E' vero che l'elettorato va rispettato, ma non esiste un elettorato di serie A (il proprio) ed uno di serie B (quello degli altri) e quindi tale rispetto va preteso, ma allo stesso tempo riconosciuto.
Il M5S è emerso prepotentemente aggregando il voto che intende distinguersi denunciando le malefatte del passato e quelle che eventualmente dovressero emergere nel prossimo futuro.
L'altro obiettivo è quello di prodigarsi per la dissoluzione del sistema partitico tradizionale.
In questo senso coerente è stata la posizione assunta nei contronti dei partiti, a partire da quella tenuta con la coalizione di Csx, detentrice della maggioranza relativa in Parlamento.
I tentativi di allenza lanciati dal Csx hanno trovato un muro compatto di risposta negativa rispettosa della propria posizione enunciata in campagna lettorale e questo ha contribuito, non certo per colpa, alla situazione di stallo politico/parlamentare venutasi a creare per effetto della reticenza del Csx a trovar altre strade.
Lo stallo è proseguito anche sul tema della elezione del PdR laddove il Pd, per divergenze interne, ha bruciato ben due suoi esponenti, mentre il M5S con una formula democraticistica ha scelto il suo candidato proponendo il Prof. Stefano Rodotà.
Peraltro si tratta di un personaggio della Sinistra che che il Csx avrebbe benissimo potuto scegliere ben prima se non vi fossero state appunto divergenze interne che hanno portato poi a chider occorso al Presidente Napolitano.
Dire oggi che il Csx ha snobbato il M5S è uno starnazzamento grillesco privo di fondamento intanto perchè non si comprenderebbe perchè prima si afferma "mai con questi partiti", ma poi si prosegue affermando "votate il nostro candidato Rodotà e poi, forse, faremo qualche cosa con il Governo".
Ritornare sui propri passi non è certo segno di fragilità, ma di pragmatismo per cui se questo va riconosciuto in via di principio, ciò vale per chiunque; stessa cosa quando si accusa il prossimo di fare accordi sulla scelta presidenziale per consentire riverberi sulla nascita del Governo: se vale per il M5S, deve ovviamente, in piena libertà, valere - pur non piacendo - anche per gli altri.
Ogni giorno il leader di M5S ci propina titoli urticanti ottimi per uno spettacolo teatrale, ma che stanno perdendo, giorno dopo giorno, l'efficacia attrattiva d'inizio campagna: Beppe Grillo ha iniziato la morte del 25 Aprile, poi con la mescolanza o minestrone di Governo, ha proseguito con la notte della Repubblica e concluso (sino ad ora perchè le situazioni sono in ebollizzione tenedo conto dell'attentano di stamane a Piazza Colonna) con il club dei mostri (disamina dei vari neo ministri che compongono il Governo di Enrico Letta).
Innanzi tutto vorrei ricordare a Grillo che non ho mai visto il condannato presentarsi al patibolo con corda e sapone, quindi nel momento in cui ci si ritrae da qualsiasi accordo, sostenendo nel contempo che è tutta una farsa perchè gli scopi son ben altri, è molto probabile che questo sia vero, ma anche che sia ob torno collo la strada obbgligata.
Alla formula dell'inciuco ci siamo arrivati, ma qui non è come nella denuncia del crack Parlamat laddove la denuncia, azzeccata, non era interessata; qui ritraendosi sdegnosamente si è fatto di tutto perchè questa fosse la realtà prossima ventura; alla fine - ma lo dimostreranno i fatti - ci saremmo arrivati e così è bello e creato il canovaccio per i giorni a venire.
Perplessità sulla possibile alleanza Csx-M5S ne ho parecchie, ma mi sarebbe piaciuto che questo fosse emerso dai fatti, da degli incontri veri (non sceneggiate in streaming) dove emegessero le divaricazioni che sancissero l'eventuale incomunicabilità politica fra i due gruppi.
E non riguarda certo il modo con cui colloquiare con l'elettorato: ognuno segue la sua forma non si può imporre all'altro di usare esclusivamente la limitativa rete.
Il M5s ha gridato al lupo al lupo per settimane senza cercare di porvi riparo;ecco che il lupo è arrivato ed attaccare subito con i piagnistei.
Di elementi per poter attaccare, ne son sicuro, ce ne saranno a iosa e già ora si grida allo scaldalo per il fatto che verrebbero snobbati dagli eletti da 29 milioni di elettori i 163 eletti dei restanti 8,5 milioni, nella scelta delle presidenze delle Commissioni di Garanzia (Vigilanza Rai e Copasir); intanto non è stato deciso ancora un bel nulla, ma comunque domando a Grillo: che avete fatto per far valere il peso immenso dei vostri elettori in questo caso come nei precedenti ?
Le assegnazioni dei ruoli parlamentare, non è una operazione ragionieristica, ma frutto di dibattito e confronto per lo meno fra i partiti di opposizione ora che la maggioranza s'è trovata (e vota pue lei); invece no per il M5S tutto il mondo fuori e sterco del diavolo per cui non va toccato, nemmeno con le pinze !
Avete scelto la strada legittima di non aver contatti con nessuno come fossero appestati, ma estraniandovi da loro vi siete automaticamente esclusi in un recinto dorato dei duri e puri (come quell'ubriaco che girando intorno ad una colonna toccandola affermava: oddio, m'hanno murato vivo!).
E' importante la denuncia e la contestazione, ma se non si da seguito con la proposta ed il confronto si sterilizzano le forze e le idee nuove che potrebbero migliorare di molto la situazione.
Oggi assistiamo alle moderne "convergenze parallele" e tutti noi, a prescindere dal voto espresso, restiamo con l'amaro in bocca perchè vorremmo tutti che la nostra squadra vincesse in modo inequivocabile; ma nella realtà politica non può essere così perchè noi tutti elettori partecipiamo al gioco ed il risultato dipende quindi da noi.
Ne consegue che le regole costituzionali non possono tener conto delle aspettative elettorali, ma dei risultati e se questi escono in modo da procurar stallo, com'è avvenuto con il voto del 24 e 25 febbraio, è evidente che le regole costituzionali devono consentire soluzioni che consentano alla legislatura di decollare a prescindere da quanto si è affermato e tifato in campagna elettorale.
