Due sono i fatti gravissimi - gli ultimi ma non gli unici - per i quali oggi i quotidiani danno ampia informazione.
Il primo è il modo in cui si sono svolte, per la seconda volta dopo la caduta di Sadamm Hussein, le elezioni in Iraq; infatti le elezioni da un lato si sono svolte con ampia affluenza di massa anche sunnita, ma dall'altro sono eccheggiati i colpi degli attentati, tenuti sotto controllo dall'esercito iracheno.
Il fatto che uno questo stato si sia liberato di una dittatura - con l'intervento militare esterno - farebbe supporre che la ricostruzione politica,economica e sociale dovrebbe ampiamente recuperare gli anni bui e pur con il confronto politico implicito - anche aspro - ci si aspetterebbe una situazione interna pacificata; così putroppo non è e le radici di ciò stanno nel fatto che le vittoria sulle oppressioni dei popoli invece di enerare pacificazione, genera ancora violenza.
E' in sostanta l'arroganza del potere dittatoriale, ma ancora prima, quella dell colonizzazioni che hanno seminato il germe della violenza tanto da utilizzarla spesso come modo di lotta all'interno di una comunità che va a cercare le differenze etniche, o religiose, per pertetrare le nefandezze subite nel passato.
Anche in altre realtà si verifica questo come in Akghanistan dove i tentativi di oppressione subiti nel passato dal Regno Unito all'Urss hanno generato e e perpetrato in questi popoli fieri il germe della violenza come unico o quasi sistema per regolare il confronto politico, sociale ed economico al suo interno.
Le oppressioni di un tempo hanno generato violenza quindi ed anche un livello di vita misero che continua ad affamare queste genti.
Il secondo riguarda l'ennesima strage avvenuta in Nigeria.
Altro popolo oppresso dal colonialismo, dalla violenza e dalla fame che, indipendente da anni, continua a perpetrare la violenza come strumento di "organizzazione" politica dello stato sfoderando magari le differenze religiose per continuare a commettere le indegnità patite per effetto di interventi esterni nel passato.
Sarebbe logico pensare che la liberazione dalla arroganza di una dittatura o dal colonialismo dovrebbe produrre una azione di recupero di quanto patito affinchè questo non debba più accadere, mentre invece questi "folli insegnamenti" continuano e si trasformano in intolleranza violenta.
E' vero che ogni libero stato dovrebbe esere l'edificatore del suo futuro, prospero per tutti, ma la grande responsabilità delle potenze economiche europee è quella di aver praticato l'arroganza che si sta sempre più trasformando in intolleranza violenta.
Il passaggio alla libertà non è facile perchè non è facile riorganizzare autunamente uno stato, ma la fase di assestamento dei nuovi stati continua a non arrivare ed ormai sono parecchi decenni che riscontriamo una escaltion spaventosa, tanto che la convivenza è sempre più difficile e pericolosa rispetto al passato post liberazione.
Questo perchè non sono sbocciati gli anticopri della tolleranza e della convivenza civile; anzi questa continua a non esserci per cui ci troviamo di fronte a situazioni politiche,sociali e economiche per nulla stabilizzate.
Occorre dire anche che di casi come questi ce ne sono ovunque sia in Africa che in Asia e Sud America e che soprattutto l' Europa non se ne rende conto, anzi il germe dell'arroganza rimane ancora al suo interno.
Lo possiamo riscontrare negli atteggiamenti non più fra stati europei - sempre più aggregati nella Ue - ma verso le migrazioni che ci stanno facendo diventare stati cosmopoliti e multirazziali.
Ci siamo cioè dimenticati di quando ci siamo integrati in vario modo nelle americhe (abbiamo fatto i colonizzatori, ma anche gli emigranti)per cui non sappiamo trattare adeguatamente questi processi sociali, economici ed anche politici ora che non siamo più gli accolti, ma coloro che accolgono.
Anche nel nostro piccolo, in Italia, l'arroganza aleggia, un pò dovunque sia verso la migrazione che riguarda qualche milione di tranieri, sia tra gli italiani per le loro rifferenze politiche; c'è vivamente da augurarsi che non riemerga l'intolleranza perchè non è assolutamente certo che il senso di auto regolamentazione dei rapporti rimanga esclusivamente all'interno dei confronti dialettici.
lunedì, marzo 08, 2010
DALLA ARROGANZA ALL'INTOLLERANZA
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11:08 AM
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venerdì, marzo 05, 2010
I COMPLOTTI DEI... MARCHESI DEL GRILLO
Ricordo che quando molti anni or sono feci l'esame nella mia azienda per passare alla carriera direttiva, nei vari corsi di formazione propedeutici alla assegnazione degli incarichi operativi, due erano le principali cose che ci venivano insegnate:
- la prima che non esiste delega senza controllo
- la seconda che la carica non fa automaticamente "potere" perchè quello te lo devi guadagnare ogni ogni giorno che il Padreterno mette in terra.
Sulla prima questa maggioranza sta dimostrando ogni giorno di non saper confezionare per bene nessuna iniziativa perchè o viene ripresa alla promulgazione delle leggi o viene ripresa successivamente dalla Consulta; oppure le attese su qualche iniziativa si rivelano ben poca cosa (robin hood tax ?).
Non parliamo poi delle iniziative operative dove le pur egregie cose attivate si sono rivelate un dispendio inaccettabile di risorse con l'intromissione del malaffare senza che nessuno se ne sia accorto, ovvero con la chiara compiacenza che prosegue speditamente il malgoverno dei decenni passati.
Certo errare è umano, ma è pure umano rispondere assumendosi le proprie resposabilità, ma ecco che invece si attiva lo sport nazionale cioè quello di trovare ovunque e comunque una scusante o attribuire la responsabilità agli altri: una volta il Presidente della Repubblica, poi la Magistratura, poi la Consulta e via discorrendo (non sono stati ancora tirato in ballo il terremoto o le pioggie insistenti).
