sabato, dicembre 18, 2010

LE POLITICHE INDUSTRIALI CHE SERVONO ALL' ITALIA

I Governi Berlusconi si sono in tutti questi anni limitati ad esercitare una politica monetaria di conteni mento tramite l'azione del ministro Tremonti, ma non hanno mai avuto il coraggio di predisporre strumenti idonei a rilanciare l'assetto industriale del paese, dimenticando che la nostra è una vocazione manifatturiera e su questa vocazione occorre puntare.
Anche i governi di csx, Prodi in testa, hanno attuato una politica monetaria, ma questa era destinata ad un preciso scopo, cioè quello di rientrare velocemente nell'area Sme dapprima (nel 1992) e poi nell'area euro con la lunga marcia intrapresa nel 1993 sino al 2001; a questa va aggiunta l'azione del breve biennio 2006-2008 per cui è mancata per ben due volte l'azione per rilanciare l'assetto produttivo del paese.
I Governi Berlusconi invece hanno sempre cercato di galleggiare con la sola politica monetaria invocando sempre le cause di forza maggiore come nel quinquennio 2001-2005 e ancor di più nel biennio 2008-2010, cause congiunturali extranazionali che avrebbero imposto soltanto azioni di contenimento.
In realtà, proprio nei momenti critici, vi è l'occasione ghiotta di programmare il riassetto economico ed industriale di un paese, per essere pronti con nuove armi e con nuovi mezzi nella fase della ripartenza, anzi armi e mezzi assai utili per stimolare appunto una ripresa vigorosa.
La realtà economica ed industriale del paese, in questi ultmi 16 anni, dimostra che la struttura produttiva si è ripiegata perchè maestranze ed imprese si sono sentite assai incerte ed insicure nei rapporti contrattali da un lato e nella ricerca su innovazione e maggior valore aggiunto.
Il risultato è che il sistema delle imprese continua a essere fragile e poco innovativo - per processo e per prodotto - e le maestranze si trovano in una progressiva situazione di incertezza sia per l'entità netta delle retribuzioni sia per l'insicurezza dei rapporti di lavoro, aggravati ulteriormente in questi due anni dal ricorso massiccio alla cassa integrazione.
Da un lato quindi le imprese stentano a ritrovare mercato e livelli produttivi robusti e redditizi, mentre dall'altro troppi sono gli occupati con rapporti incerti e parziali e altrettanto sono coloro che tendono addirittura a desistere nella ricerca di un lavoro.
Si è quindi innestato un circuito perverso per cui si produce poco e se si producono prodotti di qualità tendono a soddisfare maggiormente la domanda esterna, mentre i consumi interni hanno crescite ridicole, quando ci sono, proprio perchè il reddito disponibile è appunto quello che è.
In aggiunta la struttura produttiva, peraltro assai parcellizzata, puntando poco sulla innovazione, si accontenta di maestranze estremamente intercambiabili per cui si arriva al paradosso che i giovani in cerca di prima occupazione possiedono una preparazione professionale sproporzionata - per eccesso - a quella richiesta dal mondo delle imprese, tanto che la necessità di manodopera a bassa qualificazione viene soddisfatta molto spesso dai lavoratori stranieri anche extra comunitari.
Si parla nella scuola e nel lavoro giustamente di merito, ma poi questo criterio serve come scusante per selezionare ciò che di merito non ha proprio nulla.
La produzione spesso viene ideata puntando ancora sulla quantità, per cui la la qualità del lavoro è caratterizzata dalla sua marginalità e dalla sua intercambiabilità.
Persistere su questa strada poi significa confrontarsi con le produzioni straniere a basso costo di manodopera, a tal punto che anche in settori di qualità come quelli tecnologici vediamo che i prodotti di largo consumo non sono molto spesso prodotti in Italia.
In questo quadro le due parti dell'economia, impresa e lavoro, continuano ad essere come un sordo che parla ad un muto, perpetrando riserve mentali che invece la politica dovrebbe sciogliere, favorendo intese di lungo periodo e conseguenti assetti che facciano accrescere la ricchezza prodotta a livelli consistenti (il Pil della Germania rispetto al 2008 è calato quasi del 5% nel 2009, ma nel 2010 è cresciuto del 3%, sempre sul 2008 !).
Le colpe vanno divise quindi tra Governo, imprese e lavoro.
Le imprese sin con gli accordi del 1993 (Governo Ciampi) hanno avuto una "pax" che è stata utilizzata solo in parte (allora si parlava di maggior produttività); si sono riorganizzate, ma non hanno rilanciato puntando su maggior qualità e valore aggiunto, preferendo, nonostante i bassi tassi di credito successivi al 1996, spesso delocalizzare.
I grandi regali fatti dal secondo Governo Berlusconi, costituiti da una sequela di condoni e scudi hanno soltanto contribuito una tantum a sostenere le casse dello stato, ma non a rilanciare e modernizzare fortemente l'assetto produttivo.
Nemmeno la riduzione del "cuneo fiscale" del secondo Governo Prodi ha prodotto riconoscenza; per non parlare dei rapporti di lavoro "flessibili" introdotti per primi dal Governo D'Alema.
La situazione attuale lo dimostra in modo evidente anche se il secondo Governo Berlusconi sosteneva a torto che i rapporti flessibili erano una condizione assolutamente temporanea.
Questo stato di pura convenienza e di contemporanea miopia si perpetua anche nel terzo Governo Berlusconi, nonostante l'ennesimo scudo, visto che l'evasione fiscale procede imperterrita a livelli indecenti.
Il mondo del lavoro certamente è preoccupato delle "novità" sul fronte dei rapporti contrattuali sia perchè le novità possono preoccupare o spaventare, sia perchè si stenta a mollare vere o presunte rendite di posizione, sia, soprattutto perchè non ci si fida molto spesso della controparti aziendali, vito l'uso inappropriato che molto spesso hanno avuto delle opportunità dategli.