Chi si ribella ogi all'inciucio è lo stesso che si strappava le vesti contro il ribaltone: parole ad effetto che sfuggono al problema che è quello di governare.
Sull'operato del Csx ce ne son da dire una valanga, ma questo non giustifica l'inconcludenza della forza del M5S che starnazzando perde continuamente battaglie; riuscirà a vincer la guerra ?
domenica, aprile 28, 2013
LO STARNAZZAR DEL GRILLO
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sabato, aprile 20, 2013
PRESIDENTE NAPOLITANO: GRAZIE MILLE !!
Checchè ne dica Beppe Grillo non possiamo che ringraziare tutti il Presidente Napolitano della grande disponibilità che ha dato alla Repubblica Italiana rinunciando ad attuare quanto aveva più volte affermato con convinzione, cioè di voler, alla fine del mandato presidenziale, limitarsi a continuare in Parlamento il ruolo di "semplice" senatore a vita ed emerito.
Il fatto che un ex comunista, insieme ad un altro - suo concorrente - prof: Stefano Rodotà confermino il loro impegno per le Itituzioni deve però farci riflettere non poco sulle incapacità e sulle contraddizioni del ceto politico sottostante, compreso quella parte che per la prima volta, in modo assai consistente, è oggi presente in Parlamento.
Già i risultati elettorali hanno dato le prime avvisaglie che il tempo non aveva maturato politicamente i blocchi storici tant'è che il Cdx ha evidenziato il suo verticismo, peraltro attuato anche dal nuovo M5S e il Csx, in particolare il Pd (Sel si è liberato degli estremismi inconcludenti di Rifondazione Comunista) ha evidenziato la sua fragilità peraltro gia presente nella formula dell Ulivo e successivamente nell' Unione.
Intendo dire che la pluralità di anime di Ulivo prima e di Unione poi da fenomeno positivo si è dimostrato elemento di conflittualità e conseguente fragilità; questo si è pari pari riprodotto nel Partito Democratico che da neo nato non ha vinto le elezioni del 2008 ed ha vinto parzialmente nel febbraio 2013.
In sostanza l'elettorato ha capito quali fossero i suoi punti deboli per cui non l'ha premiato nel 2008 e questa volta ha indirizzato oltre tre milioni di voti al nuovo M5S.
Il Csx è partito in questa legislatura quindi con l'handicap e non ha concluso accordi con il M5S rifiutati perchè aveva fatto della lotta ai partiti il suo slogan principale.
Ha peraltro giustamente rifiutato accordi con il Cdx con il quale non ci sono convergenze per la forte diversità delle ricette per affrontare i temi più impotanti per l'Italia.
Peraltro il Pd non è un partito con struttura verticistica,come Pdl e M5S i cui eletti sono vincolati almeno sino ad ora alle decisioni prese, per cui nelle possibili formule per formare un nuovo Governo esistono come in passato forze centripete che puntavano a soluzioni contrapposte.
La democrazia interna è certamente segnale vivace delle diversità, ma le scelte conseguenti si presentano estremamente fragili proprio perchè per nulla vincolanti.
E' evidente che la struttura del partito va reinventata, ma per il momento, in attesa del nuovo congresso, andavano affrontati i problemi importanti su rinnovo istituzionale con un minimo di strategia e soprattutto di forte coesione.
La fragilità è emersa in occasione della elezione del PdR: la scelta obbligata, visto che il Csx non aveva sin dall'inizio - come nel 2006 - la maggioranza relativa (da usare dopo la terza votazione) del grandi elettori, era
quella di cercare da subito le ampie alleanze per la scelta comune del miglior candidato da porre al voto parlamentare.
Ma proprio perchè vi erano forze contrapposte che prediligevano successivamente - per la formazione del Governo - le une una grosse coalition con il Centro e Cdx e l'altra una alleanza con il M5S, il mandato scaturito e consegnato a P.L. Bersani era troppo generico.
Nel senso che l'ampia alleanza non andava ricercata con tutti i gruppi parlamentari, ma era sufficiente con quelli che ci stavano, utili al conseguimento di una maggioranza assoluta di 2/3.
Peraltro Bersani, in questo caso, avrebbe dovuto iniziare il confronto prima con il M5S ed avuta la risposta che questo avrebbe scelto on line il proprio candidato per le prime tre votazioni, avrebbe dovuto fermarsi e riconsiderare la strategia da porre in essere.
Invece il Pd e il segretario Bersani si sono fatti carico di cercare una rosa di nomi da proporre al Centro e al Cdx scegliendo uomini certamente validi, ma non fuori dagli schemi come avvenuto per la nomina dei Presidenti di Camera e Senato.
Il Cdx ha avuto buon gioco nello scegliere quello più confacente e cosi Marini è stato bruciato al primo turno di votazione.
Ancor più grave, a dimostrazione delle divaricazioni interne del Pd, è stata la scelta dell'esimio Prof. Prodi in un primo tempo deciso all'unanimità sia nella direzione del partito che nell'assemblea dei parlamentari di coalizione, ma bruciato inaspattatamente nella quarta votazione: uno su quattro circa dei votanti ha tradito le scelte fatte precedentemente.
Il bel risultato è l'implosione del Pd che ha prodotto come primo atto le dimissioni di Bersani e non sappiamo, almeno ad oggi, quali potranno ssere le conseguenze effettive.
Non ci dobbiamo scandalizzare sul fatto che vi possano essere scelte diverse perchè scegliere un uomo/donna piuttosto che un altro/a significa affrontare determinate problematiche e scelte in modi diversi, ma quando però esce una scelta ancorchè a maggioranza, deve finire una buona volta il cattivo vezzo che chi non è d'accordo è autorizzato a moversi come meglio crede.
Qui addirittura almeno cento parlamentari non erano d'accordo su Prodi, non hanno detto nulla a chicchessia, ma nel segreto dell'urna è rinato il franco tiratore; se questo servisse ad "aggiustare il tiro" forse potrebbe essere anche comprensibile, ma quando questo produce l'auto affondamento è evidente che le scelte sono ben poco politiche e forse molto più personali.