Si parla tanto poi di modernizzazione del paese ma al malaffare si aggiungono le malefatte (nel senso di far male le cose) come può avvenire con le iniziative di l'Expo 2015 oppure rimpinguare il numero delle provincie (altre 20 pronte da sfornare)con relative amministrazioni che nel loro complesso costano agli italiani - con grande dispendio di risorse -nel complesso circa 14 milardi l'anno (l' 1% del Pil !).
Sulla seconda poi la chiave di volta è il consenso elettorale ottenuto che dovrebbe giustificare qualsiasi azione politica, mentre invece è proprio l'ampio consenso popolare che deve imporre una azione politica efficace; quando questo non avviene, come possiamo riscontrare molte volte, sia in questa legislatura che anche in quella 2001-2006 ecco la discesa in campo del complotto che si aggirerebbe a tutti i livelli e in qualsiasi occasione.
Insomma, nei posti di lavoro (il capo) e nelle squadre di calcio (l'allenatore) vige la logica regola che se non portano risultati vengono sostituiti, mentre in campo politico a questa maggioranza basta invocare il complotto ( come tirare in ballo l'arbitro cornuto ) ed ecco che tutto come per incanto viene giustificato e motivato.
La vicenda delle liste elettorali - con errori formali o sostanziali lo deciderà la magistratura - che rischiano di non far presentare candidati di spicco dei principali partiti (per fortuna circoscritti alla provincia di Roma e alla regione Lombardia), viene cavalcata ancora una volta inneggiando al complotto, all'attaco alla democrazia, all'impedimento del voto a milioni di elettori di Centrodestra e Lega.
I ragli del Centrodestra e Lega sono ancora più alti perchè questa volta la frittata fatta è parecchio grossa perchè se le funzioni giudicanti i ricorsi (Tar, Consiglio di Stato, Cassazione) non sciogliessero le sospensioni, non c'è purtroppo nessun rimedio possibile (nonostante il premier o la Polverini "non molli") ed obbiettivamente il fatto che in alcune zone importanti partiti non si misurino con le elezioni non è un bel vedere.
Non è un bel vedere per gli elettori - potenziali - che una buona volta debbono aprire gli occhi, lasciando da parte le ideologie che solo i partiti del centrodestra e Lega coltivano, e presentare una buona volta il conto.
Non è un bel vedere soprattutto per questi partiti stessi che si vantano delle loro maggioranze, della loro abilità del fare, dell'essere i partiti dell'amore, ma poi non son capaci di confezionare le cose più semplici, squagliandosi come neve al sole.
Dell'umiltà di ammettere i propri errori naturalmente non se ne parla nemmeno; anzi nelle segrete stanze sia ammettono gli errori accusandosi a vicenda sino scorticarsi, ma poi in pubblico tutti uniti questi Marchesi del Grillo a gridare al cielo cercando di coinvolgere pure il Presidente Napolitano.
Se ricordate Alberto Sordi ne "il marchese del Grillo" questi sosteneva la sua forza economica e di potere politico gettando al popolino monete arroventate, facendo il bello ed il cattivo tempo per cui i suoi servi soggiacevano ai suoi orari di sonno o alle sue voglie, oziava e sbevazzava a destra e a manca e si metteva in bella mostra tra la nobiltà papalina sgangherata.
Era pieno di sè; si considerava er mejo fico del bigoncio con quel suo "....io soh io e voi un siete un cazzo", ma poi fu proprio lui la causa della caduta del Papa catturato dalle truppe napoleoniche!
Ecco di machesi del grillo nella maggioranza di centrodestra e Lega ne stanno emergendo a bizzeffe (tra premier, governatori e ministri) sempre più tronfi della loro forza elettorale: speriamo che non provochino danni maggiori di quelli che stanno già causando !!
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3:30 PM
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mercoledì, marzo 03, 2010
DITTATURA DI MAGGIORANZA
Non penso assolutamente che la politica di questo secolo debba seguire criteri paludati e manierosi che possono aver interessato quella dei secoli scorsi, ma mi diventa sempre più inaccettabile quella che da qualche lustro possiamo riscontrare ogni giorno.
Ritengo infatti che la lotta, lo scontro o il confronto politico debba essere il più chiaro possibile, libero da orpelli di maniera, ma allo stesso tempo debba seguire un logica di coerenza e di rispetto reciproco, principi che, appunto, vengono sempre meno rispettati.
Innanitutto la maggioranza - pro tempore vigente - ha il diritto e dovere di governare, ma non è un vantaggio politico che possa ingessare i rapporti di forza per cui, una legislazione, sia essa nazionale o locale, non può essere cristallizzata per cinque anni senza ch l'opposizione del momento quindi non possa confrontarsi o scontrarsi sulle cose da fare, poihè la maggioranza passa ma il paese e i suoi cittadini restano.
In tal senso le maggioranze di centrosinistra, peraltro non certo solide (sia a livello nazionale che locale), sono state messe molto spesso sulla graticola anche in modo strumentale poichè gli spessi temi sono stati poi rispolverati dal centrodestra trovando delle soluzioni del tutto simili; penso al caso Alitalia risolto comunque con l'entrata di Airfrance/Klm nella sua compagine sociale e al progetto di scorporo della rete telefonica da Telecom alla quale si sta lavorando in questi giorni.
Di questo comunque non mi scandalizzo perchè questa è l'agone politica con tutti i suoi rapporti di forza.
Quel che non mi piace invece è che quando il ruolo istituzionale di "fustigatore" passa al centrosinistra ecco che il centrodestra si strappa le vesti inneggiando al diritto di agire politicamente in forza del consenso ottenuto anzichè delle idee di azione politica che si vogliono mettere in campo.
Inneggiare quindi al fatto che l'opposizione non faccia governare perchè in buona sostanza esercita il suo ruolo è una ammissione di colpa e di debolezza, l'ammissione di non avere idee ed azione politica da trasformare in opere concrete.
