sabato, aprile 03, 2010

LE GRANDI OPPORTUNITA' DOPO LE ELEZIONI

Come sempre dovrebbe essere dopo una partita - che si vinca, si perda o si pareggi - il risultato insegna sempre qualche cosa utile per l'incontro successivo per mantenere il vantaggio, per ribaltare il risultato o per recuperare.
Ebbene queste elezioni regionali hanno chiaramente spiegato le ragioni per cui la Lega ha vinto abbondantemente, perchè il Pdl ha sostanzialmente tenuto e perchè il Pd ha migliorato la emorragia elettorale delle precedenti elezioni del 2008 e del 2009, ma è regredita non poco rispetto alla regionali 2005, perdendo regioni importanti come Piemonte, Lazio, Campania ed anche Calabria e riducendo ulteriormente il suo peso in Veneto e Lombardia, da 15 anni appannaggio di governi di centrodestra.
Il Pdl ha mostrato la corda perchè se da un lato il ruolo del suo presidente ha costituito un formidabile collante per mantenere salda la coalizione, dall'altro la sua caccia alle streghe - che ha incantato l'oponione pubblica e le opposizioni durante la campagna elettorale - non ha, al voto, prodotto alcun riultato plebiscitario a suo favore.
L'unico risultato appunto è stato quello di non aver parlato di cose interessanti ed utili all'elettorato - sulle quali sarebbe stato facilmente sbugiardato per il tempo trascorso a non far nulla - ma di grandi favole e in questo scenario chi ci ha perso sono stati i partiti di opposizione che meno avevano da dimostrare di aver fatto, proprio perchè d'opposizione.
La Lega invece, forte già di un grande, progressivo ed annoso radicamento con il territorio, ha rafforzato la sua posizione raggiungendo livelli inaspettati (dal 15% del 2005 al 35% dell'altro giorno) soprattutto nelle provincie del nord, mentre nelle città capoluogo la sua forza ha dimostrato risultati più contenuti, del tutto speculare ai migliori risultati del Pd.
Inoltre laddove i suoi rappresentanti, per vari motivi, dimostravano maggiori "fragilità" i risultati non sono risultati vincenti (Lodi, Lecco, Venezia, Portogruaro, Cavallino, Montebelluna, ecc).
A parte questo comunque la leva vincente della Lega è stata la politica organizzativa praticata per anni, che ha prodotto uomini giovani e adeguatamente preparati e conosciuti per cui la loro candidatura è stata premiata con ampio consenso di voto.
Dove i candidati erano un pò imposti dall'alto la punizione elettorale è arrivata puntuale con differenziazioni non da poco tra il voto espresso per la regione e quello espresso per il comune.
La Lega infine è stata quella che più di altre è apparsa molto meno in tv e nei tg e più ha spiegato il suo progetto di governo regionale o comunale e per questo ha ampliato i consensi elettorali; al contrario il Pdl ha cavalcato la sua caccia alle streghe mentre l'opposizione o a fatto spallucce oppure - all'ombra delle azioni mediatiche del premier - a cercato di divulgare il suo progetto con scarsi risultati nel suo complesso.
Il Pd ha avuto buon riscontro elettorale a sostegno della vittoria laddove i candidati avevano uno stretto rapporto con il territorio (anche per le politiche già svoltevi), mentre dove, pur in presenza di validi candiati, le alleanze e le politiche non sono state chiare ed apprezzate ecco che sono spuntate liste alternative che hanno attratto voti oppure hanno prodotto un incremento del non voto, fenomeno che ha raggiunto livelli preoccupanti ed ha punito anche il Pdl.
In particolare in Puglia il candidato Vendola, governatore uscente, ha ottenuto addirittuta preferenze maggiori dei voti ottenuti dai partiti a dimostrazione che il suo operato è stato apprezzato, che i contendenti non erano altrettanto credibili, e che eventuali ideologie non contano nulla al momento del voto.
In Toscana, Liguria, Emilia-Romagna,Basilicata, Marche ed Umbria la scelta di nuovi candidati o la riproposta di altri già sperimentati, proprio perchè ben apprezzati dal territorio, i risultati positivi non sono mancati abbondantemente pur in presenza di segnali che non vanno assolutamente sottovalutati (vedasi i voti ottenuti da Lega, Pdl o lista a 5 stelle di Grillo).
Tralasciando quindi il comportamento degli elettori del Pdl, che poggia sulla autoreferenzialità del suo leader e quindi fragile perchè non si intravedono valide alternative, quello che vanno analizzati sono proprio i motivi di vittoria della Lega che sono del tutto simili a quelli che hanno caratterizzato la vittoria del Pd e della sua coalizione, dove c'è stata.
Analogamente i motivi che non hanno prodotto la vittoria della Lega, sono quelli dove il Pd non ha vinto.
La grande opportunità per il Pd è proprio questa: una volta attuata la approfondita analisi delle cause negative, raffrontate con quelle positive, occorre che senza indugio ci si metta progressivamente al lavoro.
Il primo handicap è la formazione, nel suo complesso, di una classe dirigente che possa stare sul territorio perchè in tante riunioni nella campagna elettorale la partecipazione dei giovani era veramente assai contenuta e senza giovani che costituiscano il ricambio, il futuro appare preoccupante.
Non so in che modo si possa formare una classe dirigente, ma certo è che -come oggi fa la Lega - occorra inventare delle nuove "frattocchie" per formare ed appasionare alla politica per poi passare alla pratica partendo da incarichi sul territorio e via crescendo in base all'esperienza ed ai risultati dati.