E' vero che occorre distinguere tra settori produttivi e tra tipologie di aziende: in quelle - medio piccole - manifatturiere di vario tipo i rapporti sono molto più fluidi, ma mancano gli incentivi per migliorare i processi e le aggregazioni per masse critiche.
In quelle di grandi dimensioni (non sono poi molte in Italia)effettivamente si gioca talvolta troppo spesso sul concetto di diritti acquisiti, tanto che i lavoratori stessi dovrebbero una buona volta sbarazzarsi di vecchi modelli e mettersi inequivocabilmente e definitivamente dalla parte della ragione.
Certo è che gli eventi di questi giorni su Fiat e sul Polo di Marghera assistiamo a fenomeni incomprensibili; la rigidità di Fiat sembra non avere lo scopo dichiarato, ma se il Sindacato non deve far politica, non lo deve fare nemmeno l'azienda!
In realtà - Fiat a parte - assistiamo a troppa partigianeria da parte delle imprese e degli impreditori troppo benevoli sulla azione mancata del Governo in carica, ma pronti a domandare interventi che mai non arrivano, proprio per l'insipienza del Governo (quando lo faceva un governo di csx ovviamente era tutto giustamente dovuto).
Su Marghera assistiamo (come già visto nel recente passato) a decisioni di dismissione di grandi impianti (Vinyls) altamente tecnologici per la produzione di PVC la cui utilità ed appetibilità permane visto l'interesse all'acquisto da parte di imprese straniere.
Forse si tratta semplicemente di cambio di strategia a parte della prima fornitrice di materia prima Eni che ha quadruplicato i prezzi; forse è troppo impegnata nella costosa impresa di nuovi gasdotti e partnership internazionali alla quale è stata "invitata" dal Premier in carica ?
Ecco qui il Governo ha fatto vedere i muscoli riempendosi la bocca di accordi superlativi e travolgendo le impostazioni date dal precedente governo.
Ricordate la crisi del gas, via Ukraina, del 2006 ?
Allora si disse che eravano troppo "russo dipendenti" e si doveva puntare sui rigassificatori da un lato e sul potensiamento dei gasdotti con il nord Africa dall'altro; morale: i rigassificatori ci sono fatti o sono in via di installazione, ma stiamo rischiando di predisporre approvvigionamenti di energia (gas) sproporzionati rispetto al nostro fabbisogno sul medio periodo e per di più il gas russo ci verrà a costare - per i meccanismi contrattuali - molto di più di quello da rigassificatori o da gasdotto africano (per non parlare delle energie provenienti dall' eolico, fotovoltaico e in prospettiva nucleare)!!
Se questi devono essere gli interventi spot del Governo in carica, forse sarà meglio che continui piuttosto a raccontar favelle.
La politica industriale ed economica di cui abbiamo bisogno passa invece, visto il momento critico, per una operazione di riordine che metta tutti difronte alle proprie responsabilità, accettando anche politiche impopolari, dalle quali non si potrà però avere il coraggio di sfilarsi.
La prima leva è quella fiscale dove per fare perequazione occorre dare la preferenza significativa alla disponibilità netta delle retribuzioni (non c'è modo di alzarle per ora vista la situazione produttiva delle imprese) prelevandola dalla maggior imposizione sulle rendite (il 12,50% è veramente poco e in questa fase di tassi bassi non dovrebbe infastidire più di tanto tutti i risparmiatori senza distinzioni demagogiche).
Questo consentirà una ripresa dei consumi interni.
Inoltre va pianificata la lotta continua alla evasione fiscale (che mira pure alla base la libera concorrenza), alla corruzione ed alla riduzione - selettiva - della spesa pubblica.
Queste risorse vanno destinate a sostegno delle iniziative imprenditoriali sia dirette, sia indirette come un piano di opere pubbliche necessarie, realistiche ed economiche.
Quando dico iniziative dirette mi riferisco ad iniziative che favoriscano gli accorpamenti e le riconversioni per creare masse critiche o riqualificare produzioni con maggior valore aggiunto; tutto questo con assoluto rigore e controllo per evitare errori e furbizie del passato.
Va aggiunto inoltre che questi interventi devono consentire riqualificazione e stabilità delle maestranze perchè altrimenti sacrifici e politiche di sostegno andrebbero solo a favore dell'impresa.
Non ultimo, le risorse vanno anche indirizzate nella formazione scolastica delle nuove generazioni nella ricerca con una stretta correlazione tra università ed imprese o raggruppamenti di imprese, ne più ne meno di quanto avviene in Germania; facendo attenzione anche qui che lo studio e la ricerca devono essere correlate reciprocamente con le imprese.
Intendo dire che il sistema delle imprese può certamente dare indirizzi, suggerimenti ed anche risorse a scuola e università, ma rammentando sempre che queste ultime hanno una funzione pubblica e collettiva prioritaria ed imprescindibile.
Ecco, penso proprio che i raggruppamenti di opposizione (di centro e di csx)che si stanno delineando (la coalizione di maggioranza ha più volte dimostrato con i suoi limiti di non esserne capace) debbano evitare di folleggiare su modelli che assomigliano più a "voli pindarici" e con centrarsi su progetti concreti e fattibili, senza avvitarsi nella ricerca di distinzioni ideologiche nelle quali tutti i conservatori (che si vogliono far passare per liberali)si possono infilare.
Guardate in questi giorni nei quali si sta formando il polo di centro: subito sono apparsi i più scaltri a infilarsi nelle differenze - tra credenti e laici - dei leaders; se poi si guarda il polo di centrosinistra la solfa è la stessa: emergono distinzioni icomprensibili ai più, mentre gli obbiettivi più importanti ed urgenti vengono solo toccati di striscio.
Intanto l'Italia sta a guardare ed aspettare arrangiandosi come può, forse ormai delusa, ricorrendo alle risorse ancora in cascina ed accettando tutto pur di tirare avanti!