Quel che è più grave comunque è che questi atteggiamenti anticipano e giustificano le dichiarazioni della attuale maggioranza, formulate sia dal Premier che da numerosissimi esponenti di governo sia nazionale che locale, che minano alla base le regole principali di una moderna politica entrata ormai dell'uso comune.
Un Premier che per scopi esclusivamente di immagine ed elettorali, continua ad attaccare chiunque possa costituire un intralcio al suo ruolo e alla sua funzione, lascia veramente perplessi ed attoniti; esagerare nei termini come la politica fosse la reclame di un dentifricio significa certamente dissacrarla, ma allo stesso tempo demonizzarla e questo alla lung non porterà giovamento nemmeno a chi pratica queso comportamento.
E' ormai 15 anni che sentiamo sempre gli stessi slogan tanto che questi appaiono sempre più logori da un lato e sempre più cristallizzati dall'altro, ma vantaggi per chi li pratica, alla fine non se ne vedono, se questa maggioranza, pur ampia, prosegue con un certo affanno.
Lo slogan sui comunisti che costuirebbero un gravissimo pericolo, per esempio a ben vedere dovrebbe far sorridere e non preoccupare, intanto perchè con la caduta del muro di Berlino i partiti comunisti si sono squagliati un po dovunque eppoi, con la maggioranza così importante del Centrodestra (Lega inclusa), dovremmo pensare che i tanti elettori del Pci, DC e Psi siano ormai stabilmente migrati proprio al suo interno.
Insomma se il pericolo esiste è principalmente al suo interno !
Stessa cosa si potrebbe dire sullo slogan relativo al brogli elettorali quando il Ministro dell'Interno apparteneva alla maggioranza di Centrodestra, sperano che l'alter ego di Centrosinistra non venga perseguitato per non aver evitato il voto mafioso su un candidato al seggio estero!
Quel che è più grave comunque sono gli attacchi al - nell'ordine - Pesidente della Repubblica, Consulta, Magistratura e via a scendere colpevoli di mettersi di traverso su qualsiasi incidente potesse occorre alla maggioranza in carica, al suo Premier o a suoi Ministri, Sottosegretari, Parlamentari, Commissari, ecc.
Sostenere che contro una maggioranza regolarmente eletta vi sia una "cupola" eversiva che la condiziona e le impedisce di agire appare francamente puerile e soprattutto controproducente.
Infatti sarebbe l'ammissione della propria incapacità (come dire in un incontro di box perso che la colpa è del più forte e non del più debole) perchè se, per paradosso così fosse, queste cose si denunciano, assumendosene la responsabilità, con un bel impeachment contro il Presidente della Repubblica piuttosto che contro la Consulta e via dicendo.
Se invece questo è uno strumento per attrarre consenso o mantenerlo ecco che il gioco veramente sporco rischia di incancrenire la convenza civile e politica sostituendo alle vecchie ideologie ormai morte e sepolte una neo ideologia che potremmo definire la "dittatura di maggioranza".
Non è poi vivamente accettabile - in una repubblica parlamentare perfetta - che una istituzione attacchi - senza cognizione di causa - u'altra istituzione poichè deteriorerebbe ed indebolirebbe tutta la struttura istituzionale costituzionalmente prevista.
Le parole poi sono pietre per cui non è accettabile - nemmeno nella dialettica politica - accusare un'altra istituzione di essere di parte come accaduto troppo ormai troppe volte, quasi a stuzzicare queste istituzioni per farle scendere al livello di scontro appunto istituzionale.
Sarebbe quindi definibile come una azione di destabilizzazione dello stato del quale tutta l'opinione pubblica - anche quella che vota per il centrodestra - si deve rendere conto e trarne le conclusioni e le dovute attenzioni.
Nella realtà poi questo atteggiamento si sta generalizzando anche a ministri della repubblica i quali sempre più seguono il "canovaccio" steso dal Premier, come sta avvenendo anche in queste ore relativamente ai problemi di regolarità sulla presentazione di qualche lista in duev regioni.
Anche qui non esistono errori giustificabili ed errori non giustificabili: esistono errori rimediabili ed errori irrimediabili e questi dipende da li ha commessi, non da chi li ha riscontrati.
Nella sostanza quindi se gli errori commessi sono rimediabili (come una firma mancante purchè non sia di un deceduto, o di un simbolo troppo simile ad altro che va modificato anche nell'interesse di chi lo presenta, ecc) bene se invece gli errori irrimediabili non si può ragliare al cielo - o contro la solita Magistratura divenuta il polo magnetico di tutte le disgrazie del centrodestra - invocando il diritto degli elettori al voto; non è così perchè il diritto al voto nessuno lo tocca, mentre il diritto a presentare la lista dipende dal fatto se questa è stata presentata regolarmente o meno!
Attenzione quindi agli atti ed alle parole: un Premier o un Ministro della Repubblica che parlano di attacco alla democrazia da parte di una istituzione della nostra repubblica che svolge il ruolo datole è un esercizio assai pericoloso che si può trasformare in un sonoro boomerang .
Oppure si può infatti innescare una deregulation generalizzata dove tutti son contro tutti tanto da minare alle fondamenta la convivenza civile ed arrivare, pur di aver potere, a situazioni drammatiche che il nostro paese ha purtroppo già vissuto amaramente in passato.
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5:11 PM
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lunedì, marzo 01, 2010
RIFLESSIONI SUL VOTO DI FINE MARZO 2010
Il Premier Berlusconi in questi giorni ha affermato che il voto nelle 13 regioni costituisce un elemento di carattere politico che va letto in seguenza ai risultati delle passate elezioni politiche dl 2008 e delle Europee del 2009.
E' la scoperta dell'acqua calda poichè tutte le elezioni hanno valenza politica anche se, se i risultati dovessero apparire divergenti, non significa che la maggioranza di governo nazionale ne debba risentire politicamente; anzi questo è già successo nel 2005 ed il segnale politico è stato utile al Centrodestra e Lega per correggere l'azione sino a rasentare nuovamente la vittoria nelle politiche del 2006.
