel paese.
Per dire: i contratti flessibili hanno dato subito un impulso alla diminuzione della disoccupazione, ma non ha prodotto un allargamento della base produttiva (il Pil è cresciuto dello zero virgola all'anno)ed ecco che ora , alla prima crisi finanziaria seguita da quella economica (è una regola aurea che anche Sindacati e Sinistra conoscono alla perfezione) l'onda di ritorno presenta il conto salatissimo anche in regioni come il Veneto dove la disoccupazione è passata dal 4% al 7% (che beninteso è quasi il doppio) rispetto all' 11/12% a livello nazionale.
Altra occasione persa, e avallata dai governi di Cdx, è l'entrata nell'euro che ha messo a disposizione una grande opportunità costituita dai bassi tassi di interesse, utili sia al minor costo del nostro debito, sia a finanziare la crescita della ricchezza; nella finanza pubblica infatti il risparmio non è stato utilizzato nè per diminuire lo stock di debito nè per investimenti stutturali veramente produttivi di risparmi futuri.
Nella finanza privata invece si è favorita una grande redistribuzione della ricchezza, tant'è che oggi ci si lamenta per la diminuzione dei consumi interni e della crescita della pressione fiscale.
Altri esempi ? La Fiat dal 1980 ha goduto di vantaggi progressivi dissipandoli, ma ogni volta il problema da affrontare era quello dei rapporti con i propri dipendenti: chiedere, ottenere, richiedere, riottenere e così molte volte.
Ebbene oggi il problema di Fiat in Italia - a suo dire - sono ancora una volta le maestranze e le loro forme di aggregazione del tutto legittime, mentre in altri siti evidentemente il problema non si pone non tanto perchè altove i Sondacati siano della mammole, quanto per il fatto che evidentemente l'approccio commerciale e produttivo è diverso a prescindere dai mercati in cui opera: il Brasile non è certo il Canada o gli Usa eppure là la produzione cresce con percentuali significative!
Nel frattempo altra imprenditoria - mi riferisco a quei 60 imprenditori veneti - pensa di espatriare in Austria (non in Australia, in Austria proprio li dietro l'angolo del nostro confine) non già perchè non ne possono più dei sindacati brutti e cattivi, quanto per il costo complessivo della manodopera locale: per uno stipendio lordo di 1500 euro ne spendono 3400 conro i poco più di 2000 in Austria!
Ecco penso proprio che se Monti vuol radicalmente cambiare queste cose, sulla scorta degli errori commessi, è evidente che se crea nuove formule devono nascere nuove forme di accordi che non consentano furbizie reciproche come si è visto sino ad ora.
Del resto anche eventi di questi giorni che riguadano Alcoa o l'Ilva le parti lese sono i dipendenti e queste propestano con buona ragione, ma non sono certo espressione di conservatorismo: caso mai sostengono la conservazione del posto di lavoro che è ben altra cosa !!
Se Monti invece pensa ad una germanizzazione dei rapporti di lavoro, ma non in salsa italiana ovviamente, sempre che l'imprenditoria italiana accetti, vedrà che non troverà ostacoli di sorta, passano ovviamente per il compimento degli articoli della Costituzione sinoda inattuati in materia di lavoro.
alle
12:09 PM
0
commenti