Sul questo scenario è scattato l'invito a nozze per Cdx ea M5S a sparare ad alzo zero, dimostrando la maggior fragilità di chi ha la maggioranza relativa del peso politico, quando invece dovrebbe essere proprio il contrario !
Il fatto che Bersani abbia rinunciato l'incarico ha prodotto la necessità impellente di trovare una soluzione alternativa che superasse la fase di stallo aggravata dal fatto che la dirigenza Pd non aveva più peso, mentre deteneva la maggioranza qualificata dei votanti.
Per fortuna il Presidente Napolitano, interessato tempestivamente, è ritornato sulle sue decisioni, ed oggi almeno il tassello più importate delle Isitituzioni è andato a posto; ora verrà il bello perchè il PdR riavrà tutti i suoi poteri, e vedremo cosa ne uscirà relativamente al prossimo Governo.
Le ipotesi sono più d'una, ma le più probabili sono un Governo di larghe intese oppure un Governo del Presidente la cui vita comunque non sarà lunghissima, perchè ogni partecipante avrà l'arma del ritiro della fiducia se non verranno rispettati puntualmente i temi di cui si dovrà occupare nell'interesse dell' Italia, individuati nella fase costituente (compreso il contributo dei 10 saggi).
Quanto al M5S dovrà pensare velocemente a che ruolo giocare nei prossimi giorni; parlare di golpe è una bischerata madornale.
Ha puntato sulla distuzione del Pd, ma ammesso che ci sia riuscito (forse si è auto distrutto) questo fatto non gli crea vantaggi per il futuro poichè rivincere su un possibile moribondo produce una mezza vittoria !
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9:50 PM
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domenica, aprile 07, 2013
COSA VUOLE L' OPINIONE PUBBLICA ?
Quanto all'opinione pubblica internazionale è del tutto evidente che si attende dal Parlamento italiano la nascita di un nuovo governo che assicuri governbilità e politiche economiche caute sotto il profilo della spesa e mirate per il rilancio della nostra economia.
Richieste del tutto logiche a prescindere dalle formule che si andrebbero ad applicare nello sviluppo della XVII legislatura, poichè poco importa chi sarà i selezionato, ma importa molto la sua credibilità e le sue capacità.
Quel che si attende l'opinione pubblica italiana è la stessa identica cosa poichè è chiaro che l'immobilismo non piaccia a nessuno, ma chi cavalca questa esigenza e ncessità, fa finta di non sapere che non è cosa semplice sia per le formule che vanno ricercate sia per le soluzioni ai problemi numerosi e delicati che giacciono sul tappeto.
Infatti la stessa opinione pubblica che esige l'avvio a pieno delle legislatura è la stessa che ha manifestato la sua volontà con un voto che ha creato tre blocci (e mezzo) conrapposti per i quali l'inconcialiabilità è la caratteristica più evidente, pronta peraltro a giudicare severamente tutti i passi falsi commessi, ancorchè auspicati.
Una opinione pubblica quindi che a gran voce dite "fate qualcosa" anche tra avversari politici, pronta però a rinfacciarlo alla prossima occasione, come se non fosse la fonte inconsapevole della situazione di ingovernabilità che stiamo riscontrando.
Chi ha votato per il Cdx non ha certo preso in considerazione l'eventualità che si rendessero necessarie intese imprevedibili con gruppi contrapposti.
Chi ha votato per il Csx ha dato certamente mandato per far da soli o al più cercare eventuali, successive e necessarie alleanze con il Centro montiano.
Per chi ha votato il terzo blocco, l'M5S, ha dato mandato di applicare un principio analogo agli altri in forma perentoria: se vinciamo si farà da soli, altrimenti opposizione dura sino a scoprire le contraddizioni, con vizi e virtù, dei partiti esistenti per favorirne l'auto distruzione, la loro liquefazione ai quali sostituirsi alla prossima tornata elettorale.
Porcellum o non porcellum non c'è stato un chiaro vincitore alle elezioni con maggioranza tale da essere in grado di proporre un nuovo Governo che si regga sulle sole forze dei partiti che lo compongono ed ecco la situazione di stallo dalla quale non si riesce ad uscire.
Non tanto perchè non esistano in teoria possibili formule che gli consentano di nascere, quanto per il fatto che, chi più chi meno, ha il terrore di dover pagare alla prima occasione formule non concordate con il proprio elettorato.
Ciò vale per il M5S che rispetta l'impegno "mai con questi partiti" divertendosi con supponenza e prosopopea a minacciare strali contro eventuali accordi Pdl e Pd (la gente protesterà con i bastoni); oppure usando sapientemente le consultazioni in diretta streaming, alternandole con riunioni parlamentari segrete, selezione del prossimo PdR via internet, voto di delega al Governo uscente per il pagamento dei debiti della P.A., pretendendo l'incarico a formare il Governo per dire solo poi chi cercherà di formarlo (procedure mai viste visto che non si tratta di giocare a monopoli).
Un gioco di rimessa vecchio come il mondo perchè cercare (o favorire) contraddizioni negli altri competitori politici poi rende facile l'obiettivo di sparare a palle incatenate contro tutte le possibili soluzioni in cui il M5S non vuol essere presente.
Il Grillo parlante non si pone assolutamente il problema di poter essere accusato di poco senso di responsabilità perchè beneficia di un voto datogli al buio (con coraggio folle se volete) e a chi fa nontare che si attende che il voto dato venga ora usato con più profitto immediato risponde: "se pensavate questo, vuol dire che avete sbagliato a votarci" !!
Lo stesso vale per il Cdx che si è visto sottrarre milioni di voti per aver sostenuto il Governo Monti, ma ciò non di meno il suo Leader - che ha abituato il suoi sostenitori alle promesse incompiute (sostenitori incuranti del fatto che l'azione del Cdx curi più gli interessi del suo Leader e i loro) - insiste in una "santa allenza" negli interessi del paese (e quindi dell'opinione pubblica divisa in tre) .