Caso mai ci potrebbero essere riposizionamenti dei partiti di coalizione del cdx e questi si, potrebbero cambiare i rapporti di forza all'interno della maggioranza di governo.
Da sondaggi apparsi sulla stampa oggi, casomai, altre sono le riflessioni da fare poichè sembrerebbe che le intenzioni di voto esprimano una sostanziale cristallizzazione della volontà elettorale.
Ecco perchè il Premier mette le mani avanti sostenendo che ha maggior importanza la quantità di voti che si raccoglieranno a fine marzo piuttosto che le vittorie regionali più o meno ampie.
Vorrebbe in sostanza dire che se su 13 regioni il cdx/Lega vincensse nuovamente solo in due iol rusultato sarebbe meno bruciante poichè si da per scontato che le regioni vincenti sarebbero Veneto e Lombardia, quelle cioè con maggior fetta elettorale (relativa).
Sarebbe una vittoria di Pirro perchè non si può barattare la supervittoria in due regioni contro la perdita (nuovamente) del governo delle restanti 11.
Scorrendo i dati percentuali comunque emergono doverosamente diverse considerazioni.
Innanzitutto il sistema delle alleanze non è identico nelle varie regioni e questo può dare maggiore o minore effetto ai risultati; penso all'Udc per esempio che in alcune corre da sola, in altre si allea con il centrosinistra ed altre con il centrodestra (non scordiamoci che per le regionali non occorrono ballottaggi).
Il fronte del centrodestra e Lega dalle attese di voto riscontrate, sostanzialmente stabili con possibili variazioni al suo interno, ci fanno capire che i numerosi scandali di ogni tipo avvenuti nell'ultimo anno non sono sufficienti per cambiare in modo signoficativo l'orientamento dell'elettorato di riferimento poichè esistono almeno tre vie di fuga o alternative.
La prima, viste le preferenze possibili nel voto privilegiare i candidati dell' ex An a scapito degli Azzurri; la seconda spostare il voto sulla Lega ed il terzo, non intendendo ritornare sui propri passi, passare alla astensione.
Stando ai sondaggi che cosa impedisce di tornare sui propri passi?
A mio modo di vedere la risposta si trova nella composizione assai articolata dei partiti di opposizione.
Il loro numero può spaventare sia chi già li vota e ancor di più spaventa chi potrebbe tornare teoricamente a rivotarli dopo parecchi anni.
Quello che attrae nel centrodestra/Lega è la coesione ancorchè apparente per cui riposizionarsi sui "vecchi" partiti si può temere ragionevolmente di favorire coalizioni poco coese ed inconcludenti come dimostrato nel recente passato.
Il progetto dell'Ulivo prima e dell'Unione poi non erano di per se negativi, ma la loro maturazione giorno dopo giorno non ha creato consolidamento anzi ha prodotto uno sgretolamento finito come sappiamo nel 2008 e questa fragilità una parte dell'elettorato che ha voltato le spalle non l'ha perdonato.
E anche vero però che le intenzioni di voto sono assai aggregate, mentre le coalizioni nelle varie regioni sono più articolate per cui la disarticolazione del fronte della attuale opposizione potrà apparire meno ampia e i risultati molto più soddisfacenti.
Anche su questo fronte comunque può serpeggiare il partito dell'astensione soprattutto perchè l'elettorato che non intende cambiare schieramento, può non trovare soddisfazione in alleanze che hanno fallito in passato e che sono inermi difronte allo strapotere della attuale maggioranza.
Questa campagna elettorale comunque costituisce una grande occasione per amplificare le contraddizioni della maggioranza, per mettere a nodo la sua vera e reale inconcludenza.
Costituisce soprattutto una grande opportunità di proporre programmi credibili e convincenti sulle cose da fare veramente nell'interessi della collettività tutta, nella creazione di allenze stabili, nella creazione di meccanismi utili per favorire una nuova classe dirigente.
L'amministrazione di una regione è infatti utile per creare nuovi modelli, nuovi programmi politici che seguano le pecuiliarità delle regioni appunto, ma allo stesso tempo una sorta di prova generale da riproporre a livello nazionale.
Temi come l'energia per esempio possono essere proposti a livello regionale (già avvenuto in Puglia) ed essere di esempio utile per politiche analoghe a livello nazionale; seguono i tempi della viabilità, della riqualificazione delle aree urbane, dell'ambiente, dei distretti industriali, delle riqualificazioni professionali, ecc.
Penso quindi che la rimonta in queste poche settimane che mancano al voto sia possibile, ma che occorra un grande sforzo per stare in mezzo alle comunità, per recepire le istanze e per comunicare i programmi.
PD per primo, ma anche gli altri partiti della coalizione, dovono saper contrapporre alle politiche delle annunciazioni, politiche concrete e soddisfacenti che hanno comunque saputo dimostrare di saper fare nel passato.
Sarà una lotta dura contro chi usa una politica di marketing politico assai ben oliata ed efficente, ma l'inconcludenza manifestata in tanti fatti, dimostra che la si può battere.
alle
11:59 AM
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martedì, febbraio 23, 2010
FINO A QUANDO LA PRESUNZIONE DELLA MAGGIORANZA ?
E' ormai da quasi un anno che su questa maggioranza si stanno rovesciando, in quantità industriale, diversi scandali senza che se ne possa vedere la fine e senza che l'opinione pubblica, sbigottita, sembri riorientarsi politicamente.
Questo forse perchè anche nel fronte della minoranza sono scoppiati scandali eclatanti che hanno investito esponenti come Marrazzo e Del Bono scandali che, ad onor del vero, si circoscrivono ai soli interessati per cui gli effetti pur negativi appaiono per fortuna ben più circoscritti.