giovedì, dicembre 16, 2010

C'E' POCO DA FESTEGGIARE

In attesa della resa dei conti del 14 dicembre scrivevo ("ride bene chi ride... per ultimo") e mi domandavo a quando la resa del Governo Berlusconi.
E' fuori di dubbio che la tenacia del Premier e dei suoi sodali è tata decisamente efficace, capace di tutte le astuzie - queste si - di palazzo per cercare di non farsi sfiduciare, riuscendoci e se Fli in particolare ha deciso di sfilarsi dalla maggioranza confidando in una riuscita della sfiducia c'è da pensare che l'abbia fatto con la ragionevole convinzione di riuscirci.
Fli avrà certamente messo in conto anche di non riuscirci ed ha, a detta dei suoi esponenti, ipotizzato anche questi negativo risultato, prevedendo - nell' ipotesi - comunque distacchi assai contenuti.
Così è stato: nonostante l'esagono irregolare costituito dai sei lati, PD, IDV,UdC, FLI, MPA e LIB, i saltafossi (una volta, a voto segreto, si chiamavano franchi tiratori) hanno favorito il galleggiamento della coalizione che ha raggiunto una maggioranza relativa(314), ma non quella assoluta (317).
Tutto questo il Premier lo sa benissimo e continua nella sua azione politica: delle annunciazioni da un lato e delle acquisizioni a qualsiasi costo dal'altra.
Nel suo discorso ha aperto ai partiti di centro, ma avuto il diniego, afferma "candidamente" di procedere alle acquisizioni singole prospettando, per il lavoro che da fare, posti di governo ai vari livelli.
Non c'è che dire: è una macchina schiaccia sassi che procede inarrestabile per cercare di mantenere il potere.
Parlo di potere e non di governo proprio perchè di cose da fare per l'Italia ce ne sono parecchie ed urgenti, ma quel che interessa al Premier è restare in sella il più a lungo possibile; cerca di resistere in qualsiasi modo perchè i timori che lo minacciano non saranno sciolti prima di metà gennaio quando la Consulta si pronuncerà sulla regolarità della legge sul legittimo impedimento.
Se la Consulta sancirà che è tutto regolare potrà tirare un sospiro di sollievo (dovendo comunque pensare a sostituire la legge con un lodo costituzionale) su un tema che lo ha mandato in affanno dall'ottobre 2009, affanno che ha imposto al Parlamento e all'Italia di preoccuparsene incessantemente per tutto questo tempo.
Se la Consulta dovesse dichiarare che la legge va cassata ecco che dovrà pensare, inventarsi, qualche cosa di nuovo per cercare di non andare davanti al giudice.
In entrambi i casi la sua campagna "acquisti" dichiarata ha chiaramente il senso di precostituirgli una maggioranza ben più ampia di quella ottenuta il 14 dicembre perchè senza quella non gli sarà possibile predisporre contro mosse e significherà quindi elezioni anticipate in una campagna avvelenata dalla situazione giudiziaria critica in cui si verrà a trovare.
Gli eventi di questi giorni comunque dimostrano un fatto del tutto evidente: qualsiasi situazione personale e politica scabrosa in cui si è venuto a trovare il Premier è ininfluente sul livello di apprezzamento da parte dei parlamentari che lo continuano a votare.
Intendo dire che degli scandali emersi, delle azioni di disinformazione, delle annunciazioni mai seguite dai fatti relative alla sua azione di governo il suo schieramento non è nemmeno sfiorato dal dubbio se sia etico o meno sostenerlo; il suo schieramento se ne fa un largo baffo, anzi a chi, folgorato sulla via di Damasco si sfila ecco che ci sono altri uomini pronti a rinnegare il voto ottenuto ed andargli in soccorso, attendendo ovviamente adeguata gratitudine.
Questo fenomeno accade anche nella società civile, nell'opinione pubblica, perchè i sondaggi certamente severi rispetto alla sola primavera scorsa riconoscono al Pdl e alla Lega ancora un forte riconoscimento, come se quanto è accaduto e quanto sta accadendo non avesse alcun significato alcun peso.
Forse ciò dipende dal fatto che non si intravedono alternative all'orizzonte per cui qualsiasi peccatuccio o nefandezza viene trangugiato in attesa di tempi migliori.
Il modello proposto dal centrodestra è decisamente logoro ed inconcludente, ma ciò nonostante, pur riproposto, viene accettato o tollerato.
Le forze di Centro e quelle di Centrosinistra si devono rendere conto una buona volta che se intendono fare una azione politica nell'interesse dell'Italia e degli Italiani si devono mettere al lavoro per cominciare ad elaborare un modello convincente e compatibile fra i due poli perchè altrimenti il pericolo è che che questa maggioranza di centrodestra continui all'infinito, per di più non combinando un bel fico secco.
Se non si è capito il Premier agisce per concretizzare mire personali e la sua politica, mai confessata, è proprio quella di far credere che la eserciti, che amministri, mentre in realtà il suo scopo è proprio quello di non far nulla.
Quindi apprezzo la nascita di questa aggregazione di centro che dovrà avere l'accortezza di elaborare una strategia compatibile con quella del centrosinistra; cercare insomma un modello aggregante evitando i temi di conflitto (sappiamo che Casini e Fini la vedono in modo diverso su tempi molto delicati come quelli legati alla vita) ed evitando altresì le conventio ad escludendum.
Non mi piacciono infatti le affermazioni (sulle quali gli esponenti Pdl/Lega gongolano) con il Pd si, ma non con l'Idv o il Sel perchè se si tratta di modus operandi o di strategie, sarà bene parlarne a quattrocchi studiandole insieme (su queste il Cdx è abilissimo); se invece si tratta di temi delicati (che guarda caso sono importanti ma non urgenti e generalizzanti) sarà bene prendersi tempo ed occuparsi invece di temi ampi ed urgenti su cui trovare più facilmente convergenza.
Sia chiaro che l'atteggiamento deve essere reciproco ed in questo senso il PD, che è il partito più ampio, ha il compito più complesso ed impegnativo per cercare nel Cdx aggregazione compatibile con il Gruppo di Centro.
Mi spiego meglio: l'urgenza oggi è metter mano a tutti i fattori economici (e sociali conseguenti) per cui urge una riforma fiscale ed una politica industriale ed economica che favorisca il rilancio del paese; andare ad arenarsi come avvenuto in passato per esempio sui Dico e magari arrivare ad una spaccatura sarebbe una follia che l'elettorato non capirebbe mai.
Non si tratta certamente di riproporre una nuova Unione o un nuovo Ulivo: si tratta da parte di Pd+Idv+Sel da un lato e di Udc+Fli,Mpa dall'altro di definire proposte compatibili che possano aggregare la maggioranza dell'elettorato perchè con questi chiari di luna non è assolutamente prevedibile poter modificare la legge elettorale eliminando l'anomalia del premio di maggioranza assegnabile alla coalizione e non al partito che ha preso più voti (il Cdx sta pensando addirittura di introdurlo anche al Senato: sono curioso nel vedere come ciò sia possibile poichè la nomina dei senatori è su base regionale!).
Certo se fosse possibile cambiare la legge elettorale sarebbe più facile proporre progammi da "incrociare" poi con le alleanze successive (non scandalizziamoci poichè è successo di recente anche nel Regno Unito patria del bipolarismo), visto che l'attuale favorisce ampie maggioranze (fin che durano), ma non automaticamente ampia governabilità.
Concludendo: c'è poco da festeggiare sia per il Centrodestra che per il Centro e il Centro sinistra.
Il primo ha ottenuto una vittoria di Pirro, mentre gli altri hanno la possibilità di rimontare pur con le differenze che li possono caratterizzare.