Sa perfettamente che se riuscisse la sua mossa di proposta di otto disegni di legge per far ripartire l'Italia, gli perdonerebbe anche l'alleanza con il diavolo, anche se l'operazione, come tante altre in passato, si dimostrasse improduttiva (per lo meno c'ha provato direbbero).
Peraltro con questa mossa (non è campagna elettorale futura perchè per il Pdl questa è invece perennemente aperta) spiazza tutti: Grillo, Bersani ed anche il Renzi ,con le loro velleità più o meno apprezzabili.
Questo vale infine e ancor di più per il Csx che rimane soto il fuoco incrociato del Cdx che lo vuole attirare in un abbraccio mortale e il M5S che lo vuole impallinare sia per gli errori commessi in passato, sia allo scopo di distruggerlo, quale ultimo baluardo della vecchia politica, sulle cui ceneri fumanti poter poi costruire la nuova politica.
E certamente comprensibile la sua reticenza ad alleanze di governo, seppur circostritte a pochi titoli, non solo per le reazioni susccessive dell'elettorato (evento già verificato nel febbraio scorso) quanto per il fatto che esiste il ragionevole rischio che i punti concordati non vengano affrontati adeguatamente.
Basti pensare all'esenzione e rimborso Imu prim casa (operazione da 8 miliardi di euro non facilmente reperibili), alla riforma fiscale e all'incompiuta riforma della giustizia sulla quale pende - che sia penale o civile - come la spada di Damocle il classico conflitto di interessi.
Per di più, davanti ad un attonito Vendola, assistiamo agli sgambetti reciproci che registriamo nel Pd dove le varie anime vagano secondo il loro sentire che non è quello di ricercare la soluzione più accettabile e proficua, ma quello di tutelare interessi sia imminenti che di prospettiva.
Non mi riferisco a Franceschini che comincia ad elaborare ipotesi di alleanze complicate e scabrose, bensi a Renzi il quale pretenderebbe di fare il battitore libero, sollecitando gli altri a far qualche cosa, ma tenendosi a debita distanza per non contaminarsi e restare puro come un giglio.
Nei suoi interventi (o non interventi come le sue partecipazioni mute alle riunioni Centrali) parla si al plurale, ma usa il "voi", mai il "noi" come se la situazione di stallo e le possibili soluzioni non fosse anche affar suo.
Come dire: non mi avete dato la maggioranza per la leaderschip di coalizione ed ora arrangiatevi, pronto però a criticare senza ritegno alcuno.
E' nel partito, è Sindaco Pd a Firenze, ha partecipato alle Primarie di coalizione, ha partecipato con suoi rappresentanti alla Primarie di selezione e poi anche alle elezioni ed ora passa a far l'attendista azichè confrontarsi, discutere, proporre all'interno del Pd per contribuire a cercare possibili soluzioni.
Se pensa che per uscire da questo cul de sac non possa sevire anche il suo contributo penso proprio si sbagli di grosso.
Peraltro se avesse vinto le Primarie ed il risultato elettorale, nonostante questo, fosse lo stesso, si troverebbe anche Renzi di fornte al dilemma di doversi alleare con "diavolo" dopo aver fatto campagna elettorale sul "corriamo da soli"!
Se l'obiettivo è quello di fare comunque qualche cosa di efficace per mettere in moto la legislatura ed occorra trovare soluzioni anche "fantasiose" non penso proprio si possa permettere il lusso di attendere il suo turno.
Deve esser chiaro a tutti, quindi anche al Renzi, che se salta il banco, oggi, domani o dopo domani, rendite di posizione non ne ha nessuno perchè si ricomincia tutto d'accapo.
Nel Pd si cercherà il nuovo segretario e sul piano elettorale si ricercheranno - o si scarteranno - alleanze e leadership, si confezioneranno i programmi, nè più nè meno di quel che è successo a partire dal settembre 2012.
Il Pd si cercherà il suo leader nuovo, ma certo non potrà diventare, un partito personale come accade al Pdl o al M5S !
alle
12:27 PM
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domenica, marzo 17, 2013
AVVIO DELLA 17a LEGISLATURA
Dicevo in altro articolo che il Conclave è più veloce a nominare il nuovo Papa della Politica italiana a nominare il nuovo Governo.
I prossimi giorni vedremo l'evolversi della situazione assai complicata per effetto sia dei voti espressi che della legge elettorale che può produrre maggioranze diverse nei due rami del Parlamento pur ottenendo percentuali di voto del tutto analoghe.
In molti sostengano che quelle del Parlamento sono procedure ferragginose, assai lente, mentre quelle della Chiesa sono snelle e producono velocemente risultati.
In realtà, in questa prima fase di avvio di legislatura, le conclusioni su tale confronto non sono per nulla vere.
Infatti la Chiesa prevede che il nuovo Conclave si tenga entro 20 giorni dalla vacazio del soglio di Pietro, ma questa volta ne son bastati 11 in quanto Benedetto XVI ha "abdicato" ponendo fine al suo mandato il 28 febbraio.
In due giorni di Conclave poi ha prodotto la nomina di Francesco I con un meccanismo maggioritario che avrebbe potuto protrarsi per giorni se non fosse stata rispettata velocemente la maggioranza assoluta.
Anche il nuovo Parlamento italiano in 15 giorni si è insediato (i seggi delle elezioni si son chiusi il 25 febbraio e quel mese ha 28 giorni) e sono risultate fuori luogo le accuse degli eletti in M5S quando parlavano di tempo e denaro sprecato.
Un minimo di procedura va rispettata - a maggior ragione con il 60% di neo eletti che devono ovviamente rendersi conto di dove si trovano - e questa peralto prevede tempi stretti per le due prime elezioni dei Presidenti di Camera e Senato.
Sulla scorta di quanto avvenuto in passato non occorre arrivare alle calende greche poichè le procedure prevedono che in due giorni si possa ottenere già il risultato.
Le nomine dei due Presidenti sono cosa delicata, ma le posizioni assunte la prima giornata hanno senso se sono seguite da confronti tra i gruppi parlamentari per raggiungere delle convincenti convergenze.