Tornando agli scandali che hanno investito la maggioranza, per una corretta analisi, occorre forse analizzarli seguendo la consecutio per trarne quindi conclusioni più approfondite poichè analizzandoli uno per uno, pur gravi, l'analisi rimarrebbe circoscritta e parziale.
Tutto è cominciato, a parte la scoperta dei vizietti del premier e della sua ricattabilità, con la dichiarazione di incostituzionalita del Lodo Alfano da parte della Cosulta e questo ha soperchiato il vero animo di questa maggioranza e del suo leader, indifferenti al contesto economico e sociale che stava esplodendo per effetti della crisi finanziaria mondiale scoppiata nel 2009.
Da un lato questa maggioranza attacca il potere legislativo che non sa agire presto e bene, ma dall'altra con notevole abilità il potere esecutivo sforna ddl e dl a mitraglia, a significare quindi che la sua azione del fare, non si ferma difronte a nulla.
Peccato però che quando i pericoli per il premier e la maggioranza scompaiono o si allontanano, ecco che le iniziative - pur discutibili - non vengono completate e vengono parcheggiate sul solio binario morto.
Il Caso Mills, che aveva prodotto il Lodo Alfano, ha poi prodotto il Legittimo impedimento, il Processo Breve (arenato), le Intercettazioni Telefoniche (arenata) e L'Immunità Parlamentare (arenato), ma state pur certi che dopo il 25 febbraio - giorno della sentenza di Cassazione sul caso Mills - a seconda dei risultati potranno rispuntare nuove iniziative, poichè il premier non potrà comunque far finta di nulla.
Tutto questo non perchè il risultato potrebbe imbarazzarlo, ma bensì perchè le eleioni regionali sono alle porte e qualche cosa bisogna pur inventarsela per vincerle.
Questa maggioranza poi con tutte queste mastodontiche contraddizioni fa una gran fatica ad apparite coesa e forte, mentre in realtà, lo ammette lo stesso premier, le lotte intestine sono più ben ampie di quanto si cerchi di smentire (magari sottolienando l'iper dialettica che avvolge la minoranza parlamentare).
Lo dimostra l'iniziativa pronta - ma che è durata lo spazio d'un mattino - per perseguire la corruzione aggrandone le pene.
Altra leva usata è quella costituita dall'accusa che certa Magistratura è in parte strumentalizzata dalla sinistra (ma la sinistra non è allo sando'), mentre analizzando i vari casi si ha sempre più la convinzione che se ci sono ingerenze del ceto politico queste portano a coprire malefatte inaccettabili.
Si guardi le indagini sul G8 dove le prime indagini sono iniziate nel febbraio del 2009 per una segnalazion dei Carabinieri che avevano sentito odore di bruciato, ma dove la Procura di Roma era avanzata con i piedi di piombo (resonsabile il Giudice Toro) tanto lentamente e segretamente che allo stesso presunto reato vi è giunta per ltre vie la Procura di Firenze, tanto che ha scoperchiato le malefatte non solo del G8 ma anche de L'Aquila !
La prima reazione è stata quella di gridare al complotto, alla Magistratura ad orologeria tanto da invitare i magistrati a vergognarsi, per poi magnificare l'azione del Governo del fare, contro l'opposizione del dire.
E qui ricade l'asino: la politica del fare è tutta da dimostrare perchè se non vi fosse stato il G8 o, putroppo, il terremoto de L'Aquila tutta questa azione governativa di largo respiro non la vedo proprio; innanzitutto la sceneggiata della crisi che un giorno c'è, quello dopo è passata e quello dopo ancora segnala una risalita che purtroppo non esiste.
Oppure vogliamo considerare grandi azioni del fare l'eliminazione totale dell'Ici prima casa (già stabilita dal Governo Prodi, esclusi i ricchi), la robin Hood tax (mai applicata per la crisi finanziaria che invece c'era), laTremonti card (che in modo farraginoso ha sostenuto modestamente 1/3 dei potenziali beneficiari)?
Vogliamo parlare della roboante riforma della Pubblica Amministrazione per la quale i cittadini italiani non hanno - a parte il raddoppio della validità della carta d'identità - riscontrato un bel nulla ?
Oppure dell'emergenza rifiuti in Campania dove il fenomeno (già avviato dal Governo Prodi) sembra apparentemente risolto, mentre il problema è stato rimosso sono nel centro i Napoli (delle discariche e del termovalorizzatore di Acerra non se ne sa più nulla)?
Se poi per attuare la politica del fare si pensa che, anzichè velocizzare e rendere più trasparenti le procedure, sia preferibile aggirare gli ostacoli generando deroghe per far presto e bene, ecco che i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
Presto significa fare velocemente e bene significa ottenere il risultato con il miglior vantaggio economico (concetti che ogni buon padre di famiglia ha ben chiaro in testa); nella realtà invece posso riconoscere la velocità (il presto), ma il bene non lo vedo proprio; in Campania si parla troppo poco dell'emergenza rifiuti eliminata per cui, oltre alle segnalazioni precise di tanti abitanti della regione, ho il timore che l'emergenza risorgerà ben presto, visto che sbandierare oggi risultati non veri può dare risultati elettorali assi penalizzanti.
Su La Maddalena è fuor di dubbio che - a prescindere dalla allocazione degli stabilimenti - ne è uscita una spesa mastodontica che non corrisponde assolutamente al "bene" della collettività.
Sono convinto che nessuno di noi accetterebbe una riqualificazione di quest'area a prezzi che sono in modo evidente fuori mercato.
Lo stesso dicasi de L'Aquila dove il presto è stato rispattato sostanzialmente (ci sono ancora alcune migliaia di aquilani residenti in alberghi), ma il bene è tutto da dimostrare visti i prezzi praticati, non giustificabili nemmeno dal sopfrapprezzo dell'urgenza.
