domenica, dicembre 14, 2008

BRUNETTA: IL GENIO RIFORMATORE

Il compagno Brunetta con il passar degli anni ha affinato la sua iperattività che già mostrava da giovane quando faceva politica nel Psi veneto con Cresco , Bonfrisco ed altri.
Oggi da neo Ministro ha amplificato il suo modo d'essere esprimendosi con atti e fatti come se, con il megafono in mano, fosse alla testa di un corteo a gridare slogan che, tutti sanno, devono concretizzarsi in proposte e trattative organiche e logiche, altrimenti restano solo slogan.
Invece no: siamo sempre alla fase delle comunicazioni che hanno il solo scopo di dargli visibilità (più urlo più gli altri sentono), ma non utilità.
Ieri: ha gridato contro i fannulloni per poi affermare in luglio-agosto 2008 che le assenze per malattia, con il suo intervento, sono calate di ben il 50%.
Se andiamo a vedere il fenomeno, attingendo dai dati ministeriali, riscontriamo che si sta parlando di 11 giorni in media nell'anno 2007 (1 giorno al mese) ridottisi - dato parziale 2008 - di qualche giorno; è certo un risparmio ed un recupero di presenze, ma non automaticamente un recupero di efficenza, se i processi di produzione non vengono riformati: certo è che - come fosse il Vernacoliere di Livorno - fa più effetto il 50%, su base mensile che qualche giorno in meno su base annua.
Occorre aggiungere caro Brunetta che (non per sminuire il fenomeno ma centrarlo in modo corretto) che la media assenza delle amministrazioni statali - su 365/6 gioni di calendario - è di circa 50 giorni in media l'anno di cui 30 per ferie, 10 per malattia e 10 per altre assenze varie.
Certo è un bel cavallo cavalcare l'onda dei fannulloni della PA quando l'opinione pubblica si lamenta della qualità del servizio, della burocrazia, delle lungaggini, dell'efficenza, non delle presenze !
Oggi la musica non cambia: c'è l'uscita sul possibile aumento dell'età pensionabile - nella pubblica amministrazione - del personale femminile, che trova subito reazioni fra i sindacati, l'opposizione ed anche fra i partiti di governo.
La tecnica dello slogan, della quale è gran maestro l'On. Berlusconi , fa parlare, ma soprattutto incavolare, per cui - anche se per assurdo fosse un tema da prendere in serio esame - non è così che si affronta un aspetto assai delicato come quello pensionistico.
Tra l'altro parlare così con nonchalance della parità di pensionamento tra uomini e donne della PA - su base volontaria - appare una vera provocazione, soprattutto quando si è appena attuato - quatti quatti, uno "scivolamento" di 5 anni fino al 2011, per i dipendenti delle amministrazioni centrali (esclusi gli insegnanti), con 35 anni di contribuzione, ma senza limiti di età anagrafica !
Caro compagno Brunetta lo sa perfettamente che il sistema pensionistico è estremamente sensibile dopo anni e numerose revisioni (è dal 1994 che se ne parla), sa perfettamente che il sistema retributivo sta progressivamente scomparendo e che il crescente sistema contributivo sta mostrando in prospettiva falle preoccupanti non perchè si lavora per pochi anni, ma perchè le retribuzioni sono sempre più misere.
Il problema che deve affrontare insieme al Ministro Sacconi riguarda la flessibilità dei rapporti di lavoro che è stata strumentalizzata sino a divenire precarietà (anche nella PA) e a produrre conseguentemente retribuzioni che non soddisfano con continuità i bisogni primari dei cittadini.
Sulla pubblica amministrazione e sulla parificazione delle età pensionabili non "spari ad una mosca con il cannone": tutti i dipendenti della PA sanno che possono continuare a lavorare (se non trova il modo di liberarsene anzitempo) sino a 65/67 anni gli uomini (le alte cariche sino a 70/72) e 60/62 le donne; sanno inoltre far di conto e mano mano che l'età pensionabile a sistema contributivo pieno si avvicina (stiamo parlando del 2029 in poi) saranno loro stessi, eventualmente e in piena autonomia, a richiedere di lavora di più.
Anzi potrà essere una scelta obbligata se, come detto, non si elimineranno le cause che fanno scattare la piena e soddisfacente occupazione ad età sempre più avanzate (30 anni ?).
Utilizzi quindi la sua genialità per temi più importanti e sensibili e lasci perdere le boutades !

3 commenti:

gobettiano ha detto...

Crca la chiusa del tuo post non posso che dire "ad impossibilia nemo tenetur"
gobettiano

gobettiano ha detto...

Crca la chiusa del tuo post non posso che dire "ad impossibilia nemo tenetur"
gobettiano

Anonimo ha detto...

ASCA) - (dal "fresco" di) Cortina, 1 ago - "La vera carenza del Sud è la classe dirigente e il capitale umano". Lo ha detto il ministro Renato Brunetta, a margine di Cortina Incontra, aggiungendo che ''serve nuova spedizione dei mille per il Sud".

Perbacco, che idea!!! Certo, però, occorrerebbe:

1) trovare un migliaio di farabutti, avventurieri, truffatori e "furbetti", infarciti di “agenti dei servizi”, doppio e triplogiochisti, manovrati da una robusta e affidabile cordata di massoni DOC;

2) trovar loro un finto "capo", dalle caratteristiche ben definite:

a) un passato più che torbido ma tanto lontano e oscuro da poter essere rappresentato come "eroico";
b) un'ignoranza abissale, tanto da poter rappresentare (a se stesso e agli altri) massacri e pulizia etnica come una "rivoluzione epocale";
c) infine dovrebbe essere un SuperMassone di provata fede (uno, diciamo, da poter "presentare", a missione compiuta, a SAR... il Leader, lodandolo come "il nostro migliore emissario").

A ben riflettere potrebbe essere proprio il nostro "miglio nano".

Ignoro, però, se sia un SuperMassone...