Il fatto che M5S in coerenza con gli atteggiamenti pubblicizzati sin dalla campagna elettorale abbiano votato propri candidati non ci deve sorprendere; come non ci deve sorprendere che gli altri gruppi, Csx per primo, abbiano preannunciato la scheda bianca quale segno di disponibilità al dialogo.
Poi però il realismo impone che le scelte non possono formarsi per pura casualità - stiamo parlando della seconda e terza carica dello Stato - poichè nemmeno in Conclave ciò avviene, anche se lo Spirito Santo conforta i Cardinali in una scelta che è comunque del tutto terrena.
La maggiore coalizione, quella di Csx aveva ed ha il compito di farsi parte diligente nelle proposte che gli altri gruppi si guadavano bene dal formulare; anzi sembrava il solito giochetto a rimpiattino (a parte il monolitismo di M5S) o il classico gioco di scacchi avendo in mente tutta la filiera elettiva: Presiente Camera, Senato, Governo e Capo dello Stato.
Le cose invece vanno affrontate una alla volta cercando la soluzione migliore e il Csx ha proposto una donna ed un uomo di altissimo livello, non appartenenti ad alcun apparato, talmente indipendenti (anche se eletti nel Csx) che erano perfettamente e tranquillamente eleggibili anche se fossero stati proposti da altra coalizione.
Va riconosciuto al Csx e ai suoi esponenti - non sono Bersani e Vendola, ma anche ai "papabili" che non hanno fatto una piega, anzi - di aver dato un segnale chiaro di piacevole novità.
Hanno costruito nello spazio di una mezza nottata (i quotidiani di ieri non ne facevano menzione) una vera e propria "genialata".
Peggio per chi non l'ha saputa apprezzare come il Prof. Monti (son curioso di sapere se Casini che ne pensa) il quale continua a voler fare l'asso piglia tutto da un lato e lo schizzinoso sui possibili alleati.
In campagna elettorale aveva da ridire sulle possibilità di governo post elettorale (mai con Sel) lanciate da Bersani ed oggi ha da obiettare sul M5S che piaccia o meno è sosteuto da 8,7 milioni di voti.
Per carità tante proposte suno un filino azzardate ed utopiche, ma su altre c'è parecchio materiale su cui lavorare e trovare magari soluzioni covergenti, utili e convincenti (sempre che il suo aventinismo non permanga esageratamente ad oltranza).
Non parliamo del Cdx imbrigliato da suo leader sempre più imbarazzante (veramente stucchevole la sua apparizione ieri in aula con gli occhiali neri neanche fosse il "cieco di Sorrento") che ripropone senza alcun confronto il precedente Presidente della Camera come uomo di bandiera sperando che il buon stellone gli desse una mano come nel 1994.
Peraltro penoso è stato l'intervento di Calderoli e Palma sulla determinazione ed interpretazione dell' art. 4 del regolamento del Senato stoppato da Zanda e stroncato da Colombo (strepitoso nonostante i suoi 93 anni): se si va al ballottaggio - previsto proprio per superare le posizioni di stallo alla elezione del nuovo Presidente - è lapalissiano che la maggioranza non può essere che relativa per cui i voti nulli o bianchi sono ininfluenti ai fini della determinazione della maggioranza!
Il M5S ha tenuto fede alla sua idea nelle prime tre votazioni, ma escluso dal ballottaggio doveva pur uscire dal suo angolo e di fronte a due proposte contrapposte non si poteva permettere che con la sua astensione non venisse eletto quelle che considerava il migliore fra i due.
Non parlerei quindi assolutamente di spaccatura, ma di senso di responsabilità e di pragmatismo perchè se rispettano - come dicono di rispettare - le istituzioni poi nei fatti queste non vanno boicottate.
Bppe Grillo non si deve quindi adombrare più di tanto anche perchè il mandato ricevuto da M5S dai sui elettori e quello di non mischiarsi con il vecchio ceto partitico, ma di votare, se convinti, quelle leggi che rispettano le loro idee.
In questo caso il patrimonio di 54 voti non andava sprecato e così è stato: rispettabilmente parte con bianche e parte con voto si ritiene a favore di Pietro Grasso.
Tutti a pensare ai passi successivi - Cdx e Centro - e non al momento di elezione che sono fatti avulsi anche se assai importanti per la vita del nostro Parlamento.
Certo soprattutto il Presidente del Senato diventa uomo - in pectore -del Capo dello Stato - attuale e futuro, ma proprio per questo non ci si può autocondizionare se il nome proposto è utile al funzionamento della Repubblica.
La settimana prossima si entra nel vivo dell'avvio della 17a legislatura con il tentativo di costruire un nuovo Governo, ma questa è tutt'altra storia che andrà sviluppata con intelligenza e nell'interesse dell'Italia oltre che espressione dei voti espressi dall'elettorato.
Per in tanto un grosso in bocca al lupo di buon lavoro a Laura Boldrini e a Piero Grasso.
alle
10:08 AM
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mercoledì, marzo 13, 2013
IL RISORGIMENTO DI BERLUSCONI
Di Napolitano ho sempre avuto grande stima e rispetto, a prescindere quindi dall'alto incarico che ora ricopre, per l'impegno e l'onestà intellettuale prestata in tanti anni alla Repubblica.
Ciò nonostante non sempre sono stato d'accordo con le posizioni da lui assunte (per quel che può valere il mio pensiero) nel passato (da quelle degli anni '50 e quelle miglioriste sviluppate dagli anni '70) e questa volta su quelle ben chiare a tutti relative al reciproco rispetto fra le istituzioni, ovvero fra poteri dello stato e suoi componenti, espresse ieri.
Le premesse che hanno portato ai comportamenti indecenti culminati in questi giorni sono ben chiare: Berlusconi ha sempre attaccato i moportamenti di "certa magistratura", cancro della democrazia, che lo inquisiva nonostante fosse stato prescelto dal popolo, non accorgendosi di usare un paradosso visto che il complotto non può sorgere contemporaneamente o quasi nei vari suoi processi che si radicano in tribunali di città diverse e tramite la Giustizia amministrata da uomini/donne diversi.
Questa "certa magistratura" sarebbe a suo dire presente a prescindere dal Tribunale in cui viene amministrata; Da Milano a Roma, da Napoli a Palermo.