lunedì, novembre 29, 2010

RIDE BENE... CHI RIDE PER ULTIMO

Come dicevo l'altro giorno, quando vi sono affermazioni drammatizzanti da parte degli esponenti della moraggioranza di Governo in Italia, basta attendere circa quarantottore e ben si comprendere la logica per cui sono state dette.
Si è addirittura parlato di un "nuovo 11/9" poichè le informazioni divulgate da Wikileaks tramite cinque dei più importanti quotidiani o periodici mondiali già erano state lette dal Governo italiano visto che Der Spiegel le ha avute per tempo essento un media solo su carta.
La premessa è che gli Usa non ci fanno una gran bella figura, non tanto e soltano per quello che viene svelato, quanto per il fatto che la divulgazione di questi documenti confidenziali o top secret dipende da una falla all'interno della Amministrazione costituita da dipendenti infedeli che hanno dapprima carpito le notizie e poi le hanno passate di mano fino ai media informatici più abili come Wikileaks.
Questa fatto assai grave, della falla e dell'infedeltà,può avere solo una origine: cioè quella di inguaiare la Amministrazione Obama, tacciandola implicitamente di dilettantismo ed inaffidabilità rigirando il coltello nella piaga, visti gli esiti delle recenti elezioni di middle term.
Nel gli Usa tutto vien buono per ribaltare gli assetti politici e come Clinton e Bush Sr, Barak Obama si trova ora in forte imbarazzo visto i primi testi confidenziali che riguardano uomini di stato e stati stessi, in attesa delle reazioni che potranno procurare.
Per l'Italia apparentemente nulla di nuovo trattandosi di considerazioni che molti italiani hanno sul Premier e la sua squadra.
Il Premier Berlusconi se la ride, ma temo proprio che non ci sia nulla di cui ridere e minimizzare.
Essere considerato la spalla del Presidente Russo, non può certo far onore anche perchè non si comprende bene se la sua posizione sia squisitamente politica o provenga da altre aspettative o necessità.
Certo è che professarsi amico di tutti e poi esserlo in realtà con le persone politiche più discusse è evidente che lascia parecchia perplessità negli altri interlocutori mondiali e questo, se da un lato può rafforzare, dall'altro può indebolire la figura del Premier e quindi del nostro paese.
Un conto è essere affabili e disponibili al colloquio con tutti, mentre ben altra cosa è cercare di essere amicone di tutti per farsi bello sulla scena internazionale e domestica.
Certo occorre scegliere ma occorre vedere anche in che modo: l'accordo tra Eni e Gazprom non può essere un fatto sottoposto all'intervento governativo poichè le contro reazioni sono prevedibili, come le commesse di Finmeccanica con la Russia (un miliardo di euro) che ha prodotto la rescissione del contratto di fornitura con gli Usa.
Essere poi considerato un incapace perchè è troppo occupato a curare le sue "abitudini particolari" non fa certo bene alla sua persona, al ruolo che ricopre e quindi all'Italia stessa.
Certo sono apprezzamenti personali di rappresentanti Usa in Italia, ma guarda caso non sono delle novità vite le considerazioni espresse dai partiti di opposizione e da Fli.
E' altrettanto certo che non ci si può nascondere dietro il voto popolare, perchè se la coalizione vittoriosa mostra forti cedimenti, significa che qualche cosa non funziona come avrebbe dovuto.
Generazione Italia ha ieri pubblicato una lettera aperta al Premier che in un primo momento mi sembrava scritta in queste ore, ma poi ho appreso che il testo è praticamene copiato da quello di Bossi nel novembre 1994 quando ritirò la fiducia l primo Governo Berlusconi.
Dopo 16 anni le argomentazioni sono tutte calzanti a pennello e sono la pronta risposa a chi come il Premier e i suoi alleati taccia i Finiani di tradimento!
Non c'è che dire l'informazione libera e le manipolazioni mediatiche sono una brutta bestia che non può mai essere usata a corrente alterna: liberi tutti di usarle a piacere, ma quel che fai o dici, o prima o poi ti ritorna in faccia.
Non c'è proprio quindi nulla di ridere perchè anche questi ultimi eventi chiariscono a chi vuol capire ed anche a chi non lo vuole che il velo che ammanta il Premier è sempre più lacerato.
A quando la resa ?