Il Dipartimento della Protezione Civile poi non risulta aver per nulla approntato nemmeno un proramma di massima per la sistemazione della città, che per i danni subiti, comporterà (viste le esperienze dei laboriosi friulani) almeno una decina d'anni di lavoro.
Se poi la fretta del fare che fa scattare le deroghe deve permettere, per collusioni o permancanza di controlli, lo scandalo che sta emergendo in questi giorni ecco che la politica tanto sbandierata da questa maggioranza va contestata vivacemente e riformulata (se ne è capace).
E' ormai assodato che le politiche troppo "libere"- se non c'è controllo adeguato - alimentano la corruzione e questa è paragonabile al pizzo delle cosche.
Oltre all'aspetto etico corruzione significa mancanza di concorrenza, prezzi più alti, concentrazione ingiustificata di ricchezza.
Le teorie liberistiche sosterrebbero che la corruzione è un fenomeno ineliminabile( come l'evasione fiscale) e disdicevole, che produce comunque ricchezza e lavoro: non è proprio così innanzitutto perchè la nostra finanza non ci si può permettere certi prezzi (si parla secondo la Corte dei Conti del 2% del pil); inoltre con tutta questa massa di denaro si potrebbe fare 2 o 3 volte di più di quel che in realtà si fa.
Non ultimo poi la corruzione crea disgregazione sociale ed economica per cui i rapporti si incancreniscono alimentando la schiera sia dei furbetti sia dei protetti, come avviene molto spesso con la formula delle "consulenze esterne" che costano allo stato ormai oltre 60 milardi l'anno (si dice che la consulenza molto spesso è il premio dato ai non eletti che comunque portan voti!).
Si sta scoprendo sempre più una rete di malaffare, una matassa aggrovigliata in tutti i gangli dell'economia e della società, che nulla ha a che vedere con le politiche liberali o conservatrici che non hanno mai ammesso la "scorrettezza" al proprio interno.
E' una degenerazione che esiste da tempo che è stata sempre più alimentata per ricercare ed ottenere consenso politico e potere, ma è una degenazione che sta creando danni per tutti, anche per coloro che al momento se ne avvantaggiano.
Di tutto questo molta parte del elettorato nè ha preso atto, ma le scelte conseguenti e logiche stenteranno ad uscire.
La tornata elettorale, che ha valenza nazionale visto che investe 13 regioni e visti gli avvenimenti di quest'ultimo anno,potrà presentare il conto, ma non credo che vi potranno essere capovolgimenti storici o epocali; piuttosto vi potranno essere spostamenti -incoerenti - all'interno
soprattutto del centrodestra con un significativo ulteriore spostamento verso la Lega.
Questo perchè se sull'altro fronte il Pd stenta a trovare la sua collocazione e la sua capacità di aggregazione, nel entrodestra il Pdl è ancora un partito personale e gli scivoloni del leader non possono essere sostenuti a qualsiasi costo (i distinguo li vediamo ogni giorni da Fini in giù).
Le liste regionali del centrodestra non son fatte proprio con il manuale Cencelli, bensì secondo una architettura finalizzata a sostenere il leader e a riaffermare la presunzione di onnipotenza di questa maggioranza; vi è quindi il rischio che i collegamenti storici tra fasce di elettorato e candidati si sfilaccino, con tracimazioni sui partiti alleati.
Spero infine che buona parte dell'elettorato contesti con il voto il fatto che questa maggioranza ha sottovalutato dapprima la crisi finanziaria del 2008, quella economica del 2009 e ora quella del lavoro che sta assumento contorni empre più preoccupanti.
Le amministrazioni regionali hanno la possibilità istituzionale di utilizzare tutte le deleghe possibili per controbilanciare l'immobilismo di questa maggioranza, magari a costi di sacrifici che non produrranno reazioni se ben congegnati.
alle
2:15 PM
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venerdì, febbraio 12, 2010
CARO PRESIDENTE... SI VERGOGNI LEI !
Caro Presidente Berlusconi in tutte le domocrazie del mondo chi è maggioranza governa e viene stimolato da chi è minoranza, la quale stimola - proprio come ha fatto Lei quando era all'opposizione - l'azione di governo cercando di apportare modifiche o mettere in contraddizione l'azione stessa della maggioranza di turno.
Lo vediamo in tante democrazie dove le ampie maggioranze sono messe alla corda dalle opposizioni, ma non abbiamo mai sentito i vari Obama, Sarkosy, Merkel, Brown, Zapatero, ecc. gridare al complotto o accusare gli oppositori di essere antistato.
Il fatto che chi è maggioranza e poggia su ampi consensi non può modificare questo principio perchè altrimenti - seppur in forma addolcita - ci troveremmo in situazioni antidemocratiche come accade in Iran, dove l'attuale maggioranza governa da più legislature è pretenderebbe di mettere il bavaglio all'opposizione, anzi pretende di trattare l'oopsizione come nemici dello stato.
Lo sta facendo anche lei contrapponendo il suo partito dell'amore con quello - presunto - dell'odio.
Per la verità questa tendenza l'ha dimostrata più volte anche Lei criminalizzando l'opposizione e tutti gli eventi ed i fatti che possano infastidire la sua azione politica.
Risulta pertanto assai puerile indicare l'azione politica dell'opposizione come la causa che le impedirebbe di ben governare; troppo comodo rovesciare su chi compie la sua azione politica istituzionale d'opposizione la responsabilità di tutto quello che di negativo o non accettabile lei da anni va facendo.
L'ampia maggioranza che deriva dall'ampio consenso non significa automaticamente che tutto quel che fa è giusto e perfetto, nè può sostenere che il consenso reiterato le permetta i fare quel che le pare.
La sua politica inneggia alla libertà, ma l'azione concreta poi risulta o assai miserella oppure si trasforma in un sistema clientelare moderno, ma sempre clientelare è.
Vogliamo vedere quando si spende per le consulenze esterne dei vari ministeri ai quali lei ha dato carta bianca ?