Come se, insomma, in ogni Tribunale della Repubblica ci fosse un manipolo a noi sconosciuto di giudici prontiad attaccarlo nel caso in cui gliene presentasse l'opportuità.
Peraltro, se fosse vero, vi sarebbe per forza di cose il placet di tutta la Magistatura e del suo organo di autogoverno, il Csm, presieduto dal Capo dello Stato !
Avrebbe la sfortuna di avere sempre un Pubblico Ministero a lui avverso, seguito da Gip e Collegi Giudicanti dello stesso orientamento.
E più lecito pensare invece che è il suo modus agendi sia troppo spregiudicato a tal punto di infilarsi in situazioni - civili o penali - sulle quali la Magistratura non si può esimere dall'intervenire; per la natura dei fatti accusatori e per denunce di terzi.
La realtà dei fatti è che Berlusconi vuole a tutti i costi fuggire dai processi ed usa tutte le armi possibili per attuare questo obiettivo.
Lo ha fatto con leggi ad personam sia dirette che indirette (alcune cassate dalla Consulta perchè anche quella gli sarebbe politicamente avversa) ed ora lo fa - spregiudicatamente - utilizzando il medico e la piazza.
Ma ancor prima lo ha fatto attuando una lucida strategia alla quale nessuno - nemmeno il Capo dello Stato - può porre alcun argine.
E' un suo diritto di difendersi sia dai processi che nei processi e così - per schivare quelli nei quali potrebbe essere verosimilmente condannato - ha cominciato facendo cadere improvvisamente e prematuramente il Governo Monti, unendo l'utile al dilettevole.
Il dilettevole era la sua ridiscesa in campo, dopo 12 mesi di apparente oblio, per giocarsi la carta elettorale per la sesta volta.
L'utile riguarda il preciso momento scelto per la caduta del Governo Monti poichè, visti i tempi canonici per arrivare alla data delle elezioni e alle conseguenti date di avvio della nuova legislatura, guarda caso, queste date si sovrppongono alla perfezione con le udienze calendarizzate tra i Giudici e gli astuti Parlamentari difensori.
Detta chiara: se la legislatura fosse andata a fine corsa naturalmente (metà aprile) sarebbero arrivate prima le sentenze (programmate per questi giorni) della campagna elettorale, mentre ora, ben pilotata, si è creata una congestione tra i doveri dei Giudici e i doveri del Senatore; basta una manciata di giorni per arrivare "sani" a venerdì 15 marzo e poi se ne riparlerà, forse dopo il 15 aprile.
Tutte cose formalmente lecite per carità, ma qui scatta l'auto difesa ricorrendo al lecito (malattia oftalmica con aggravanti cardio circolatorie) e l'illecito (manifestazioni di parlamentari neo eletti - quindi delle istituzioni - contro il potere giudiziario - anch'esso parte delle istituzioni).
Napolitano ha stigmatizzato questo secondo comportamento (chissa in specie quante volte l'avrà fatto, ma inascoltato), ma invitando altresì alla cautela la Magistratura per consentire il diritto politico all'ex premier, ammette implicitamente anche lui che non crede assolutamente alla manfrina inscenata con l'aiuto del San Raffaele.
Il risultato del tutto prevedibile è che l'ex premier glissa sull'illecito (anzi lo giustifica) e incassa sul lecito.
E su questo rilancia pretendendo un posto al Quirinale per la sua parte politica (se non per sè) ringraziando Napolitano, reo di essere un uomo di sinistra come i suoi predecessori.
Qui mi adombro oltremodo sulla falsità più volta detta: rimando a mente gli 11 Capi della nostra Repubblica, ma di provenienti dalla sinistra ne riconosco solo due: Pertini e Napolitano !
Ma già conosciamo questo signore e conosciamo i suoi comportamenti: durante i tre ultimi settennati ha avuto ben poco da ridire, ma alla fine di ogni mandato ha finto di togliersi sassolini dalle scarpe attaccando il Presidentedi turno per cercarsi spazi - magari per sè - per il mandato successivo.
Gioca quindi spudoratamente sulla doverosa equidistanza e terzietà espressa dal Capo dello Stato ( le strategie spregiudicate non possono giustificare eventuali risentimenti della Magistratura sbeffeggiata e presa in giro) per riproporsi ancora una volta come deus ex della democrazia liberale e salvatore - non già dei suoi interessi - ma della patria.
La vigilanza e la determinazione sono in questi momenti un obbligo da parte di tutti: un uomo così, con tutti i danni da lui commessi oggi, sarebbe una disgrazia per la nostra Repubblica !
alle
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martedì, marzo 12, 2013
AVREMO PRIMA IL PAPA CHE UN GOVERNO !
Battuta scontata ed eventi non confrontabili, ma è certo che probabilmente la Cristianità avrà in pochi giorni il sostituto di di Benedetto XVI e di San Pietro, mentre la nostra Repubblica dovrà con ansia attendere un nuovo Governo scaturito dalle recenti elezioni politiche.
Nel caso della Chiesa è avvenuto un fatto importante - la rinuncia di Papa Ratzinger - molto raro che è occorso l'ultima volta volta sei secoli or sono, mentre in questa tornata elettorale sono emerse novità forti che peraltro sono avvenute nel recente passato più volte, ma non hanno prodotto che danni .
Il Conclave saprà certamente trovare tra i suoi componenti l'uomo di chiesa più opportuno che sappia coniugare al meglio sia l'aspetto ecclesiastico che quello umano.
E qui finisce il paragone, forse decisamente azzardato, perchè l'evento della Chiesa è, al di la delle cause, una operazione di scelta e nomina di "routine" che si perpetua da due mila anni, mentre quello politico è altra cosa.
Infatti se non si parte dai risultati e dalla analisi delle cause che li hanno prodotti è evidente che qualsiasi passo successivo può essere precluso o riservare sviluppi anche inaspettati.