sabato, novembre 27, 2010

TERRORISMO MEDIATICO

Dicevo ieri che il Premier e la sua maggioranza per poter restare a galla, forse, all'esame del prossimo 14 dicembre sta mettendo continuamente carne al fuoco per abbacinare l'opinione pubblica e rincuorare i suoi sostenitori che, lo sa bene, dimostrano di essere parecchio delusi.
Nella serata di ieri poi ha alimentato ancora il fuoco con queste affermazioni sibilline di un presunto attacco all'Italia, si badi bene all'Italia, non al suo Governo, tramite una azione o strategia di discredito utilizzando i fatti più eclatanti di questi ultimi giorni (monnezza,Pompei, ecc).
Come sopraconto, come ciliegina sulla torta, ci sarebbe un attacco massiccio alla più grande Azienda multinazionale di stato, Finmeccanica, che opera in settore altamente specializzato ed altrettanto delicato (armamenti), poichè di una eventuale sua criticità se ne potrebbe approfittare qualche grande concorrente.
Questo "polpettone" è stato poi affiancato dalla notizia della imminente divulgazione di migliaia di documenti carpiti alla Amministrazione Usa.
Non c'è che dire: il Premier ce l' ha detto in diretta non più tardi di martedì scorso di essere estremamente abile ad utilizzare il mezzo televisivo.
Ed infatti rassembla un di fatti del tutto eterogenei per origine li riassume sotto uno slogan drammatizzante e ne trae già le conclusioni da servite pronte e belle calde all'opinione pubblica.
Per rendere più credibile il tutto assegna le parti ai suoi partners che enfatizzano qualche aspetto o tema eppoi lo attenuano (dovrebbero spiegarmi la differenza tra strategia e complotto!); aggiunge, al canovaccio, anche il suo intervento diretto e da vero animale di palco scenico assume la postura austera, seriosa e livida per dare maggior enfasi alla sua recita.
Ecco che il "pastone" è bello e servito: intanto l'attenzione e indirizzata non sulle cause, ma sugli effetti che non riguardano i fatti in se, ma lo scopo di cercare di rafforzarsi politicamente per le prossime scadenze.
Poi con l'affermazione che esisterebbero poteri non si sa se soprannaturali o sovrannazionali si attira l'attenzione sulla loro ricerca, baypassando ancora una volta l'analisi dei fatti, sulle responsabilità e sulle cause ed effetti.
Non c'è che dire il nostro non è il Premier del fare, ma il Premier del dire !
Sul tema della monnezza a Napoli Lui ci ha giocato la faccia e ci ha fatto pure la campagna elettorale regionale, vincendola, ma in realtà si è trattato di un colossale bluff visto che la cruda realtà presenta oggi puntualmente il conto.
E' proprio la sua insistenza a chiamarsene fuori accusando come al solito anche il cielo che da pubblicità al problema, non l'inverso.
Lo stesso vale per Pompei dove certamente c'è parecchio da fare, ma proprio per questo quando si cavalca l'onda dell'efficenza politica ed amministrativa, il governo del fare, eppoi non si fa nulla se non spendere a proposito i pochi fondi a disposizione è evidente che viene presentato un conto salato.
Su Finmeccanica i fatti si sanno da tempo e mano mano ci vengono chiariti sempre meglio; se ci sono responsabilità penali queste sono circoscritte al solo vertice e poco più per cui è demenziale gridare alla luna poichè il buon nome della nostra azienda di stato non verrebbe intaccato sei i presunti responsabili facessero un passo indietro.
Invece gridando ai quattro venti al complotto e parando la schiena a questi signori presunti corrotti questo si che può nuocere non poco a Finmeccanica poichè i reati contestati sembrerebbero riconducibili al modus operandi dell'azienda stessa.
Seguendo il modus operandi del Premier da anni ho imparato poi una cosa: tutte le volte che esce una affermazione che appare anche sproporzionata o estemporanea, c'è al fondo sempre un perchè.
Basta infatti aspettare qualche ora o qualche giorno ed ecco che emerge il fatto che porta la spiegazione.
Dietro a questa "annunciazione" che ha a mio modo di vedere lo scopo testè espresso c'è anche la notizia preoccupante dei documenti segreti carpiti alla Amministrazione Usa, documenti che riguarderebbero sia quello Stato che i suoi stati partners, tra cui l'Italia.
Molto probabilmente è questo che preoccupa in realtà il Premier poichè noi tutti non sappiamo nulla fino a che non leggeremo, ma forse il Premier, che è uomo di Governo o di opposizione dal 1994 sa che cosa potrebbe uscire sull'Italia e magari su di Lui.
Gridando al complotto - scusate alla strategia - su tanti temi di calibro vario affiancato ad un altro del quale non si dice, ma che emerge contemporaneamente e per il quale non abbiamo sentore delle reali dimensioni, ci si precostituisce la prova che si tratta appunto di complotti ed in quanto tali non veri.
Non c'è che dire: usare l'informazione e le leve mediatriche in modo così sapiente e "disinibito" può creare danni irreparabili al paese.
Stiamo a vedere che novità ci riserverà il prossimo ed imminente futuro.
PS: Strategia: predisposizione e coordinamento dei mezzi necessari per raggiungere un determinato obiettivo;
Complotto: congiura, intrigo organizzati segretamente ai danni di qualcuno
(da Zanichelli !!)