Vogliamo vedere quanto è la spesa per esempio che sostiene il Dipartimento della Protezione civile che pretenderebbe di trasformare in spa, con pacchetto azionario detenuto direttamente dal suo ufficio ?
Lei ha promesso - per anni - agli italiani che avrebbe modernizzato il paese, ma non ha, nei fatti, fatto un bel niente perchè non ha attivato una azione virtuosa ed economicistica perchè se così fosse la spesa dello stato sarebbe scesa a rotta di collo.
Piùttosto ha dato una speranza agli italiani (o a molti di loro): questo nostro sistema può soddisfare la sete di denaro di molti e per effetto della ruota che può girare, tanti aspettando questi vantaggi, nè più nè meno del malaffare che tangentopoli ha nutrito per decenni.
E' la politicha delle mani libere che è fallimentare perchè governare non è comandare: è vero che con i soldi si fa quel che si vuole (e lei con i suoi li può pure bruciare), ma con la maggioranza non si fa quel che si vuole ritenendo e ptetendendo di essere in grado di controllare tutto e tutti.
Lei peraltro è vittima dei suoi principi abberranti perchè la sua potenza economica personale non significa che l'azione consenguente sia indenne da macchie ed ecco il perchè ha tante cause aperte dalle quali cerca di sottrarsi ad ogni costo, mentre sarebbe più saggio e più politicamente vincente smascherare eventuali pretese.
Lei stesso afferma impropiamente che i suoi processi chiusi non l'hanno visto soccombere: ragion di più per continuare a dimostrarlo.
Puerile appare quindi accusare una parte della Magistratura di essere asservita a schieramenti politici avversi o d'essere ad orolegeria: ci convinca facendo nomi e cognomi, ci informi e ci documenti, così toglieremmo di mezzo gli equivoci eed eventuali magistrati manichei.
Le faccio notare che gli altri, gli oppositori, quando si trovano in situazioni indifendibili, anche per pura immagine e decenza, addirittura si tolgon di mezzo a velocità siderale!
E' il principio che è sbagliato: lei amministra non beni suoi, ma beni della collettività e di questo ne deve render conto ogni giorno e non pretendere che le somme si tirino alla fine, quando - eventualmente - i buoi son scappati.
Questo è un concetto da paese sudamericano dove grandi paesi come l'Argentina o il Bresile -un tempo potenze mondiali - sono stati distrutti da queste logiche e politiche abberranti.
Efficentare il sistema significa risparmiare e fare presto e bene, ma occorre controllo già da parte della sua coalizione; eppoi bisogna consentire il controllo anche da parte del Parlamento (a prescindere dalla sua composizione ovviamente, perchè altrimenti diventa una colossale presa in giro) perchè diversamente, se qualche manigoldo si intrufola negli affari di governo, poi lei non può lavarsene le mani accusando per di più la Magistratura (i Gip si devono vergonare !).
La sua azione politica, forte della sua maggioranza, è stata trasformata in delirio di onnipotenza (che non si stanca mai, insieme ai suoi partners, di magnificare), ma di vantaggi non ne vediamo, anzi emergono ogni giorno di più gli svantaggi (o le porcherie).
Lo scandalo della Protezione Civile -se verrà dimostrato dalla Magistratura - ne è l'ultimo esempio: il Dipartimento della Protezione Civile è nato per gestire le emergenze comprese quelle idrogeologiche, i terremoti ecc. ed ha il compito anche di controllare e dare precise indicazioni per annullarne o contenerne gli effetti per cui i vari Ministeri poi trasformano tutte queste in disposizioni operative (ove occorre anche con leggi approvate dal Parlamento).
In questo senso Guido Bertolaso che opera dal 1996 (governo Prodi) ha ben svolto la sua opera, ma nel momento i cui - nel 2001 - lei ha trasformato sempre di più il Dipartimento in un enorme contenitore, gestore degli eventi più disparati dove l'emergenza non è la regola, ma una eccezione, ha da un lato sottratto i Ministeri (ministri e apparati) alle loro funzioni e alle loro responsabilità ed ha addossato ed esposto Bertolaso stesso ad una enorme responsabilità, non dotandolo di sistemi di controllo che lo potessero tutelare.
Ed ecco fatta la frittata: nella ristrutturazione de La Maddalena - per esempio -si è fatto presto (ma non s'è finito), ma non si è fatto bene e per di più si è spesa una montagna di denaro costruendo una cattedrale nel deserto dove una stanza d'albergo è costata un milione di euro l'una.
Ora emergono possibili corruzioni e lei, anzichè riflettere, se qualche cosa non ha funzionato ecco che riprende lo sport nazionale: attaccare la Magistratura, gridare al complotto ed affermare che su 100 fatto bene non si può tracciarsi le vesti per un 1 fatto male.
Non ci siamo caro Presidente: i miei genitori, quando tornavo con un bel voto da scuola - e pretendevo una mancetta - mi rispondevano che non avevo fatto che il mio dovere (anche perchè in caso di voti negativi avrei dovuto dare io a loro la mancetta!).
Per di più lei persegue questa aberrazione pretendendo di trasformare in spa il Dipartimento per cui se avesse fatto più in fretta non sarebbe nemmeno stata aperta la procedura giudiziaria di questi giorni perchè il Dipartimento risponderebbe solo a lei, nemmeno al Ministro dell'economia, preposto al controllo delle finanze pubbliche.
Altra nefandezza riguarda L'Aquila dove le nuove abitazioni sono costate 2700 euro il mq: siamo alla follia perchè l'urgenza non può ne deve giustificare una spesa simile(le imprese l'affare lo fanno già ottenendo gli appalti) visto che le civili abitazioni - chiavi in mano - costano in Italia tra i 1000 e 1200 euro il mq (terreno a parte) per cui ...cara la mia efficenza !
Lei si è fatto bello difronte agli italiani mettendo al coperto gli aquilani senza badare a spese: tanto pagano tutti gli italiani (nelle cui tasche a messo le sue mani)!