Di esempi di validi e rappresentativi giovani politici/che ne abbiamo diversi, ma non bastano perchè non possiamo assolutamente "giocare" gli stessi uomini/donne in più partite: l'elettorato, come già dimostrato non ce lo perdonerebbe; è per questo che occorre aumentarne le fila favorendone la formazione e sollecitandone l'impegno sul territorio, proprio usando, come una nave scuola, coloro che per ultimi hanno beneficiato delle scuole di formazione politica e sindacale.
Il secondo handicap è la definizione dei temi di azione che non possono essere che quelli sui quali le varie collettività sono sensibili e su questi misurarsi e proporre senza alcun timore soluzioni alternative.
Un esempio per tutti può essere la sicurezza o l'immigrazione irregolare: questi sono fenomeni che non posso essere certamente negati, ma vanno trattati con obiettività e soprattutto saranno i rimedi proposti che faranno la differenza rispetto a quelli avanzati dall'attuale maggioranza.
La lega ha proposto le ronde o gli accordi con la Libia, ma di contro proposte altrettanto avvincenti se ne son sentite gran poche.
Quanto ai temi ve v'è una prateria infinita, in parte affrontati maldestramente ed in parte enunciati soltanto dalla maggioranza; qui deve nascere la nostra proposta credibile ed adeguatamente pubblicizzata.
Questo vale sia per le tematiche locali che per quelle nazionali; infatti questa maggioranza continua ad appoggiare su una valanga di promesse solo marginalmente attuate e si preannuncia una prossimo triennio di ulteriori "annunciazioni" con il serio pericolo che non vengano nemmeno varate o se attuate rischino di sortire risultati deludenti se non pessimi.
Se non parte na nostra contropoposta sulla quale aggregare pure valide allenze, fra tre anni ci troveremo allo stesso punto d'oggi, con il pericolo di risultare ulteriormente puniti perchè non avremmo offerto una valida e credibile alternativa.
Sulla riforma fiscale per esempio la attuale maggioranza ne parla da 16 anni, ma a parte i numerosi condoni fatti, non ha mai fatto nulla perchè le condizioni finanziarie non ce lo permettevano; non è mai stato il momento, ma per di più il debito dello stato continua a crescere senza che nessuno degli elettori osi pesentare il conto.
L'opposione prenda coraggio e faccia una sua proposta "rivoluzionaria", la spieghi al mondo e vediamo che cosa sapra contro proporre la maggioranza; è vero che la regola dice che è la maggioranza a proporre, mentre l'opposizione vigila, ma questa regola ci penalizza perchè nessuno sa che alle promesse mancate della maggioranza esiste una alternativa accettabile.
Sul federalismo fiscale non dobbiamo attendere che la legge quadro venga riempita dalla maggioranza perchè poi intervenire di rincorsa non è per nulla facile.
I pericoli al riguardo non sono pochi per gli italiani perchè se la riforma fiscale si concretizzasse come ha in mente il ministro Tremonti (riduzione delle aliquote, incremento dell' Iva e trasferimento ad Inps e Regioni del sistema detrazioni-deduzioni) non è detto assolutamente che ne sortirebbero vantaggi; anzi se non si mette mano alla riduzione della spesa il risultato non cambierebbe perchè produrrebbe la semplice sostituzione delle regioni alle funzioni dello stato ed ancora una volta l'opposizione verrebbe punita perchè, pur sapendo i pericoli, nulla avrebbe fatto.
La Riforma costuzionale va proposta con decisione scgliendo la soluzione più efficente anche facendo scoppiare le contraddizioni nell'attuale maggioranza; penso alla riduzione del numero di parlamentari(della metà), la riduzione delle sue retribuzioni, alla formazione del senato regionale con la ripartizioni delle funzioni tra Camera e assemblee regionali; alla eliminazione delle provincie ed alla ridefinizione del ruolo del premier con la definizione di nuovi contrappesi.
Sulla riforma della giustizia non basta affrontare la regolamentazione delle intercettazioni telefoniche (laddove il vero problema è la divulgazione dei testi prima che siano concluse le fasi istruttorie e le eventuali incriminazioni), perchè il nocciolo vero e ben pù delicato è quello della separazione delle carriere che, detto così, sembra un problemuccio da poco.
Un accidenti invece: separazione significa che una parte della magistratura, quella giudicante, resta all'interno del Csm con la sua più ampia - piaccia o non piaccia - autonomia, mentre quella inquisitoria (Gip, Procuratori, ecc) rientrerebbero sotto il controllo del Ministero se non del Premier di turno; questo significa che l'autonomia di questa parte della magistratura verrebbe fortemente condizionata dagli obiettivi politici della maggioranza pro tempore esistente.
Le indagini insomma sarebbero al servizio della politica, mentre anche la politica è uno dei soggetti che possono essere oggetto d'indagine !!
Chiarezza quindi e coraggio nelle idee del Pd e dei suoi alleati che a livello complessivo vengono appunto accusati proprio di non averne o di averne troppo poche.
Di materia ce n'è parecchia come quella che ho tralasciano, ma non per questo non meno importante.
Tutti i ruoli politici a tutti i livelli vanno coordinati in un quadro chiaro e di confronto anche con tutte le organizzazioni, non ultima con la imminente grande organizzazione degli artigiani che nascerebbe dalle cinque già esistenti.
Comincia la rimonta dice Bersani: ebbene la rimonta va fatta su strategie nuove, sostituendole a tutte quelle che si sono dimostrate ormai inefficaci o inutili; tre anni per la ripartenza sono sufficienti per presentarci insieme al centrosinistra una buona volta come valida alternativa a questo centrodestra, ben convinti che il tempo passa per tutti, anche per gli affabulatori che per 16 anni hanno incantato l'Italia, senza però averla fatta crescere !

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