venerdì, novembre 26, 2010

MANOVRE DI GALLEGGIAMENTO

La particolare attenzione che ha posto il Presidente della Repubblica a Governo e Parlamento relativa alla approvazione in tempi rapidi della ex finanziaria sta consentendo a questa maggioranza - ed al Governo che la rappresenta - di ricercare tutte le risorse e tutte le strade possibili per giungere al giudizio del 14 dicembre - mozione di sfiducia alla Camera dei Deputati e mozione di fiducia al Senato - con la ragionevole possibilità di proseguire questo mandato elettorale .
Intendiamoci, la raccomandazione del Capo dello Stato era utile è doverosa -visto anche la particolare situazione economica e finanziaria - come del resto è del tutto logico che il Premier ostinatamente cerchi temi e numeri su cui poter mantenere consenso e maggioranza.
Resta però il fatto che continua, come nel passato recente, a mettere al fuoco tanta carne a dimostrazione della sua vivacità politica, ma vi è il rischio ragionevole che non sappia come nel passato portarla a cottura.
Intendo dire che di iniziative politiche ne ha iniziate molte, ma nessuna è stata portata a compimento (eccetto quelle obbligatorie in capo al Ministro Tremonti) oppure è fallita per questioni costituzionali.
Tante promesse fatte in passato, sin dal 1994, e mai mantenute.
In questa legislatura abbiamo sentito parlare di tante leggi, ma poi non se ne è saputo più nulla:
la legge sulle intercettazioni è su un binario morto, la legge contro la corruzione non è stata nemmeno calendarizzata; stessa cosa per la riforma della Giustizia, il Lodo Alfano Costituzionale, la riforma della Pubblica Amministrazione.
La riforma dell' Università nata nel 2009 vive momenti di forte tensione tanto che il Ministri Gelmini ne minaccia il ritiro preferendo fare la dura e la pura piuttosto che accettare il confronto con i vari apporti dei parlamentari.
Non parliamo della riforma fiscale (si vorrebbe fare ma non sono tempi buoni questi) e del Federalismo Fiscale ci si continua a girare intorno senza mai arrivare al nocciolo del problema; anzi ci cerca di creare una pletora di deleghe che possono lasciare trasparire il raggiungimento di dell'obbiettivo che mai non si raggiunge.
Anche questa volta il Premier si sta dannando l'anima per mantenere il semplice avvio dei famosi cinque punti indicati il 29 settembre scorso non tanto e soltanto per iniziare una buona volta a fare realmente qualche cosa, ma semplicemente per reiterare le sue promesse sperando di far scattare un discutibile senso di responsabilità (e per spirito di auto conservazione del seggio) fra coloro che hanno posto da qualche tempo la necessità improcrastinabile di cambiare rotta.
I finiani infatti hanno posto crudemente e ruviamente questa necessità, ma la presuzione enorme del Premier gli impedisce di aggiustare il tiro dell'azione politica poichè questo dimostrerebbe che ha sbagliato in passato.
La riprova è il fatto che, fra gli scenari che si prospettano a breve, il Premier afferma che in caso di mancate larga maggioranza salirà al Colle con Bossi per richiedere le elezioni anticipate, che comunque non gradirebbe.
Se questo fosse lo scenario che si aprirà il 14 dicembre il Premier dovrà semplicemente rassegnare queste drammatiche dimissioni e lasciare al Capo dello Stato il compito istituzionale, visto che siamo in una repubblica parlamentare perfetta, di verificare il da farsi.
Quello che non va bene è questa sua insistenza nel voler lacerare il dettato costituzionale a suo uso e consumo facendo intendere all'opinione pubblica che per il potere assegnatogli dalle elezioni lo autorizza a decidere che fare in caso di perdita della maggiorana parlamentare.
Non è così perché il popolo ha espresso maggior preferenza per la coalizione Fi+An+Lega ed altri e per effetto della leggere elettorale vigente ha ottenuto il premio di maggioranza parlamentare che avrebbe dovuto consentirgli di fare il suo Governo.
Ora per divergenze politiche interne la maggioranza si è sfaldata e se non ci sono i termini per la prosecuzione del Governo deciderà al meglio il Presidente della Repubblica.
E' probabile che si sfoci in elezioni anticipate ma la prima responsabilità è in capo a chi ha perso la maggioranza; non è colpa quindi di chi ha deciso di ritirare la fiducia perché è il Premier che deve saper avvolgere e coinvolgere (questo avviene anche in qualsiasi azienda pubblica o privata) per cui se non si riesce, la colpa è soltanto sua.
Ma ritornando ai cinque punti, oggi è stato rispolverata la Banca del Sud e si lasciano balenare cifre fantasmagoriche (i miliardi di euro sembrano noccioline) quasi fosse una forma di rilancio per ricompattare la maggioranza, per portare il la il boccino, ben sapendo che non bastano le annuncizioni poichè, anche se questa azione convincesse, ecco che, se non mantenuta, riesploderebbe il dissidio interno al cdx.
Si riproporrebbe quindi alla prossima futura ed imminente occasione il problema della tenuta della maggioranza.
Fini ed i suoi vengono tacciati di essere ondivaghi, mentre invece mi sembra che usino la tecnica della pesca al marling, con uno sto and go nel quale il Premier rischia esausto alla fine di strozzarsi.
Il Premier mette quindi carne al fuoco per cercare di disorientare ed incantare usando ancora una volta la vecchia tecnica che ha dato anche in questi giorni i suoi frutti: la dura contestazione del Ministro Carfagna sembra rientrata e si favoleggia che possa esser lei la prossima candidata al comune di Napoli.
Il problema purtroppo resta sempre lo stesso e cioè che questo Premier è abile a formare le squadre, ma poi queste non sanno remare e raggiungere validi obbiettivi.
Il dramma sta quindi nel fatto che anche venisse superato lo scoglio del 14 dicembre, non vedremo un cambio di rotta, ma il solito andazzo e con con questo non si fanno gli interessi complessivi dell'Italia, nonostante si manifesti la presunzione di rappresentarla.
Gli interessi si fanno con i fatti e i fatti mancano da tanto tempo.
Anche la particolare situazione finanziaria ed economica imporrebbe una forte vigilanza e valide iniziative, ma da un lato non si vuol far preoccupare l'opinione pubblica e dall'altro - a mo di struzzo - si nasconde la testa nella sabbia non rendendosi conto che i problemi di Grecia, Irlanda,Portogallo e Spagna possono riverberarsi sulla restante UE e in questa l'Italia rappresenta punti di fragilità al quali non sembra pensare assolutamente questo Governo.
Un'altra ipotesi, se il Premier mettesse da parte la sua presunzione infinita, è una formula di prosecuzione della legislatura che ci consenta da un lato di evitare, in questo momento, una lunga vacazio, ma suprattutto dal'altro di mettere a punto una azione efficace per far ripartire l'Italia proprio perchè dei temi urgenti come lavoro, impresa e fisco non se ne parla preferendo seguire temi importanti ma non urgentissimi come questi.
Il Premier nel 2006 propose una sorta di "grosse koalition", allora strumentale, per attenuare il bruciore delle elezioni perse ed oggi dovrebbe invece avere il coraggio di farsi da parte perché, e lui lo sta, ormai è bello e bruciato.
Così facendo potrebbe anche depurarsi politicamente in vista di altre sue mire; diversamente sarà - come già è - il primo responsabile di tutti i danni che potremmo patire!