Concludendo caro Presidente è lei...che si deve vergonare !
alle
11:47 AM
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mercoledì, febbraio 10, 2010
COMMISSIONE DI VIGILANZA O COMMISSIONE DI CENSURA ?
Il fatto che la commissione di Vigilanza Rai abbia ieri deciso di modificare le regole per la diffusione di programmi di dibattito politico nei trenza giorni che precedono le elezioni regionali ha del paradossale con risvolti assai preoccupanti per la libertà di pensiero e di informazione dell'opinione pubblica.
La situazione attuale è caratterizzata dal fatto che "l'offerta politica" ci viene somministrata in tutte le salse e in tutte le trasmissioni, comprese quelle di intrattenimento pomeriadiane, di tutta la rete televisiva nazionale e locale sia essa privata o pubblica.
Infatti su tutte le reti e a tutte le ore - dal mattino presto sino a notte tarda - questa somministrazione prosegue da parecchio tempo con lo scopo ufficiale di informare i cittadini oltre che con i TG anche con temi di approfondimento, ma con l'intenzione recondita in realtà di condizionare l'opinione pubblica perchè a ben vedere non c'è trasmissione dove accanto a temi anche "leggeri" non sia presente uno o più rappresentanti del ceto politico per riallacciare quindi un nodo, una linea ideale tra l'azione della politica nelle sue sedi proprie con una appropriata pubblicità di sostegno o preventiva.
I politici che presiedono questa grande operazione di comunicazione sono poi molto spesso gli stessi per cui facendo zapping non si può escludere che lo stesso personaggio appaia su reti televisive, magari una di seguito all'altra.
Come nella politica poi, ogni evento viene in modo indecente piegato ad un preciso scopo: non c'è tema in cui questa linea venga riannodata e nel contempo molto spesso questa strumentalità attacca supposte strumentalità eguali, ma di segno contrario.
Di tutto questo ce ne siamo fatti una ragione e non avendo l'anello al naso possiamo usare il più grande strumento democratico che ci è rimasto, cioè usiamo il telecomando o spegnamo la tv occupandoci d'altro (e una buona parte temo si rifiuti di pagare il canone tv).
In termini generali non è però così perchè lo scopo viene in buona parte raggiunto perchè la tv è il più grande strumento di comunicazione di massa dove è più facile oientare e indirizzare il pubblico che è allo stesso tempo elettorato.
L'azione dei politici è smaccatamente utilitaristica perchè in molte trasmissioni questi rappresentanti che intervengono su specifici temi colgono l'occasione per auto incensarci o autoincensare l'azione della propria coalizione in modo talmente sfacciato da rasentare il ridicolo.
Ma venendo alla bella pensata della Commissione di Vigilanza Rai si pone la programmazione della Tv di Stato difronte ad un bivio: o le trasmissioni a tema politico imbarcano rappresentanti di tutti i partiti come fosse una tibuna politica, ovvero non possono andare in onda nel 30 giorni che precedono le elezioni regionali.
In prima cosa è una decisione che stravolge l'impianto di tutte le trasmissioni di questo genere poichè anche se c'è il bipolarismo i partiti sono molti di più per cui rispettare questa disposizione diventa obbiettivamente complessa e in molti casi irrealizzabile (penso alla trasmissione di Lucia Annunziata).
Peraltro il partito di maggioranza relativa - il Pdl - invocherebbe l'abolizione della par condicio quando in realtà già questo avviene in molte trasmissioni (ieri sera a Ballarò i due politici del cdx rappresentavano circa il 45% dell'elettorato mentre quelli di cdx si e no l' 8% circa)!
Per secondo, se questa è la linea, non vogliamo vedere più nessun politico - nemmeno l'ombra -in tutte le trasmissioni in trattenimento pomeridiane (mi riferisco agli assidui e onnipresenti Capezzone, Mussolini, Santachè, ecc).
Per terzo resta da sciogliere un tema spinoso, assai delicato, che riguarda tutte le trasmissioni, a tema politico e non, trasmesse da tutte le reti private come Mediaset, La7, Sky e Locali che rappresentano circa il 50% della offerta televisiva.
Capisco perfettamente che la Commissione controlla solo le reti Rai, ma non dobbiamo prenderci in giro: se si vuol per amor di democrazia renderle il più possibile asettiche - a parte le tribune politiche che le sostituiranno - non dobbiamo far finta che la concorrenza di allinei spontaneamente.
Visto che il Premier Berlusconi è il proprietario della più grande concorrente Rai sarebbe uno stolto se non continuasse con la sua struttura di produzione televisiva ordinaria(Matrix ed altri) per cui alla fine, nel suo complesso, l'offerta informativa e di comunicazione ne risulterebbe sbilanciata e pertanto antidemocratica.
Quali siano le motivazioni che hanno animato il rappresentante radicale in Commissione per sfornare questa bella pensata non è dato sapere, ma fa veramente specie che un libertario come dovrebbe essere un radicale combini un vero proprio aborto informativo.
Proposte ?
Lasciare tutto come sta, su tutte le reti, che potranno continuare le loro trasmissioni - con i loro pregi e difetti - lasciando a noi il diritto di scelgliere (almeno quello).
Poi se in regime di par condicio si vorrà rincarare la dose per una trentina di giorni con apposite tribune elettorali saranno ben accette, sempre se avremo voglia di seguirle (attenti quindi a fornire ai telespettatori alternative interessanti non le solite fuffe che ci vengono propinate e pilotate in molte occasioni analoghe).
Se non ci dovesse essere una retromarcia in tal senso avremo la dimostrazione -oltre all'insipienza del genietto radicale - che non ci troviamo difronte alla Commissione di Vigilanza, ma difronte alla Commissione di Censura !
Ricodate sempre che il popolo italiano non è costituito da 60 milioni di dementi!
alle
1:25 PM
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