Al di la della legge elettorale vigente, il fatto inequivocabile è che Cdx e Csx hanno ottenuto sostanzialmente gli stessi voti in termini percentuali (con un leggero vantaggio per il Csx), mentre è comparso prepotentemente sulla scena politica nazionale il M5S che ha raccolto la maggioranza relativa dei voti come singolo partito superando se pur di poco il PD, capolista del Csx.
Proprio la legge elettorale attuale azzoppa il Csx (per la seconda volta)per il differente computo dei premi di maggioranza tra Camera e Senato, tanto che non è in grado nemmeno di formare una maggioranza solida per poter avviarsi a governare.
Peraltro se non vi fosse il porcellum, ma una semplice legge proporzionale la situazione sarebbe di puro stallo vista l'impossibilità di convergenze tra Csx e Cdx che non possono avere punti di convergenza su temi che intendono affrontare il modo diametralmente opposto.
Peraltro accordi tra Csx e Centro non sono possibili sia per le diversità di vedute, ma soprattutto per il peso modesto del Centro.
Il M5S ha sviluppato una sua stategia e una sua proposta e su questo si sono coagulati gli scontenti di Csx, di Centro e Cdx.
Il Centro ha fatto certamente autocritica per i suoi risultati - soprattutto esponenti di vaglia come Casini e Fini.
Mentre il Cdx non può ammettere i suoi errori e e li perpetua limitandosi ad aspettare gli eventi e a lanciare una campagna indecente a difesa del suo Leader (mai visto un ex Ministro di Gazia e Giustizia protestare davanti ad un Tribunale insieme a parlamentari)che le sta tentanto tutte per non andare sotto processo, per allungare i tempi ed attendere gli eventi politici prossimi futuri, puntanto chiaramente a raggiungere la prescrizione e l'immunità; si crede un novello "silviopellico", mentre non ha il coraggio di affrontare da uomo i giudizi della Magistratura.
Vedo invece che il Csx non affronta con la dovuta determinazione nè l'analisi nè le soluzioni al problema che si è materializzato prepotentemente con il risultato sorprendente, ma del tutto spiegabile, del' M5S.
Intendiamoci non penso assolatamente che sia stata sbagliata l'alleanza con Sel, nè la scelta di Bersani come leader; se fosse stato scelto Renzi, per le idee un pò centriste e per la rottamazione che non era la soluzione del problema (son stati eletti l'80% dei parlamentari nuovi di trinca) i risultati sarebbero stati del tutto analoghi.
Il risultato rispetto alle elezioni del 2008 con Veltroni leader è stato inferiore sia per percentuali (circa 10 punti) che per voti (meno 3 milioni e più) e questo è spiegato dal fatto che abbiamo attratto voti dal Centro ma ne abbiamo ceduti ben di più al M5S per scarsa credibilità.
Il M5S, con Grillo come deus ex, ha semplicemente puntato su due capitoli ben chiari a tutti: il rinnovamento radicale della politica dei partiti (avemmo dovuto cambiare tutti i nostri candidati e forse non sarebbe bastato) e un programma, da anteporre agli uomini /donne eletti, costituito da provvedimenti chiari e per certi versi anche un pò folli ed utopici.
Evidentemente è stato da noi tutti sottovalutata questa forza nascente e conseguentemente la nostra strategia è stata troppo tranquilla evidentemente, forse per il fatto di non voler cadere in contraddizione con il sostegno dato al Governo o forse perchè non vi era sufficiente convergenza e coesione sui temi da trattare, sulle proposte da effettuare tali da dimostrare una sufficiente affidabilità riespetto a quelle dei contendenti.
Questa strategia - quella del M5S - è nata e cresciuta sotto i nostri occhi; non è stata costruita nello spazio di un mattino come le iniziative del Prof. Monti o del Giudice Ingroia (si è visto il risultato), ma pazientemente e con continuità progressiva durata anni.
Abbiamo visto per le elezioni della Regione Sicilia: Grillo ha attraersato a nuoto lo stretto, mentre c'è ancora in giro qualche folle - non importa di che colore - che pensa al ponte; come dire: Berlusconi tu vuoi il Ponte ? Ma che ponte e ponte: basta una nuotata per attraversare lo Stretto !
Questo non significa dover scimmiottare gli altri leader, ma trovare soluzioni dirompenti e convincenti che lascino sperare e convincere per un radicale cambiamento.
Infatti in Sicilia hanno vinto politici "fuori rotta" come Crocetta e Orlando !
Non abbiamo messo al primo punto il nostro programma con titoli chiari ed anche dirompenti da contrapporre ai competitors, forse temendo di essere scimmiottati, per cui il rinnovamento del Csx è risultato evidentemente meno credibile, quasi a significare la non intenzione a riparare agli errori da noi commessi, dando quindi filo da tessere al M5S.
Forse ancora andavano ammessi con più chiarezza gli errori commessi, indicandone le soluzioni credibili, ma evidentemente si temeva di prestare il fianco a contrattacchi del Centro e Cdx.
Anche ora la decisione sui temi del progamma non sono ancora sufficientemente nitidi e convincenti in particolare con i nostri possibili alleati; se non si convincono loro che hanno fatto della rivoluzione della struttura partitica un cavallo di battaglia, evidentemente grande futuro per questa legilslatura non ne vedo affatto.
Intendo dire che dobbiamo risultare iper convicenti sul cambiamento di rotta per sperare di poter avere una fiducia parlamentare consistente.
Gli otto punti scelti sono certamente importanti, ma ancora una volta su certi temi il salto del fosso non vien fatto e su questo il M5S ci sfida e vince.
Mi riferisco alle sovvenzioni di campagna elettorale da eliminare o alla riduzione degli stipendi ai parlamentari: so perfettamente che ovunque queste esistono, ma la realtà è che in Italia il Parlamento ne ha abusato in modo indecente ( tutti d'accordo naturalmente) per cui è il caso - oggi - di pagare dazio, visto che il M5S ha pure buon gioco a sostenere questa proposta visto che non li può (i contributi) nemmeno ritirare in quanto non ha uno statuto.
Questo modus operandi va applicato anche su altri temi che coincido in parte con quelli di M5S evidenziando le parti che non possono funzionare, le parti follemente utopiche e va soprattutto abbandonata la strategia di sindacare sui fatti personali di Grillo, Casaleggio e parlamentari eletti.