lunedì, novembre 08, 2010

E L'AGONIA CONTINUA

Comprendo perfettamente che le opposizioni con varie espressioni e pensieri si aspettavano ieri una scelta più forte da parte di Fli, ma obbiettivamente non si poteva pretendere che il gruppo di Fini decidesse scelte dracomiane.
Fli è nata per proporre una nuova idea politica non per suicidarsi politicamente.
Il percorso che si sta delineando è un sentierio stretto e tortuoso perchè da un lato Fli non vuole disattendere la promessa fatta al elettorato, ma dall'altro vuole riproporre le sue idee come aggreganti all'interno del cdx.
Se aspettavamo che ieri Fli dicesse che toglieva la fiducia al governo Berlusconi, obbiettivamente sarebbe stato un atto di irresponsabilità politica oltre che strategica.
Infatti Pdl non aspetta altro che questo per poter ancora una volta sparare ad alzo zero su tutti e su tutto, con la vecchia teoria de bene contro i male, del fare contro i chiacchierare; con il conseguente risultato possibile che ancora una volta potrebbe rinascere una maggioranza bulgara peraltro incapace di governare con efficenza ed efficacia.
Nel risultarebbe uno svantaggio perpetuo del nostro paese, che continuerebbe a scendere una china senza mai fine.
Invece la mossa intelligente è quella di proporre la formazione di un nuovo governo codotto da Berlusconi, ma su precisi obbiettivi politici che metterebbero al centro dell'azione di governo, finalmente, la politica e non le vere e reali manovre di palazzo sin qui viste ripetutamente.
In questo senso gli esponenti di Fli nel Governo hanno messo a disposizione il loro mandato e questo significa che Pdl e Lega devono prendere in considerazione la proposta di Fli; sembra che questo non sia stato - almeno pubblicamente - percepito visto che Bossi dichiara di voler stare dietro un cespuglio (nemmeno alla finestra) a guardare e Berlusconi dichiara altezzosamente che non accetta nulla di quanto poposto e che se ne hanno il coraggio gli uomini di Fli devono votargli contro.
Fli può essere d'accordo sui titoli dei temi, ma non è daccordo nei conseguenti svolgimenti.
Invece e forse non hanno ben capito: se queste sono le risposte a dimostrazione di voler resistere a tutti i costi, come il Generale Custer, si può verificare che ministro e sottosegretari in forsza a Fli, rassegnino i loro mandati e a questo punto Berlusconi ne dovrà tener conto, sapendo sin da ora che non basterà un rimpasto, da risolvere con un giro di cappello; abbiamo visto anche la figuraccia fatta con la nomina di Brancher e quella tardiva di Romani.
Questo può implicare all'interno delle coalizione proposte e richieste ben più ampie - la Lega avrà le sue pretese da avanzare - per cui non sarà facile far passare un Berlusconi bis per un rimpasto.
Resta poi, non secondaria, la convergenza sul programma, sulla cui revisione da tempo i Finiani insistono inascoltati.
Intendo dire che non sarà sufficiente rilanciare i "cinque punti" del 29 settembre poichè già il tempo trascorso da allora dimostra che sono fuochi fatui, enuncianzioni ovvie di principio alle quali non hanno fatto seguito i fatti concreti.
Se guanrdate bene la produzione legislativa è estemporanea visto che si riprendono temi parcheggiati da mesi nei cassetti, o si rispolverano disegni di legge rimasti al palo da più di due anni senza seguire alcun filo logico.
Il cerino è in realtà passato al Premier e sta a lui fare ora la mossa giusta per se e per l'Italia, fermo restando che le convergenze sono ora più ampie e debbono poggiare su temi concreti e non su promesse vacue; aggiungo poi che va comunque messa mano alla legge elettorale che sta bene solo al Pdl poichè la Lega e Mpa ha un radicamento territoriale e gli altri partiti, anche quelli che l'hanno votata, la considerano indecente visto l'ingessatura che ha prodotto.
Il Pdl e il suo leader non vuol scendere a più miti consigli, tronfio della maggioranza parlamentare (grazie al premio di maggioranza alla coalizione che gli da il 55% dei seggi pur con il 45% dei voti espressi) non rendendosi conto del danno che sta facendo al tessuto elettorale del nostro paese.
Intendo dire che parte dell'elettorato risulta essere ora sempre pù schifato e quindi poco orientato ad essere coinvolto in un eventuale voto anticipato.
Come sopraconto non governa e quindi non pone in atto quella politica utile al rilancio effettivo della nostra economia.
Gli interessa di più dimostrare di essere inaffondabile considerando un onta gravissima dover "restaurare" maggioranza e programmi di governo.
Emergono inoltre i bizantinisti di palazzo con regia del Lrader cercando di attaccare per vie traverse chi gli presenta il conto come Fini, tirando in ballo il fatto ch è la terza carica dello stato, che prepara una crisi extra parlamentare, peraltro contraddicendosi: se le decisioni spettano al Parlamento è evidente che non possono spettare a lui che si dichiara voluto dal popolo!
Sul fronte dell'opposizione la situazione è d'attesa; si procede in ordine sparso (a meno che non vi siano trattative riservate a noi sconosciute) senza che traspaia un embrione di alternativa credibile sia nel caso di vada ad un nuovo governo, sia che si vada ad elezioni anticipate.
Questo è un errore madornale perchè se da un lato sembra che Berlusconi stia segando l'albero su cui è seduto, dall'altro non sembra affatto che si voglia o si possa trovare una formula che convinca questa fascia sempre più ampia di sfiduciati che la non politica di Berlusconi ha creato.
L'opposizione continua a riposizionarsi, come una reazione a catena, ma non sembra proprio aver rovato un punto di assesamento credibile.
Troppe annunciazioni di tattiche e strategie, mentre invece, aspettando l'evolversi degli eventi, occorerebbe una responsabile operazione di confronto, riservato, tra le parti per essere pronti alle varie opportunità che si potranno creare di qui a breve.
Ricordate in primavera ? Dopo le elezioni regionali il cdx e il suo leader affermò che era venuto il tempo di governare senza più fastidi per i prossimi tre anni, mentre quel tempo invece si è dimostato l'inizio della fine, quasi a significare che il troppo stroppia.
L'agonia continua...ma fino a quando ?