Risultano clamorosi autogol (come quella su politici miliardari quasi a dire che Grillo e Berlusconi pari sono)le recriminazioni sulla inesperienza degli eletti di M5S: italiani conl'anello al naso non è ho mai visti, ma se anche fosse le capacità intellettive del genere umano sono immense; per cui il fatto che riusciranno ad immedesimarsi nella parte con profitto (come del resti tutti i nostri nuovi eletti) è inequivocabile.
Ci si deve confrontare sui fatti e sui fatti dimostrare dove c'è convergenza e in caso contrario qual'è la ricetta migliore.
E' quindi una grande opportunità per l'Italia questo risultato agrodolce delle elezioni politiche poichè potrebbero sortire idee e soluzioni veramente vantaggiose per tutti gli italiani; risultati cioè inaspettati e convincenti ancor più se fossero avanzati dal "solito" e solitario Csx.
alle
6:29 PM
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martedì, febbraio 26, 2013
GRAZIE ITALIA: ORA SIAMO A CAVALLO !
Ed ecco che a urne chiuse ci ritroviamo un bel pacchetto infiocchettato con il voto strabiliante conseguito dal Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo.
Certamente è stato sottovalutato, ma alla rabbia, magari interessata che stava montando, non c'era più evidentemente modo di porre alcun argine e rimedio.
Le cose fatte, non fatte o fatte male, restano nella storia recente e non potevano essere fatte perdonare con ulteriori promesse che per i protestarari sono giunte fuori tempo massimo.
Parlavo di incantatore di Sepenti rivolgentomi al Cav. Berlusconi ed ecco che Grillo è risultato invece il pifferaio magico che porta tutti i topini ad annegare.
Il Voto va certamente rispettato ed interpretato per capire che cosa è sato sbagliato dalle altre coalizioni, ma vanno viste anche le prospettive politiche imminenti per il governo dell'Italia.
Una cosa è certa: questo voto di protesta, che pone l' M5S come primo partito di maggioranza relativa, pesca sia nell' elettorato che nel 2008 voto per il Csx che in quello che votò il Cdx.
Gli ex elettori dei due principali schieramenti che li accusano di aver fatto o non fatto determinati atti politici che posso pure non coincidere hanno espresso la loro protesta votando M5S; basti pensare che il Cdx ha perso circa 7 e 6 milioni di voti rispettivamente a Camera e Senato, mentre il Csx ne ha persi 3,7 alla Camera e 2,8 al Senato.
Il fenomeno è speculare in ogni regione per cui le accuse agli ex schieramenti votati nel 2008 risultano speculari sia nelle regioni dove ha vinto il Csx che in quelli dove ha vinto il Cdx.
La "lucida follia" dei votanti il M5S ha certamente tenuto conto di protestare così contro i propri schieramenti di appartenenza originaria, ma il risultato - un voto su quattro - non ha tenuto minimamento conto delle prospettive e delle conseguenze sulla governabilità dell' Italia, vigendo una simile legge elettorale.
Infatti le prospettive, per effetto dei risulati in termini di parlamentari eletti, ci presenta una situazione ancor più complicata di quella avvenuta nel 2008: il Csx ha maggioranza qualificata alla Camera dei Deputati, ma non ha - pur con percentuali analoghe seppur risicate di voti conseguiti - maggioranza assoluta.
La formazione di un nuovo Governo quindi è operazione assai problematica poichè è sui temi convergenti sui quali questa si può costruire e dalle dichiarazioni del M5S gli elementi che hanno prodotto il voto di protesta hanno uno spettro ampio e assai composito.
Andiamo infatti dal rifiuto della legge sulle pensioni, alla legge che introduce l'Imu; dalla legge elettorale alla abolizione dei rimborsi elettorali, dei finanziamenti regionali ai gruppi consigliari, al dimezzamento dei parlamentari e delle loro retribuzioni, alla abolizione delle pensioni ai parlamentari, alla abolizione delle provincie.
Per non dimenticare una nuova e seria legge sulla corruzione, sul conflitto di interessi, sul falso in bilancio, sul salario minimo garantito, sulla legge svuota carceri e su una efficace rilancio delle politiche industriali .
Tutto questo è però condito dallo slogan del "tutti a casa" per cui l'operazione in teoria possibile si complica se non vi sarà disponibilità di confronto sui temi che possono costituire un minimo comun denominatore.
Se a questo aggiungiamo che il nuovo Parlamento deve per prima cosa affrontare ne nomine dei presidenti dei due rami del Parlamento e della nomina del nuovo Capo dello Sato, ecco che le posizioni attendiste di M5S possono costituire un vero grosso problema per la definizione dei primi assetti istituzionali.
Mi sembra del tutto evidente che il Csx dovrebbe essere quello che, per evvetto dei risultati conseguiti, si dovrà far carico di sondare se esistano o meno le possibilità di minimi accordi ed scluderei in modo tassativo che il Csx tenti approcci con il Centro di Monti che non ha la forza per contribuire a raggiungere la maggioranza al Senato.
Men che meno va ricercata la possibilità di una "grosse coalition" con Centro e Cdx perchè abbiamo visto che la sua efficacia, dal novembre 2011 al dicembre 2012, non ha prodotto quello che avrebbe dovuto produre per effetto dei veti incrociati; peraltro i rispettivi bacini elettorali (residui) non lo accetterebbero assolutamente e sarebbe ulteriore causa di protesta successiva alla prima favorevole occasione.
La situazione non è quindi per nulla facile e le prime avvisaglie le vediamo già oggi in Borsa italiana che scende del 4,45% e non sappiamo ancora quale potrà essere l'orientamento del Mercato rispetto alla economia italiana oltre che alla stabilità dell'euro del quale, ci piaccia o meno, facciamo tuttoa parte.
Il Partiti, tutti, si devono prendere le loro responsabilità una buona volta ed anche gli elettori si devono prendere le loro visto che con il voto di è espresso un diritto-dovere, ma il risultato che vediamo davanti agli occhi da indicazioni per il futuro assai complicate non facili da attuare.
alle
9:42 AM
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