mercoledì, novembre 03, 2010

DEMOCRAZIA COMPIUTA

Molto spesso, quando torna comodo, siamo in molti a analizzare le altre democrazie europee o quelle mondiali, Usa in primis, per giustificare o meno l'operato di un governo, o trovare esempi per sostenere una posizione politica di maggioranza o di opposizione; meno spesso accade di analizzare eventi in modo obiettivo per spiegare una posizione o una idea politica.
Adirittura in questi giorni per minimizzare i comportamenti disinvolti del proprio privato (che ha comunque, piaccia o meno, risvolti politici importanti) del Premier Berlusconi ( come quello di amare tanto le donne) li si paragonano a quelli ben noti di una Famiglia di politici come i Kennedy.
Paragone per nulla azzeccato, perchè se sono ben note le debolezze dei fratelli Kennedy è altrettanto vero che queste erano conosciute in una ristretta cerchia, ma non influivano minimamente sulla loro azione politica e di governo, che era decisamente efficace e produttiva per gli Usa ed anche per il mondo intero.
Lo dimostra il fatto che sia John che Bob furono liquidati a colpi di arma da fuoco, mentre Ted, per il dramma di Chappaquiddick, ptè arrivare e mantenere solo la nomina a senatore.
Quindi non si tratta di di andare a curiosare nelle lenzuola del nostro Premier perchè questo signore non ha assolutamente il dono della riservatezza, anzi non ha alcuna reticenza a sbandierarla e imporla come stile di vita sia privata che pubblica (dimenticando che gli aiuti agli italiani si fanno per legge, mentre quelli individuali, come le elemosine, devono essere del tutto riservati); inoltre questi fatti possono giustificare la sua azione politica alquanto miserella, mentre questo signore sostiene che parlare delle sue debolezze sarebbe un modo per impedirgli di governare.
Contraddizione in termini insomma: non fa nulla affinchè non se ne parli, ma poi accusa il mondo che parlandone gli impediscedi agire!
Ma tornando alle analisi obbiettive, quel che ci differenza dagli Usa non è una democrazia compiuta.
La ennesima riprova è proprio di ieri , 2 novembre, dove le elezioni di middle term negli Usa dimostrano una inversione di tendenza dell'elettorato che aveva premiato il partito democratico in quelle del 2 novembre 2006 e in quelle presidenziali del 2 novembre 2008.
Questo che cosa significa ?
Significa che, a prescindere dalla struttura diversa tra Usa e Italia - la prima è una repubblica presidenziale che presiede una unione di stati mentre la seconda è una repubblica parlamentare, l'elettorato non ha alcuna reticenza ideologica a cambiare opinione; fatto questo che si verifica puntualmente ormai dalla nascita dell'Unione.
Certo esiste uno zoccolo duro per cui una parte dell'elettorato che è nata repubblicana o democratica, rimane in questi schieramenti per tutta la vita, ma nel suo complesso l'elettorato si convince di volta in volta di una candidatura piuttosto che un'altra e le elezioni di middle term che riguadano il rinnovo delle cariche di tutti i deputati ed un terzo dei senatori, costituiscono un esame molto importante sia per le amministrazioni locali che per quella presidenziale.
Barak Obama è stato eletto due anni fa con ampio margine, ma oggi viene "punito" con un trasferimento del voto ai repubblicani o al nuovo partito Tea, sia perchè lo si accuserebbe di aver fatto troppo poco (probabilmente incrementando la schiera ben ampia degli astenuti) o troppo con incremento del voto ai repubblicani e al Tea party.
L'elettorato americano valuta quindi i primi risultati di due anni di presidenza Obama e su questo si esprime, senza che per questo Obama si strappi le vesti, nonostante il suo impegno nella Amministrazione e nella campagna elettorale.
E' una democrazia compiuta questa, che noi nemmeno ci sognamo, perchè siamo troppo ingessati nelle vecchie ideologie per un verso e per nuove ideologie per l'altro.
Non c'è insomma in Italia una coerenza, una logica conseguenza dei fallimenti politici di uno schieramento piuttoso che un'altro per cui non esiste nemmeno un sistema premiante per chi ben fa.
O meglio chi vince le elezioni vince sulla base di un progetto convincente ed abbiamo visto una certa alternanza tra sdx e csx, ma mentre il secondo è stato punito soprattutto per la sua scarsa coesione, il primo continua ad ottenere importanti consensi, nonostante il suo progetto offerto all'elettorato trovi scarsissimo ricontro con i risultati assai miseri e la coesione sia non poco manchevole.
A Barak Obama, a torto o ragione, non viene perdonato nulla perchè gli Usa avrebbero con la sua Amministrazione dovuto risorgere, dopo gli otto anni pessimi di Bush Jr., per produzione di ricchezza e per ampia occupazione, adeguatamente retribuita.
Non conta infatti che i danni possano provenire dal passato per la semplice logica per cui se è occorso tempo per fare politiche fallimentari, non può occorrere una eternità per porvi rimedio.
La velocità della vita e della politica è notevole per cui bastano due anni per capire e per vedere una chiara inversione di tendenza e Obama si guarda bene dal cercare giustificazioni o spiegazioni.
Da noi la solfa è tuall'altra; forse il macchiavellismo che affonda nelle nostre radici è la leva più facile per attenuare gli errori o i fallimenti.
Quello che balza all'occhio riguarda il fatto che questo meccanismo viene applicato alle formazioni di governo di centrosinistra; nel 1996-2001 occorsero tre governi e nella legislatura 2006-2011
in due anni il progetto offerto al paese fu bruciato.
Nel caso del centrodestra, per effetto di ampie maggioranze, le legislature sono andate o sembrano andare a scadenza naturale, ma i risultati sul progetto offerto non ce ne sono stati nè, sino ad ora, ce ne sono.
Di cose utili al paese e coerenti alle promesse fatte se ne vedono ben poche, ciò non di meno non si ha il coraggio di attuare una democrazia compiuta interrompendo un mandato tradito.
La fiducia riposta nel centrodestra permane importante (anche se in calo), ottenebrata forse un pò troppo da fatti contingenti che riguardano in particolare il premier in carica; anzi sembrerebbero giustivare la scelta di mantenere il consenso nonostante il chiaro fallimento.
Si preferisce insomma cercare per l'ennesima volta giutificazioni o spiegazioni al fallimento che non sono obiettivamente giustificabili nemmeno difronte ad un alternativa meno convincente.
Si preferisce insomma sbandierare la democrazia che però è incompiuta per nascondere invece una ampia auto castrazione!